Il palcoscenico della presentazione ufficiale di Pasquale Catalano, nuovo timoniere della Fidelis Andria, è diventato il luogo di un’analisi profonda e a tratti amara sulla reale tenuta economica del club. A margine del benvenuto tecnico al nuovo allenatore, la società ha voluto fare il punto della situazione sulla pesante eredità contabile lasciata dalle passate gestioni, rivelando uno scenario decisamente più tortuoso di quanto immaginato solo pochi mesi fa.
Il quadro emerso tratteggia un sodalizio impegnato in una battaglia quotidiana per la sopravvivenza finanziaria, tra debiti sommersi e istanze legali che continuano a bussare alle porte della sede biancazzurra.
A guidare questa operazione trasparenza è stato il Direttore Generale Vincenzo Pastore, il quale non ha usato giri di parole per descrivere le difficoltà incontrate nell'ultimo periodo. La notizia più preoccupante riguarda l'improvvisa apparizione di vecchie pendenze che sembravano dimenticate e che risalgono agli anni in cui la squadra militava in Serie C.
Si tratta di passività che, paradossalmente, non erano emerse durante la scorsa stagione ma che sono esplose con violenza proprio in questi mesi. «Magicamente, e lo dico con ironia, quest'anno ci sono pervenute situazioni arretrate, da saldare, che risalgono alle ultime stagioni in Serie C e hanno provocato disastri», ha spiegato Pastore, aggiungendo un dettaglio non trascurabile sulla pressione esterna subita dal club: «Siamo stati inseguiti da pignoramenti e creditori che si sono aggiunti e di cui non eravamo a conoscenza».
Il fardello economico, che supera abbondantemente il milione di euro, rappresenta la vera sfida della gestione attuale per scongiurare il rischio del fallimento. Il DG ha comunque lanciato un segnale di speranza, annunciando la chiusura della prima fase di emergenza e l'avvio di un piano di rientro strutturato. Pastore ha anticipato con una metafora calcistica quello che sarà l'impegno principale della società per i prossimi anni, un accordo che permetterà di mettere in sicurezza il futuro della Fidelis. «A febbraio convocheremo una conferenza stampa per spiegare qual è il grande ‘acquisto’, per così dire, della nostra gestione. Si chiama Erario e avrà un contratto decennale», ha svelato il dirigente, riferendosi alla rateizzazione del debito fiscale che diventerà il perno della programmazione azzurra a lungo termine.
Nonostante l'ingente mole di risorse drenate dal risanamento dei conti, la dirigenza ha voluto ribadire che l'impegno sul piano sportivo non verrà meno. L'idea è quella di puntare su una gestione oculata e intelligente, guardando a modelli di successo che non necessariamente passano per investimenti faraonici o nomi di grido. Pastore ha sottolineato come la classifica del girone H dimostri spesso che i budget milionari non garantiscano automaticamente il primato: «Questo non significa che dobbiamo mettere da parte le ambizioni: nel girone H ci sono società che hanno speso tre o quattro volte maggiore della Fidelis e hanno pochi punti in più rispetto a noi».
L'obiettivo per il prossimo futuro sarà dunque quello di imitare le realtà capaci di massimizzare il rendimento tecnico attraverso uno scouting efficace e scelte mirate. In tal senso, il Direttore Generale ha citato una rivale come esempio di efficienza sportiva e lungimiranza. «Altre società hanno individuato calciatori ottimi a un buon prezzo. Prendo ad esempio la Paganese, non ha nomi altisonanti ma è prima in classifica», ha concluso Pastore, tracciando la linea guida per la nuova Fidelis Andria di mister Catalano: solidità finanziaria come base imprescindibile e competenza tecnica per restare protagonisti sul campo nonostante le ferite del passato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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