La Fidelis Andria volta pagina e affida la propria guida tecnica a Lillo Catalano, una scelta maturata sotto l'egida del direttore sportivo Gianni Califano. Il legame tra il tecnico e il dirigente non è certo una novità dell'ultima ora, dato che già durante la scorsa sessione estiva i due avevano avuto modo di confrontarsi approfonditamente per un possibile sbarco dell'allenatore sulla panchina azzurra, prima che la società decidesse di procedere con la conferma di Giuseppe Scaringella. Oggi quel matrimonio sportivo si concretizza ufficialmente, portando al timone dei federiciani un allenatore che sembra avere già il polso della situazione, grazie anche alla conoscenza pregressa di alcuni componenti dell'organico attualmente a sua disposizione.
L'impatto iniziale di Catalano con il mondo biancazzurro è stato caratterizzato da un forte senso di gratitudine e da un'analisi lucida del contesto ambientale. Il tecnico non ha nascosto la propria soddisfazione per l'incarico ricevuto, sottolineando immediatamente la qualità umana e professionale trovata all'interno dello spogliatoio. «Sono contento di essere qui e ho trovato un gruppo sano», ha dichiarato il neo allenatore nel presentarsi alla piazza, evidenziando come la base di partenza sia solida nonostante il momento di appannamento che la squadra sta attraversando. Catalano ha percepito un clima di diffuso scetticismo intorno alla compagine pugliese, una sensazione che lui stesso definisce fisiologica in una realtà dove il calore dei tifosi è direttamente proporzionale alle aspettative. «In questo momento percepisco un leggero pessimismo, ma è normale in quanto gli umori di una piazza così passionale sono inevitabilmente legati ai risultati», ha spiegato, dimostrando di conoscere bene le dinamiche di una piazza esigente come quella di Andria.
Sul fronte prettamente tecnico e strategico, Catalano ha scelto la via della continuità ragionata, evitando di imporre stravolgimenti che potrebbero destabilizzare ulteriormente i calciatori in questa fase delicata del torneo. Con una classifica che vede la Fidelis in una posizione di guado, a metà strada tra le sabbie mobili dei play-out e il sogno degli spareggi promozione, l'allenatore punta a valorizzare l'eredità tecnica lasciata dal suo predecessore. «Dal punto di vista tattico non ci saranno stravolgimenti. Credo che quando si subentra e mancano poche partite alla fine del campionato bisogna prendere il buono del lavoro fatto in precedenza, e per me c'è tanto di positivo, a cui aggiungere i concetti nuovi», ha precisato il mister, chiarendo che il suo apporto sarà graduale e mirato a integrare, piuttosto che a demolire, quanto costruito finora.
Il focus principale del nuovo allenatore sembra essere rivolto alla sfera psicologica e gestionale. Catalano è convinto che la chiave di volta per invertire la rotta risieda nella capacità di trasmettere fiducia a un gruppo che ha bisogno di ritrovare le proprie certezze. «Voglio creare un rapporto con i giocatori e dargli tranquillità perché sono loro che scendono in campo. La mia responsabilità è farli giocare con la giusta mentalità», ha ribadito con fermezza, ponendo l'accento sul fatto che il suo compito primario sarà quello di agire come un catalizzatore di energia positiva. Per il tecnico, l'obiettivo immediato non è rincorrere calcoli matematici o traguardi stagionali ambiziosi, bensì riportare il sorriso e la voglia di lottare in ogni singola sfida, vivendo il campionato giornata dopo giornata. «Dobbiamo ricreare l'entusiasmo e penso che ora parlare di risultati a lunga scadenza non abbia senso», ha concluso Catalano, tracciando la rotta di un percorso che deve necessariamente ripartire dal presente per provare a regalare nuove gioie al popolo andriese.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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