Il clima in casa Fidelis Andria è diventato improvvisamente più elettrico dopo la recente decisione di cambiare la guida tecnica. Con l'avvicendamento tra Giuseppe Scaringella e Lillo Catalano, figura che già durante l'estate era stata vicina a sedersi sulla panchina azzurra, il direttore sportivo Gianni Califano ha voluto fare il punto della situazione, assumendosi in prima persona l'onere delle scelte compiute.
Il dirigente non si è nascosto dietro frasi di circostanza, mettendo in chiaro come il nuovo assetto sposti l'asticella delle sue mansioni: «Ora la responsabilità da parte mia si alza ulteriormente, sia nei confronti della piazza che della società», ha dichiarato con fermezza, consapevole che il passaggio a un allenatore da lui fortemente voluto rappresenti uno snodo cruciale della stagione.
Questo nuovo capitolo tecnico si inserisce in un contesto di profonda trasformazione dell'organico, iniziato già a dicembre e proseguito con un ritmo serrato. I numeri descrivono con precisione l'entità dell'intervento portato avanti da Califano: dieci volti nuovi a fronte di nove partenze, un bilancio che parla di una vera e propria ricostruzione tattica e strutturale. G
ran parte di questi movimenti è stata dettata dalla necessità di adattare il gruppo al modulo 3-5-2, sistema di gioco che costituisce la base su cui lavorerà anche mister Catalano. Tuttavia, le ragioni del mercato non si fermano solo alla tattica, ma toccano anche la gestione dei calciatori più giovani e il rendimento dei singoli.
Un fattore determinante nel ridisegnare la fisionomia della squadra è stato il cambio di gerarchie tra i pali. Califano ha spiegato con estrema trasparenza come la decisione di affidarsi a un portiere di esperienza abbia innescato una reazione a catena su tutto il resto della rosa: «Nel momento in cui si decide di utilizzare il portiere over la rosa deve essere necessariamente ristrutturata».
Questa scelta, infatti, impone di aumentare il numero di under presenti tra i giocatori di movimento per rispettare i regolamenti, portando inevitabilmente alla cessione di alcuni elementi senior. Oltre a queste dinamiche burocratiche, il direttore sportivo ha ammesso che diversi addii sono stati causati da prestazioni che non hanno rispecchiato le attese iniziali della dirigenza.
Nonostante il corposo numero di operazioni già concluse, il cantiere della Fidelis Andria non può ancora dirsi chiuso. Le prossime strategie saranno definite in stretta sinergia con il nuovo allenatore, ma le linee guida sembrano già tracciate, specialmente per quanto riguarda lo sfoltimento del reparto avanzato e il rispetto degli equilibri di spogliatoio.
Califano ha infatti espresso una chiara preoccupazione riguardo all'eccesso di calciatori esperti che rischierebbero di restare ai margini della squadra: «4 over rischiano di sedersi in tribuna. Questo non ce lo possiamo permettere e non è giusto nei confronti dei ragazzi». Per ovviare a questo problema, due partenze sono considerate praticamente certe, sebbene l'ultima parola spetterà a Catalano dopo una prima valutazione del materiale umano a disposizione.
Sul fronte delle entrate, il direttore sportivo ha confermato l'imminente inserimento di un giovane profilo classe 2007 per rinforzare il pacchetto degli under. Tuttavia, la sua attenzione resta focalizzata sulla zona gol, dove sente che manca ancora un tassello per completare il mosaico e garantire la necessaria incisività alla manovra offensiva.
Il mercato degli attaccanti resta dunque aperto e pronto a riservare sorprese dell'ultimo minuto: «Se dovessi, poi, riuscire a trovare la giusta situazione cambieremo anche una pedina in attacco, perché lì non sono ancora soddisfatto», ha concluso Califano, ribadendo la sua volontà di non lasciare nulla al caso per riportare la Fidelis Andria nelle posizioni di classifica che le competono.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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