In vista dell'esordio casalingo nel campionato di Eccellenza contro la Nebros, l'allenatore del Messina Alfio Torrisi ha tracciato il quadro della situazione in casa giallorossa, analizzando le motivazioni dei rivali e la risposta che la sua squadra è chiamata a dare sul campo. La compagine tirrenica si presenterà con grande determinazione e con elementi di spessore in organico per affrontare la principale realtà del capoluogo.

Il tecnico ha sottolineato l'orgoglio e la responsabilità che derivano dal rappresentare una piazza di questo livello nel torneo. «Questo è lo specchio del ruolo del Messina in questo campionato e non può fare altro che renderci orgogliosi ancora una volta di quello che dobbiamo rappresentare. Togliendo questo fascino, però, noi abbiamo il nostro obiettivo. Abbiamo lavorato per cercare in tutti i modi di farci trovare pronti non per questa partita, ma per la stagione, consapevoli di quello che a livello emotivo offre a noi e può offrire anche all’avversario».

Ripartendo dai segnali positivi emersi nella vittoriosa trasferta di Augusta, la guida tecnica ha chiesto un prolungamento nei tempi di tenuta dell'intensità di gioco. «Sarà una partita dove dobbiamo confermare quello che di buono abbiamo fatto nelle partite precedenti. Ad Augusta abbiamo iniziato a fare un calcio di qualità: per 35 minuti del primo tempo la squadra ha espresso una mole di gioco importante, sia sotto l’aspetto del ritmo che tecnico-tattico. Adesso dobbiamo pian piano trasformare questi 35 minuti in 40, 45, 50. Bisogna crescere, come è giusto che sia, pian piano. Domani dobbiamo continuare su quello che stiamo facendo, lavorando sul dettaglio, cercando di commettere meno errori possibile e di migliorare quanto di buono stiamo iniziando a fare».

Sul piano logistico, l'allenatore dei peloritani ha chiarito la scelta condivisa di disputare i match interni allo stadio Franco Scoglio rispetto al Celeste, motivando le ragioni organizzative alla base della decisione. «Scelte solo mie non ce ne sono. Sono scelte condivise con la proprietà, con la direzione sportiva e con la direzione generale. Siamo tutti al lavoro per un unico obiettivo. È una scelta dettata da tanti motivi, non soltanto tecnico-tattici, ma anche logistici. Lavorare sei volte alla settimana in un campo in cui siamo obbligati a condividere spazi e orari non è facile. Per noi non è una cosa possibile e fattibile».

La ricerca di un ambiente di lavoro ideale per il gruppo ha spinto la società a optare per un impianto in grado di garantire autonomia e strutture dedicate. «Abbiamo cercato anche nel rispetto delle esigenze degli altri che hanno tutto il diritto come noi di usufruire del Celeste, di entrare in una zona dove abbiamo maggiore disponibilità logistica, di spazi, magazzini e stanze solo nostre. L’obiettivo è fare stare la squadra e i giocatori nel miglior modo possibile. Quando qualcosa non rende possibile questo, dobbiamo trovare situazioni alternative».

L'atmosfera nello spogliatoio resta focalizzata esclusivamente sulle vicende agonistiche, lasciando alla dirigenza la gestione delle pratiche amministrative e della sentenza prevista per il 24 settembre sui tesseramenti passati. «Io voglio rispondere solo su cose di campo. Non mi interessano queste cose, onestamente. La società è ben attrezzata per poter lavorare su questo fronte. L’unico pensiero che abbiamo è la Nebros. Domani abbiamo una partita in cui dobbiamo fare bene. Siamo abbastanza sereni, non ci sfiora. Lavoriamo solo ed esclusivamente su quello che è il campo. Tutto quello che è extra-campo a noi non appartiene. Siamo messi nelle condizioni di fare al massimo il nostro lavoro».

Allargando l'analisi al percorso avviato dalla proprietà, la guida tecnica ha voluto lanciare un messaggio forte a tutto l'ambiente circostante. «Dobbiamo sicuramente cercare un po’ tutti di migliorare, perché penso che a prescindere da tutto dobbiamo capire che il Messina è il Messina. Questa è una cosa che voglio sottolineare, perché alcune volte passa inosservata. Il Messina ha una storia importante, ha una proprietà che sta investendo tanto in un progetto, non in un campionato o in una stagione. Penso sia corretto e doveroso che noi, attraverso i risultati, cerchiamo di avvicinare la gente, di farla innamorare nuovamente. La gente ha bisogno di essere riavvicinata attraverso il nostro atteggiamento e i risultati».

Il sostegno collettivo diventa un tassello cruciale per dare respiro a una pianificazione societaria solida e proiettata al futuro. «Ma tutto l’ambiente deve capire che a Messina l’aria sta cambiando, che c’è qualcuno che vuole farla cambiare e c’è un progetto importante che, secondo me, fino a oggi non sta riscontrando quello che dovrebbe realmente riscontrare da parte di tutti. Mi auguro che riusciamo un po’ tutti a far sterzare mentalmente il pensiero su questa società e che possiamo avere quello che è giusto avere, in maniera importante, far sì che questo progetto non abbia continuamente bastoni tra le ruote per la crescita e per l’obiettivo finale. Che, lo ripeto, non è il cammino dell’Eccellenza, ma un progetto a medio e lungo termine che la proprietà ha sposato e vuole portare a termine».

Tornando sulle fasi salienti dell'ultima partita giocata e sulla necessità di diventare più cinici negli ultimi metri, l'allenatore ha richiamato l'attenzione sulla gestione del vantaggio. «Partiamo dal presupposto che abbiamo fatto un’ottima prestazione. Per 35 minuti abbiamo fatto un grandissimo livello a 360 gradi. Poi è normale che il caldo abbia influito sul nostro modo di andare e stare in campo. Ci siamo inevitabilmente abbassati, ma siamo stati anche costretti perché affrontavamo una squadra come il Messina, che tiene ritmi alti e fa una pressione ultraoffensiva».

Un calo fisiologico accentuato anche dalla perdita forzata di un elemento in attacco che ha costretto lo staff a modificare l'assetto iniziale. «È normale che a livello fisico qualcosa abbiamo bisogno di rifiatare. Inoltre il piano gara è saltato con l’infortunio di Sartore. Abbiamo dovuto cambiare qualcosa e fare un cambio a centrocampo per mettere nuova linfa, perché Zampa e Tanasa avevano dato veramente tutto. Avevo pensato anche al cambio di Sartore con La Spada per cercare qualche ripartenza e chiudere la partita».

Le troppe occasioni fallite dinanzi al portiere avversario rappresentano il principale aspetto da correggere per evitare brutte sorprese nei minuti finali dei match. «Abbiamo avuto tre occasioni, una con La Spada che è stata annullata per un fuorigioco che abbiamo visto essere molto dubbio, la traversa di Bonanno e un’altra occasione di La Spada, fermato prima di andare in porta da un fallo quasi da ultimo uomo. La partita era indirizzata su quel tema, il piano gara era abbastanza lineare: dovevamo chiuderla prima e non l’abbiamo fatto. La pecca è che ci siamo presentati tre-quattro volte a tu per tu col portiere e non abbiamo finalizzato come dovevamo. Alcune volte abbiamo preferito fare l’ultimo passaggio invece di calciare, come con Kragl e Bollino».

I pericoli derivanti da un punteggio rimasto in bilico fino al fischio finale impongono un salto di qualità nella concretezza della squadra. «Una squadra che produce quello che ha prodotto il Messina ad Augusta non può chiudere la partita con un risultato così striminzito e un solo gol di vantaggio. Non perché dobbiamo dimostrare la superiorità sull’avversario, ma perché negli ultimi minuti un rimpallo, un calcio d’angolo o un errore individuale possono compromettere un risultato che, per quello che abbiamo creato, doveva essere già messo in cassaforte».

Massima attenzione dunque verso l'impegno imminente, considerando il recente successo ottenuto dalla Nebros contro una formazione d'alta classifica. «Sappiamo che affrontiamo una squadra che verrà qui a fare una partita importante, come è giusto che sia. Noi dobbiamo pensare a noi, prendendo spunto dai risultati che la settimana scorsa ha ottenuto questo avversario, che ha battuto una squadra abbastanza blasonata come il Melilli, che punta a vincere il campionato e ad andare in Serie D, come dichiarato più volte. Dobbiamo stare in guardia e attenti, ma noi dobbiamo rispettare tutti e soprattutto rispettare noi stessi. Ancora una volta ribadisco che questa è una squadra forte, secondo me la più forte per distacco rispetto alle altre. Dobbiamo nutrirci di questo. E quale occasione migliore c’è domani per continuare a dare forza a quello che è il nostro pensiero».

In chiusura, il tecnico del Messina ha fatto la conta degli indisponibili per la sfida di campionato, delineando i tempi di recupero dei singoli elementi. «Gli indisponibili per domani saranno Giunta, che è comunque clinicamente guarito. Ha iniziato il return to play, ma non è ancora in gruppo: ha lavorato a parte e non ha fatto un allenamento con la squadra. Lo farà da lunedì. Il focus per Giunta sarà quindi essere disponibile per la partita di Coppa».

Situazione più complessa per l'attaccante infortunatosi ad Augusta e per le alternative nel reparto avanzato. «Sartore ha fatto un esame strumentale e ha una lesione di secondo grado al retto femorale. Non farà parte della partita e ne avrà, secondo me, per due o tre settimane. La Spada ha avuto una riattivazione di una cicatrice al retto femorale. Domani non farà parte della partita a livello precauzionale. Non c’è lesione e cercheremo di riportarlo in gara per mercoledì, ma sicuramente per domenica».

Sezione: Serie D / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 19:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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