Il 2026 del Ravenna non si apre sotto i migliori auspici. Dopo lo scivolone esterno contro la Vis Pesaro che aveva chiuso l'anno precedente, i giallorossi incappano in un nuovo stop sul terreno del Campobasso. Un passaggio a vuoto pesante, che costa il primato in classifica: l'Arezzo, vittorioso nel turno precedente, ne approfitta per il sorpasso e ora guarda tutti dall'alto con due lunghezze di vantaggio sulla truppa romagnola.

Al termine del match, Marco Marchionni ha analizzato con onestà la prova dei suoi, riconoscendo che la squadra non è riuscita a esprimere il calcio spumeggiante che l'aveva caratterizzata nella prima parte di stagione. «Secondo me oggi non è stata la nostra miglior partita», ha esordito l'allenatore in sala stampa, individuando subito i nodi tattici della sconfitta. «Siamo stati lenti, abbiamo fatto un po’ di giropalla, ma non abbiamo creato quelle superiorità numeriche che di solito ci permettono di generare situazioni pericolose e gol». Merito anche di un avversario apparso in condizioni smaglianti: «Abbiamo trovato una squadra forte, che ha corso, ha lottato, non è mai andata in difficoltà. Anche se abbiamo avuto qualche occasione, loro sono stati bravi a crearsene altre e a sfruttarle. Dopo il pareggio non si sono mai disuniti».

Il tecnico ha poi rivolto un plauso sincero alla panchina opposta, ammettendo la superiorità tattica mostrata dai padroni di casa in questa occasione. «Bisogna fare i complimenti al Campobasso e all’allenatore, che ha preparato la partita nel migliore dei modi. Noi però non siamo stati quelli di sempre, quelli che speriamo di essere». Entrando nel dettaglio tecnico, Marchionni ha sottolineato la differenza nel palleggio tra le due formazioni: «Il Campobasso, a differenza nostra, ha messo più palleggio e riusciva sempre a creare superiorità numerica sugli esterni, mettendoci in difficoltà. Noi non siamo stati bravi a recuperare palla e a ripartire, che è proprio quello che di solito facciamo».

Una critica feroce il mister l'ha riservata alla gestione del possesso palla dei suoi, apparso troppo orizzontale e privo di sbocchi verticali. «Sì, abbiamo palleggiato, ma in maniera sterile. Arrivavamo oltre il centrocampo, ma non riuscivamo mai a mettere la palla in profondità per mettere in difficoltà i loro difensori. Quando i difensori trovano sempre la palla davanti è tutto più facile per loro». Non ha convinto nemmeno l'atteggiamento psicologico post-pareggio: nonostante la pronta reazione al primo svantaggio, la squadra è sembrata quasi appagata. «Siamo stati bravi a pareggiare subito, ma non siamo riusciti a far capire agli avversari che volevamo vincere a tutti i costi. Ci siamo un po’ accontentati».

Marchionni ha infine respinto con fermezza l'alibi del terreno di gioco, reso complicato dal maltempo. «No, il campo pesante lo avevano anche loro. Se loro sono stati bravi e noi no, non è una questione del campo. È una questione che a volte le idee ti vengono con una frazione di secondo in ritardo, che permette all’avversario di anticiparti e di non farti fare la giocata». Una lezione che il Ravenna dovrà imparare in fretta se vuole riprendersi lo scettro del girone.

Sezione: Serie C / Data: Lun 05 gennaio 2026 alle 20:25
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture
Print