Claudio Morelli, allenatore dell'Acireale, ha parlato nella conferenza stampa post-partita al termine del pareggio per 1-1 contro la Vigor Lamezia.
Sull'analisi della gara e l'episodio del rigore
"È stato detto bene: nella prima parte del primo tempo loro sono riusciti a palleggiare meglio e noi abbiamo faticato a trovare le distanze. Poi, nella parte intermedia e finale della prima frazione, siamo riusciti a creare situazioni importanti. Nel secondo tempo siamo entrati in campo in modo veemente, abbiamo avuto l'occasione del calcio di rigore e credo che lì dovevamo avere quel pizzico di fortuna per far scivolare la gara dalla nostra parte e poterla 'riaddormentare'. Così non è stato, perché l'episodio del rigore ha portato al pareggio. Devo però fare i complimenti ai ragazzi per l'impegno, la voglia, la determinazione e il modo di stare in campo fino all'ultimo secondo, dal primo all'ultimo che è entrato. Devo dire solo grazie. Credo che questo sia un buon viatico per cercare di migliorare e raggiungere il nostro obiettivo".
Sul calo e la confusione negli ultimi 10 minuti
"È un aspetto che ho notato anch'io. La mia risposta non è determinante, ma ha un perché: la squadra non è tranquilla. È una squadra che viene da un vissuto in 'moto perpetuo' e credo perda delle certezze. Potrebbe essere questo uno dei motivi che porta ad impaurirsi, ad avere quasi la 'paura di vincere'. Perché oggi (ieri, ndr) non c'è la paura di perdere, credo ci sia questa paura di vincere la partita che poi si trasforma, in alcune circostanze, in frenesia. E questa frenesia dobbiamo cercare di eliminarla. Ma si elimina solo con i risultati, perché sono quelli che determinano la serenità durante l'allenamento e all'esterno. È un momento in cui bisogna essere lucidi e cercare di capire tutti insieme come uscire da questa situazione. Dal punto di vista tecnico dico che è una squadra che ha margini di miglioramento. Sto cercando di prendere il massimo da ognuno, perché secondo me ancora non avevano dato il 100%, e poi cercare di assemblare il tutto per arrivare a questa salvezza che è la nostra prerogativa".
Su cosa è piaciuto di più e sull'aspetto mentale
"Mi è piaciuta la voglia che ha la squadra di migliorare, di lavorare, di stare in campo e di aiutarsi. Questo è un tassello per poter cominciare a crescere anche dal punto di vista tecnico. La mentalità, come dicevo prima, in questo momento è purtroppo dettata anche da quelle situazioni esterne che non ti danno serenità. Bisogna essere sempre più tranquilli. Credo che il calciatore, per poter rendere al 100%, non debba avere alibi, ma la serenità fa parte del calcio. Credo che con la dea bendata abbiamo qualcosa da recriminare, perché anche oggi in alcune circostanze – vedi il gol non-gol di Falou o l'ultima parata del portiere – non ci ha detto bene. Ho visto cose molto positive, mentalmente dobbiamo sicuramente migliorare".
Sul mercato e le necessità della rosa
"Quando sono arrivato sapevo già che l'Acireale era alla ricerca di qualche elemento che potesse migliorare la rosa. Credo che in settimana ci sia l'entrata di qualche giocatore. Questa è una rosa che va sicuramente migliorata, va mentalizzata e va cercato di portare al massimo delle loro potenzialità, perché questa rosa non è una rosa da 18 punti. Il Lamezia stesso ha cambiato tantissimo, le difficoltà ci sono un po' dappertutto. Io credo solamente di non doverci piangere addosso. Non voglio che subentrino alibi all'interno dello spogliatoio. Dobbiamo cercare di prendere il massimo di quello che abbiamo, consci che avremo bisogno – e la società lo sa – di qualche elemento che ci possa far rifiatare in alcune circostanze".
Sull'assetto tattico (difesa a 4) e la prestazione difensiva
"Se avete visto, oggi la squadra non è scesa in campo con il 3-5-2 ma con il 4-2-3-1, quindi avevo lavorato sui principi della difesa a quattro. Faccio i complimenti ai due ragazzi, Di Stefano e Vitale: Vitale aveva a che fare con un certo Catalano, non l'ultimo della categoria, e credo che lo abbia annullato perché ha fatto ben poco se non sui piazzati. Anche oggi credo che la nostra difesa si sia comportata discretamente, abbia migliorato sotto questo punto di vista. Il nostro portiere non l'ho visto impegnatissimo in parate, a parte i traversoni. Credo che questo sia un buon viatico, se cominciamo ad avere i clean sheet durante le gare; oggi purtroppo il rigore non ce l'ha permesso".
Sull'attacco e l'arrivo di rinforzi
"Ci darà sicuramente una mano [un nuovo attaccante, ndr], perché credo che avere solo Falou lì davanti e non avere l'opportunità di mettere una pedina che lo possa affiancare, o in alcune circostanze farlo rifiatare, sia importante. Ripeto però: non è che adesso arriverà il Maradona di turno. Qui non dobbiamo avere il Messia, non voglio che ci si metta in testa che arriva il Messia e l'Acireale cambia, perché il calcio non è così. Un uomo ci può dare sicuramente una mano, questo è fuor di dubbio. Sono fiducioso. Capisco la piazza, i malumori e il blasone, perché qui siamo ad Acireale dove si è visto calcio. È giusto che ci siano delle aspettative, ma in questo momento è fondamentale capire che bisogna uscire da questa situazione a 360 gradi. L'unica cosa che posso fare è mettere in campo una squadra che lotterà tutte le domeniche per questa maglia".
Sulla scelta del rigorista (Iuliano)
"Durante questi giorni di allenamento ho notato che Iuliano è quello che è più in palla in questo momento. Poi il calcio di rigore non determina niente [sulla prestazione generale]. Ho visto solo Iuliano meglio e ho detto prima della gara che, se fosse arrivato il calcio di rigore, doveva presentarsi lui".
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