Il legame profondo tra la Lavagnese e il suo leader storico, Angelo Lombardi, giunge oggi al termine dopo un percorso durato ben cinque stagioni. Un addio che segna la conclusione di un'epoca per il sodalizio ligure, caratterizzata da un impegno costante e da un attaccamento viscerale alla maglia che ha trasformato il calciatore in una vera e propria leggenda del club.
Il fantasista molisano, nato nel 1990, lascia un vuoto importante nello scacchiere bianconero, entrando ufficialmente nel novero dei giocatori più significativi nei 107 anni di vita della società. La sua carriera, che lo ha visto protagonista in diverse piazze italiane tra Piemonte, Toscana e Liguria, ha trovato allo stadio Riboli la sua dimensione ideale, consacrandolo come un pilastro della storia recente.
Le statistiche accumulate in questi anni raccontano un rendimento fuori dal comune, con quasi duecento apparizioni ufficiali impreziosite da 64 marcature personali. Tra i campi della Serie D e dell'Eccellenza, Lombardi ha superato la soglia dei 10.000 minuti disputati, dimostrando una continuità e una qualità tecnica che lo hanno reso spesso l'uomo della provvidenza nelle fasi più cruciali delle ultime annate.
Ma oltre ai numeri, il valore del Capitano si è misurato soprattutto nel carisma esercitato all'interno dello spogliatoio. Indossando la fascia al braccio, Angelo è stato il faro per i compagni più giovani, mettendo la propria esperienza e la propria personalità al servizio del gruppo. Le sue giocate d'autore hanno saputo conquistare non solo i propri sostenitori, ma anche il rispetto di avversari e osservatori.
La separazione avviene in un momento in cui la società ha optato per un cambio di rotta professionale, decidendo di non estendere ulteriormente il rapporto lavorativo. Questa scelta permette al calciatore di valutare nuove sfide per la parte conclusiva della sua attività agonistica, dove potrà certamente continuare a fare la differenza grazie alle sue indiscusse doti tecniche e atletiche.
Il club ligure ha voluto esprimere profonda gratitudine verso l'atleta, sottolineando come la serietà e la dedizione dimostrate quotidianamente siano state esemplari. Il saluto della "famiglia" bianconera è carico di emozione, riconoscendo in lui non solo un grande interprete del rettangolo verde, ma un professionista che ha onorato la città di Lavagna fino all'ultimo istante.
Il futuro di Lombardi è ora tutto da scrivere, ma l'eredità lasciata al Riboli resta indelebile. La piazza lo saluta con la consapevolezza di aver assistito alle prestazioni di uno dei migliori talenti passati da queste parti negli ultimi decenni, augurandogli i migliori successi per il proseguo della sua avventura nel mondo del calcio.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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