Il traguardo è ormai visibile a occhio nudo, ma il rettilineo finale è pieno di insidie. La 30ª giornata del Girone I di Serie D certifica che, a soli 360 minuti dal termine della regular season, i margini d'errore si sono letteralmente azzerati. Con soli 12 punti ancora a disposizione (al netto dei recuperi), il testa a testa per la promozione in Serie C è una questione per cuori forti, mentre nei bassifondi della classifica la lotta per la sopravvivenza si fa spietata e drammatica.
In vetta non si fanno sconti. La capolista Nissa mantiene i nervi saldi e la testa della classifica (59 punti) superando di misura un ostico Gela. Al "Tomaselli" basta e avanza la rete di Rapisarda al 23' del primo tempo per incamerare tre punti d'oro e tenere a bada le inseguitrici.
La risposta del Savoia (57 punti), unica vera spina nel fianco dei siciliani, non si fa attendere. I campani liquidano per 2-0 un Messina sempre più in crisi: la gara viene sbloccata da Umbaca nel primo tempo e chiusa definitivamente dal gol di Munoz in pieno recupero (50' st). La distanza tra le due battistrada resta di sole due lunghezze: un duello rusticano che promette scintille fino all'ultima giornata.
Si infiamma la bagarre per i piazzamenti play-off. L'Athletic Club Palermo (54 punti) perde una grande occasione per rimanere in scia delle primissime, cadendo per 2-1 sul campo della Gelbison. I rosanero, che avevano trovato il momentaneo pari con Grillo dopo il vantaggio di Cascio, vengono puniti a due minuti dal novantesimo dalla rete pesantissima di Castro (43' st). Con questa vittoria la Gelbison sale a 48 punti, agganciando al sesto posto il Sambiase, vittorioso senza troppi patemi per 3-1 sul Paternò (reti di Calabrò, Sueva e Frasson Calvino a rendere vano il momentaneo pari di Ferrandino).
Da monitorare la situazione della Reggina (53 punti): i calabresi, il cui match contro l'Enna è stato rinviato per maltempo (così come Milazzo-Vigor Lamezia), hanno ora l'opportunità potenziale di scavalcare il Palermo sfruttando la partita in meno. Frena la Nuova Igea Virtus (49 punti), beffata nel finale dal Ragusa.
È nella zona rossa, tuttavia, che si registrano i veri scossoni. Il colpo di giornata lo firma la Sancataldese, che espugna il campo della Vibonese con un secco 2-0 firmato da Rozzi e dal rigore di Russo. Tre punti vitali che portano i nisseni a quota 27, risucchiando clamorosamente proprio la Vibonese (ferma a 31) nel pieno del vortice play-out.
Non si fanno male, ma non risolvono i propri problemi, Castrumfavara e Acireale: l'1-1 deciso dal botta e risposta tra Cozza e Varela lascia i padroni di casa a 28 punti e gli acesi a 30, in una griglia play-out cortissima e indecifrabile.
Respira a pieni polmoni il Ragusa, che balza a quota 32 (soglia della salvezza diretta) grazie a un gol clamoroso di Sinatra al 48' del secondo tempo, che stende l'Igea Virtus.
Sembrano scorrere i titoli di coda, invece, per le ultime due della classe. Il Messina, zavorrato dai 14 punti di penalizzazione, resta fermo a 24 dopo il ko col Savoia, vedendo allontanarsi il treno play-out. Disperata la situazione del Paternò: fanalino di coda con 18 punti, la sconfitta contro il Sambiase suona come una condanna. Con soli 12 punti disponibili, la salvezza diretta è matematicamente irraggiungibile e anche agganciare i play-out appare ora come un'impresa ai limiti del paranormale.
Mancano quattro tappe al traguardo. Nissa e Savoia si sfideranno a distanza in una guerra di nervi dove non è più concesso sbagliare. In coda, le gerarchie potrebbero essere riscritte dai recuperi (soprattutto quello dell'Enna, fermo a 31 ma con due gare in meno), ma una cosa è certa: dal Ragusa (32) alla Sancataldese (27), sei squadre sono racchiuse in un fazzoletto di 5 punti per evitare la tagliola dei play-out. La Serie D entra nella sua fase più calda, e ora si gioca col coltello tra i denti.
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