La Pro Vercelli si approccia all'ultimo impegno stagionale con la fermezza di chi, nonostante i playoff siano ormai irraggiungibili, non ha alcuna intenzione di chiudere l'anno in modo dimesso.
In vista della trasferta contro l'Arzignano Valchiampo, l'allenatore ha voluto sgomberare il campo da ogni possibile malinteso riguardante le motivazioni della squadra, sottolineando il valore etico della competizione.
«C'è un obbligo sportivo nei confronti degli altri. Se la gente pensa che, non avendo obiettivi di classifica, dobbiamo andare là a fare una scampagnata, si sbaglia perché nel rispetto dello sport noi siamo obbligati a fare il nostro», ha esordito il tecnico.
Oltre al dovere verso il campionato, la sfida porta con sé il peso di un precedente doloroso da cancellare, legato alla pesante sconfitta subita al Piola nel match d'andata.
«Ci sono motivazioni individuali come riscattare la sconfitta dell'andata, che è stata la partita più brutta dell'anno. Fare i tre punti ci permetterebbe di dire che abbiamo fatto un punto in più rispetto all'andata», ha spiegato il mister.
Il finale di stagione rappresenta inoltre un'occasione fondamentale per testare le basi del futuro, dando continuità all'inserimento di elementi giovani che si sono già messi in luce recentemente.
«Qualche altro giovane avrà spazio. Con Perotti, Regonesi e Antonio, che ha segnato domenica scorsa, abbiamo visto che c'è la base su cui continuare a costruire nel futuro», ha rivelato l'allenatore piemontese.
Non sarà tuttavia una passerella priva di agonismo, poiché la volontà è quella di schierare una formazione equilibrata capace di lottare per l'intera durata dell'incontro.
«Bisogna trovare una quadra per rimanere equilibrati. Andiamo là per fare il risultato e l’Arzignano se la dovrà sudare molto: non andiamo a regalare niente», ha avvertito il tecnico con determinazione.
L'avversario sarà agguerrito, dovendo ancora blindare la propria posizione nella griglia playoff, e l'ambiente si preannuncia caldo e teso sotto il profilo agonistico.
«Mi aspetterò un Arzignano un po’ più aggressivo e magari una partita un po’ più nervosa da parte loro; noi dobbiamo essere bravi a non farci condizionare e mettere in mostra le nostre qualità», ha proseguito nella sua analisi.
Il mister ha poi allargato lo sguardo all'intero girone A, descrivendolo come un raggruppamento caratterizzato da un estremo equilibrio, soprattutto nella fascia media della graduatoria.
«È un girone dove c’è una fascia media molto più equilibrata rispetto agli altri, dove tutte le squadre hanno avuto periodi favorevoli e altri meno favorevoli, siamo tutti lì vicini», ha osservato il tecnico.
Questa estrema vicinanza tra le squadre rende ogni minimo errore fatale, come dimostrato dalle retrocessioni inaspettate di formazioni che vantavano organici di tutto rispetto.
«Il girone dimostra che se fai un errore in programmazione rischi di essere tagliato fuori malamente. Nessuno avrebbe scommesso sulle retrocessioni di Virtus Verona e Pro Patria in questo modo», ha aggiunto.
Infine, un commento è stato riservato al Vicenza, indicato come il modello di eccellenza per programmazione e unità d'intenti mostrata durante tutto l'arco del campionato.
«Vicenza ha fatto un campionato a sé e si sono meritati i complimenti. Sono un esempio di idee chiare: dal presidente fino al magazziniere avevano un unico intento ed erano sullo stesso carro», ha concluso il mister della Pro Vercelli.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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