Il netto successo per 3-0 della Reggina sulla Vibonese non è soltanto una questione di numeri o di una classifica che si fa sempre più corta e interessante. Per il tecnico amaranto Alfio Torrisi, la vittoria ottenuta tra le mura amiche rappresenta un punto di svolta emotivo e caratteriale che va ben oltre i tre punti conquistati sul campo.
Nella consueta analisi post-gara, l'allenatore ha voluto sottolineare come la vera prova di forza non sia stata quella della settimana precedente, ma proprio la capacità di confermarsi contro un avversario che, nonostante le difficoltà societarie, ha provato a vendere cara la pelle.
La soddisfazione di Torrisi nasce dalla risposta mentale fornita dal gruppo. Il tecnico ha spiegato che, dopo un risultato di rilievo come quello ottenuto a Caltanissetta, il rischio di un calo di tensione era altissimo, quasi fisiologico per una squadra che non ha ancora consolidato una struttura granitica. Invece, l’approccio è stato definito "devastante" fin dai primi minuti, segno che il messaggio lanciato durante la settimana è stato recepito appieno. «L'esame vero di maturità per questa squadra era oggi e non Caltanissetta», ha dichiarato con fermezza l'allenatore, aggiungendo che i suoi calciatori sono stati «eccelsi» nell'offrire una prestazione di grande qualità mentale.
Nonostante il dominio territoriale e il risultato messo in ghiaccio già nella prima frazione di gioco, l’allenatore non ha risparmiato qualche piccolo appunto su un breve passaggio a vuoto avvenuto nel corso del primo tempo. Si è trattato di una manciata di minuti in cui la squadra ha allentato la presa, complice forse la fluidità di gioco che stava rendendo tutto troppo semplice. Torrisi ha analizzato un episodio specifico, legato a un momento di inesperienza di un singolo che ha portato a una lettura tattica errata del blocco difensivo. Tuttavia, lo stesso tecnico ha ammesso che fa parte del percorso di crescita: «È una situazione che possiamo evitare e che dobbiamo evitare, perché quando abbassi la guardia nell'unica mezza occasione potresti prendere gol e cambiare tutta la partita».
Un tema centrale della conferenza è stato quello della profondità della rosa e della gestione dei cambi. Con il triplo vantaggio, nella ripresa hanno trovato spazio diversi elementi che scalpitano per una maglia da titolare. Torrisi ha ribadito la sua filosofia: nel suo spogliatoio non esistono gerarchie fisse ma soluzioni tattiche differenti a seconda della domenica. Ha analizzato con onestà l'ingresso di Sartore, elogiandone le doti nell'uno contro uno ma chiedendogli ancora più convinzione nel puntare l'uomo, e ha speso parole d'incoraggiamento per Guida, arrivato da poco e ancora alle prese con l'assimilazione dei meccanismi tattici del gruppo.
Le condizioni fisiche di alcuni pilastri, usciti anzitempo dal rettangolo verde, non sembrano destare particolari preoccupazioni. Girasole e Di Grazia hanno lasciato il campo per via di piccoli risentimenti muscolari, ma il tecnico ha rassicurato l'ambiente spiegando che si è trattato di sostituzioni precauzionali. «Non c'era motivo di provare a tenerli in campo sul 3-0», ha commentato, confermando che la gestione delle energie sarà fondamentale per il prosieguo del campionato.
Guardando alla classifica e alla rincorsa verso la vetta, Torrisi preferisce mantenere un profilo basso, evitando di fare calcoli matematici prematuri. La sua attenzione è tutta rivolta alla media punti e alla costanza delle prestazioni. La convinzione del mister è che il girone di ritorno sarà molto più complesso e che i punti peseranno il doppio. Proprio per questo, la vittoria contro la Vibonese assume un valore quasi mistico per il futuro della stagione: «Questa partita ci dà la possibilità di coltivare un sogno e un'emozione nella nostra mente». Per il tecnico, è il momento di massima felicità da quando siede sulla panchina amaranto, frutto di una squadra che ha finalmente dimostrato di possedere una mentalità vincente.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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