Fulvio D'Addario, indimenticato protagonista della storica promozione dell'Ancona nell'88, si ritrova oggi nelle vesti di potenziale alleato della sua ex squadra.

Il tecnico, attualmente alla guida del Termoli, si prepara ad affrontare l'Ostiamare capolista con la professionalità di chi ha già centrato la salvezza ma non ha alcuna intenzione di regalare nulla.

«Ci proveremo anche se le cose sono diverse rispetto a Teramo, ora siamo salvi», ha esordito l'allenatore analizzando la delicata sfida che attende i suoi ragazzi nel prossimo turno di campionato.

Nonostante il traguardo stagionale già raggiunto, D'Addario garantisce un approccio feroce alla gara: «Detto questo ovviamente cercheremo di fare il massimo come sempre».

La preparazione tattica per lo scontro con la prima della classe è già entrata nel vivo, con uno studio meticoloso dei punti di forza degli avversari romani.

«Ho appena finito di guardare tre partite dell’Ostiamare e intendo preparare la partita con la massima serietà anche se noi non abbiamo più obiettivi di classifica», ha spiegato il mister.

Oltre alla classifica, c'è la voglia dei singoli di mettersi in mostra: «Comunque tutti i ragazzi vogliono fare bene anche in ottica futura», ha aggiunto il tecnico dei molisani.

Il legame tra D'Addario e la piazza dorica resta indissolubile, un sentimento che affonda le radici in quegli anni gloriosi che portarono l'Ancona in cadetteria dopo quasi quarant'anni.

«Ancona mi è rimasta nel cuore, lì ho vissuto tre anni indimenticabili e bellissimi culminati con la promozione in B», ha ricordato con emozione parlando del suo passato nelle Marche.

Il tecnico non dimentica l'abbraccio della città in quei momenti: «Mi ricordo una festa esagerata in città e con i compagni di squadra di allora c’è ancora un forte legame».

Tuttavia, l'allenatore tiene a precisare che la sua serietà professionale viene prima di ogni altra cosa, garantendo battaglia ai rivali dell'Ancona per puro spirito sportivo.

«Ma anche contro di voi il mio Termoli ha dato tutto perché così deve essere. Vi assicuro che da parte nostra l’impegno sarà massimale pure domenica a Ostia», ha puntualizzato D'Addario.

Analizzando poi l'andamento del campionato, il mister ha offerto una panoramica sulle forze in gioco, evidenziando le caratteristiche delle compagini che guidano la graduatoria.

«Tre ottime squadre ma con caratteristiche diverse. La più completa secondo me è il Teramo che magari arriverà terza a dimostrazione che come sempre il calcio non è una scienza esatta», ha osservato.

Secondo l'allenatore, in un torneo così equilibrato la differenza viene fatta spesso dagli episodi e dalla qualità complessiva di un raggruppamento estremamente competitivo.

«Se l’Ancona fa 80 punti e non gli basteranno significa che c’è qualcuno che ha fatto addirittura meglio e non è facile, a dimostrazione di un girone di ferro molto più complicato degli altri», ha riflettuto D'Addario.

Sul fronte personale, il tecnico si gode i frutti del lavoro svolto a Termoli, dove è riuscito a costruire un gruppo solido partendo da basi semplici e territoriali.

«Soddisfatto della salvezza? Tantissimo anche perché io sono di un paese a pochi chilometri da qui e dopo tanti anni avevo voglia di avvicinarmi a casa», ha confessato il tecnico.

L'impresa del club molisano assume contorni importanti per via della gestione oculata delle risorse: «La squadra è stata costruita senza spese folli ma abbiamo creato un gruppo compatto con qualche giovane di prospettiva».

Il bilancio finale dell'esperienza termolese è dunque ampiamente positivo: «Ci siamo tolti anche qualche bella soddisfazione», ha concluso il mister, pronto a dare un ultimo dispiacere alla capolista.

Sezione: Serie D / Data: Ven 24 aprile 2026 alle 15:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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