La stagione della Virtus Verona si chiude con un verdetto amaro sul campo, ma con uno spiraglio ancora aperto sul fronte burocratico. Al termine della sfida contro l'Alcione, Gigi Fresco ha analizzato con la consueta schiettezza un'annata che ha definito tormentata sotto ogni punto di vista. L'allenatore e presidente del club veneto ha voluto sottolineare come l'ultimo episodio del match sia stato la fotografia perfetta di tutto il campionato.
«Quell'occasione fallita al 95° minuto è diventata purtroppo l'emblema della nostra intera stagione; sarebbe bastato un pizzico di fortuna per cambiare il finale, ma non siamo riusciti a concretizzare nonostante l'arbitro avesse confermato che non c'era fuorigioco» ha esordito Fresco. «È stata un'annata in cui tutto è andato storto: basti pensare all'infortunio di Yao, un difensore bravissimo che si è fermato per un fastidio in allenamento e ha finito per riportare un distacco muscolare con otto mesi di stop».
Nonostante la retrocessione maturata sul rettangolo verde, la dirigenza guarda con estrema fiducia alla possibilità di mantenere la categoria attraverso i riposti normativi. «Lotteremo ancora per raccogliere ogni punto possibile perché puntiamo con forza alla riammissione; al momento, stando ai criteri, siamo probabilmente i secondi in tutta Italia e potremmo diventare i primi se superassimo il Foggia in graduatoria».
«Esistono diverse compagini che non potranno beneficiare della riammissione a causa di penalizzazioni o per la mancanza di impianti idonei» ha incalzato il patron virtussino, spiegando i tecnicismi che alimentano la speranza. «Quest'anno i paletti sono molto più rigidi, con società che dovrebbero versare cifre altissime entro metà maggio; noi, al contrario, possediamo tutti i requisiti necessari per giocare questa carta con buone probabilità di successo».
Analizzando la prestazione odierna, Fresco ha riconosciuto alcuni limiti caratteriali del gruppo, pur difendendo l'impegno dei suoi ragazzi. «Sul campo non si è vista una squadra che aveva l'obbligo assoluto di vincere, anzi, sembrava quasi che avessimo timore di portare a casa il risultato. Siamo passati in vantaggio subito, ma poi siamo rimasti troppo bassi; bisogna però considerare che molti calciatori si sono allenati pochissimo ultimamente a causa di vari acciacchi».
«Ai ragazzi non posso rimproverare nulla sotto il profilo dell'impegno, ma purtroppo le due vittorie sfumate oltre il novantesimo nelle scorse settimane hanno lasciato il segno sul morale» ha ammesso l'allenatore. «Se devo indicare cosa non ha funzionato, direi tre cose: una serie di arbitraggi che ci hanno sottratto oltre dieci punti, alcune nostre distrazioni fatali in campo e una dose di sfortuna davvero incredibile».
Il tecnico ha poi rivolto un pensiero ai sostenitori del Gavagnin, che quest'anno non hanno mai potuto esultare per un successo interno. «Capisco perfettamente il calo di entusiasmo del pubblico; è difficile venire allo stadio per un anno intero senza mai assistere a una vittoria. Tuttavia, nel calcio esiste sempre un domani e, se dovessimo ripartire dalla Serie D, ci sistemeremo per bene, anche se le speranze di restare in C sono concrete».
«Questi ultimi mesi sono stati talmente duri che, se ne sono uscito indenne, credo di avere ottime possibilità di affrontare qualsiasi sfida futura» ha concluso Gigi Fresco con un tocco di ironia. «Mi sono successe veramente di tutti i colori quest'anno, ma la volontà di lottare per i colori della Virtus non è mai venuta meno, a prescindere da quale sarà la categoria in cui giocheremo a settembre».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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