Il 2026 del Grosseto si apre con un successo fondamentale che consolida il primato in classifica, ma il post-gara della sfida vinta 2-1 contro il Seravezza Pozzi è stato teatro di uno sfogo durissimo da parte del Direttore Generale Filippo Vetrini. Se sul campo la squadra vola a +10 dalle inseguitrici, fuori dal rettangolo verde il clima è tutt'altro che sereno a causa di vicende extracalcio che coinvolgono il Comune e un istituto bancario locale.
Vetrini ha iniziato l'analisi partendo proprio dal valore sportivo del match, riconoscendo i meriti di un avversario mai domo: «Avevo grande timore di questa partita perché giocavamo contro la seconda in classifica, e il Seravezza ha pienamente meritato questa posizione. Se fosse finita in parità non sarebbe stato uno scandalo». Nonostante il vantaggio importante, il DG predica calma: «Il campionato non è finito, a sedici giornate dalla fine bisogna mantenere altissima la concentrazione».
Tuttavia, il tono della conferenza è cambiato radicalmente quando si è passati a commentare le notizie riguardanti la situazione finanziaria del club apparse sulla stampa. Vetrini ha espresso sdegno per la pubblicazione di dati che ritiene sensibili e strumentalizzati: «La banca ha pubblicato una lettera riportante una sofferenza sul conto di 264 mila euro. Considerato che il Grosseto ha un bilancio annuale di circa 4 milioni, parliamo del 6%. È quasi una perla dal punto di vista della gestione, ma è stata pubblicata solo per fare casino». Il Direttore ha annunciato azioni legali immediate: «Il nostro studio legale farà un esposto all’ABI, alla Banca d’Italia e alla Procura della Repubblica per verificare se sia stato violato il segreto bancario».
Secondo la ricostruzione del Direttore Generale, dietro queste frizioni ci sarebbero motivi personali e dinamiche legate al passato: «L'anno scorso una figura apicale della banca invitò platealmente il patron Lamioni a cedere il Grosseto a Piero Camilli. Si vede che, siccome la risposta fu un secco no, se la sono presa un po' a male». Un attacco frontale che coinvolge anche l'amministrazione comunale, accusata di non aver tutelato una realtà che era stata salvata dal fallimento proprio dall'attuale proprietà: «Tre anni fa i funzionari del Comune chiamavano ogni mezz'ora per convincere Lamioni a prendere il Grosseto che stava portando i libri in tribunale. Questo non è il ringraziamento che meritava».
Vetrini ha poi sottolineato l'amarezza per un ambiente che, invece di godersi un primato storico, sembra concentrato su questioni distruttive: «In qualsiasi altra città, avere dieci punti di vantaggio genererebbe solo entusiasmo, invece qui vedo quasi delle facce tristi. Si tratta di un attacco alla persona di Lamioni che non ha precedenti». Il DG ha rincarato la dose suggerendo che alla base della rigidità del Comune possano esserci anche divergenze di natura politica legate alle scorse elezioni regionali: «Il nostro appoggio a Leonardo Marras credo abbia generato questa reazione».
Nonostante le nubi fuori dal campo, il Grosseto sportivo resta un modello di efficienza. Vetrini ha confermato che la società è pronta a intervenire sul mercato se necessario, pur ribadendo la fiducia nel gruppo attuale: «Siamo pronti a dar mano a un reparto, quello di centrocampo, che effettivamente è un pochino contato rispetto a difesa e attacco, ma non prenderemo tanto per prendere». In chiusura, un messaggio di orgoglio per il lavoro svolto finora: «Il mio sogno è essere ricordato come il direttore di una squadra meravigliosa. Lamioni ha messo passione e soldi, non merita gli schiaffi che sta prendendo».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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