Il futuro dell'attaccante argentino Castro continua a far discutere, alimentando un vero e proprio caso di mercato che coinvolge diverse piazze calde tra Sicilia, Calabria e Campania. Nonostante la Reggina abbia provveduto a smentire, in via ufficiosa, la chiusura dell'operazione per portare la punta in riva allo Stretto, le recenti dichiarazioni del presidente della Sancataldese, Ivano La Cagnina, hanno gettato nuova luce su una vicenda complessa e ricca di sfumature.

Il punto di rottura tra il calciatore e il club siciliano risale allo scorso 21 dicembre, subito dopo la sfida contro il Savoia, match che l'attaccante aveva saltato a causa di una squalifica. In quella circostanza, Castro ha espresso chiaramente la volontà di essere ceduto. Alla base della richiesta, come spiegato dal patron La Cagnina ai microfoni di tuttocalciocalabria, ci sarebbe stata una proposta economica definita "irrinunciabile" proveniente dalla Nocerina. Secondo quanto riferito dall'atleta e dal suo rappresentante, Leo Secondi, il club campano avrebbe messo sul piatto cifre impossibili da pareggiare per le casse della Sancataldese, rendendo di fatto inutile ogni tentativo di trattenere il giocatore contro la sua volontà.

Sullo sfondo resta l'interesse della Reggina, che La Cagnina ha voluto precisare con dovizia di particolari. Il presidente ha confermato un contatto avvenuto alla fine di novembre con Ballarino, il quale aveva manifestato l'intenzione di tesserare Castro qualora la Sancataldese si fosse resa disponibile alla cessione. In questo senso, il numero uno del club verdeamaranto ha tenuto a sottolineare la correttezza del dirigente reggino, il quale ha scelto di interloquire direttamente con la società proprietaria del cartellino senza scavalcarla per contattare il calciatore o il suo entourage.

La vicenda ha però offerto lo spunto per una riflessione più ampia e critica sulle attuali dinamiche del calciomercato dilettantistico. La Cagnina non ha nascosto il proprio malumore per regole che, a suo dire, penalizzerebbero eccessivamente le società. Il presidente si è detto quasi "obbligato" a concedere la risoluzione contrattuale a Castro, evidenziando una normativa che avrebbe permesso al giocatore di liberarsi autonomamente per firmare con un club professionistico in Argentina.

Secondo il massimo dirigente dei siciliani, il sistema attuale richiede interventi urgenti poiché i presidenti si troverebbero schiacciati tra numerosi obblighi senza alcuna garanzia di indennizzo a tutela degli investimenti fatti. La Cagnina ha infine puntato il dito contro il comportamento di alcuni procuratori, rei di sfruttare le finestre di mercato perennemente aperte in Serie D per giocare al rialzo sulle quotazioni dei propri assistiti.

Sezione: Serie D / Data: Lun 05 gennaio 2026 alle 21:50
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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