In occasione del proprio compleanno, il presidente del Ligorna Alberto Saracco ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Settimana Sport, tracciando un bilancio del suo percorso dirigenziale e proiettandosi verso il futuro della compagine ligure. Il patron della società ha subito chiarito quale sia l'auspicio principale per il prosieguo del campionato. «Vedere massimo impegno e attaccamento alla maglia: se sarà così siamo già a metà dell'opera».

Ripercorrendo la propria avventura nel mondo del pallone, la massima carica del club ha spiegato di custodire moltissimi momenti felici e di non aver mai vissuto vere e proprie sofferenze sul piano agonistico. «Ricordi sono tanti, uno in particolare non saprei. Ho vissuto momenti stra-belli per fortuna, brutti a livello sportivo direi di no, magari qualche delusione ma fa parte della vita e dello sport».

Nel corso della chiacchierata c'è stato spazio anche per analizzare gli aspetti meno piacevoli sperimentati nel panorama calcistico nel corso degli anni. «La delusione più grande? Sicuramente aver incontrato delle brutte persone per non dire altro, ma non vado oltre, ho già abbastanza grane».

Guardando avanti, il numero uno del Ligorna ha ribadito la propria filosofia aziendale e sportiva, orientata costantemente al domani piuttosto che al passato. «La stagione più bella dev'essere sempre la prossima o quelle successive: non si vive di ricordi».

Sollecitato sul legame con la propria passione e sulle rinunce che comporta nella vita privata, il presidente ha risposto con una battuta ironica legata alla sfera familiare. «Rinunciare a una vacanza? Fatti raccontare da mia moglie che vita che fa dietro al calcio».

Il dirigente ha poi sottolineato l'importanza del fattore umano e del legame che unisce tutte le componenti della società al di fuori del terreno di gioco. «Porto mia moglie, se invece parliamo di calcio adoro le cene con staff e giocatori e loro lo sanno».

Oltre alle dinamiche di campo, il massimo dirigente ha commentato i temi di conversazione quotidiani e l'impatto dei nuovi mezzi di comunicazione nella società attuale. «Cronaca quotidiana. Politica meglio evitare, ci sarebbe da arrabbiarsi. Si è più stressati ma direi che oramai sono fondamentali soprattutto a livello lavorativo. La tecnologia e lo sviluppo sono importanti, ovviamente ci si deve sempre aggiornare e noto che in molti fanno fatica».

In chiusura, il patron del Ligorna non ha voluto stilare una top 11 dei calciatori più forti avuti alle sue dipendenze durante il percorso nei dilettanti, per evitare di escludere qualcuno. «Formazione ideale? Si gioca in 11, impossibile farla. Ho avuto e ho fior fiori di giocatori forti, non voglio quindi mancare di rispetto a nessuno».

Sezione: Serie D / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 20:05
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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