Il successo ottenuto sul campo del Derthona ha ridato slancio alle ambizioni del Vado, confermando come la squadra stia gradualmente assimilando i dettami tecnici e tattici della nuova gestione.
Espugnare il terreno di gioco di Tortona, grazie alla firma decisiva di Alfiero, non ha rappresentato solo un passo avanti in classifica, ma ha fornito risposte concrete sulla tenuta mentale di un gruppo che sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Il vice presidente e direttore sportivo rossoblù, Luca Tarabotto, ha voluto analizzare questo momento di transizione, sottolineando come l’avvicendamento in panchina richieda una dose necessaria di pragmatismo e lungimiranza.
L'approdo di mister Sesia alla guida del club ha segnato l'inizio di un percorso che, per forza di cose, non poteva essere immediato. Tarabotto ha evidenziato come ogni cambio di guida tecnica a stagione in corso porti con sé un carico di incognite legato ai nuovi carichi di lavoro e a una filosofia di gioco differente. Secondo il dirigente, il segreto per uscire indenni da questa fase delicata risiede nella sinergia tra tutte le componenti: società, staff tecnico e calciatori. «Il cambio di allenatore, soprattutto a metà stagione, comporta inevitabili difficoltà iniziali tra nuovi metodi, idee e carichi di lavoro. Servono tempo, pazienza e collaborazione di società, staff e giocatori per assimilare il cambiamento», ha spiegato il DS, rimarcando però come i frutti del lavoro quotidiano stiano finalmente iniziando a vedersi con una certa regolarità.
La crescita del collettivo non è solo un dato statistico, ma si riflette nell'atteggiamento mostrato durante le sedute settimanali e nelle domeniche di campionato. Il Vado sembra aver trovato una nuova unità d'intenti, con i giocatori che appaiono sempre più convinti della bontà del progetto tecnico. Tarabotto ha posto l'accento sulla figura dell'allenatore, definendo la sua autorevolezza come l'elemento cardine di questa rinascita: «La credibilità di Sesia in questo momento è portata avanti nel modo giusto ed è recepita da tutti. Credo che questo debba essere il messaggio più importante». Per il dirigente, la direzione intrapresa è quella corretta per costruire una compagine solida, capace di recitare un ruolo da protagonista in un girone complesso e competitivo.
Tuttavia, per compiere il definitivo salto di qualità e reggere il passo delle squadre di vertice, Tarabotto chiede un ulteriore sforzo sotto il profilo della mentalità. Non basta più una gestione accorta del vantaggio; serve una maggiore propensione al rischio e la voglia di chiudere le partite senza lasciare margini di recupero agli avversari. La tendenza ad abbassarsi dopo aver sbloccato il risultato è un aspetto su cui il DS intende insistere: «In alcune situazioni forse serve osare di più: magari troviamo il gol dell’1-0, ma dovremmo cercare anche il secondo, invece di abbassarci e gestire troppo. Con un po’ più di coraggio si può fare un ulteriore passo in avanti». L'invito è dunque quello di non accontentarsi, portando sul rettangolo verde tutto il lavoro svolto durante la preparazione estiva con una rinnovata dose di audacia.
Il duello a distanza con le altre realtà del campionato, in particolare con il Ligorna, non sembra però distogliere l'attenzione del dirigente rossoblù dal lavoro interno. La filosofia comunicata da Tarabotto è chiara: il destino del Vado dipende esclusivamente dalle proprie prestazioni. Pur mantenendo un profilo di massimo rispetto per ogni avversario, l'obiettivo resta quello di valorizzare il proprio spogliatoio e i propri automatismi. La convinzione deve essere totale, trasformando la domenica nell'espressione naturale di quanto provato in settimana. «Dobbiamo essere noi a guardarci dentro, ad apprezzare il nostro spogliatoio, la nostra squadra e il nostro lavoro, ed essere convinti che dobbiamo entrare in campo ogni domenica per vincere», ha ribadito con fermezza il direttore sportivo.
Lo sguardo si sposta ora sul prossimo impegno di campionato, che vedrà il Vado opposto al Celle Varazze. Una sfida che nasconde diverse insidie, non solo per il valore tecnico degli avversari, reduci da un successo significativo, ma anche per i risvolti emotivi legati ad alcuni ex illustri. Sarà l'occasione per ritrovare Capra e Donaggio, figure che hanno lasciato il segno al Chittolina. Per Tarabotto, il confronto non intacca il legame umano costruito negli anni, pur restando ferma la volontà di portare a casa i tre punti: «Li vedrò più come amici che come avversari, prima e dopo la partita. Quando hai avuto un rapporto di rispetto e fiducia con una persona per tanto tempo è normale provare piacere nel rivederla». Il rispetto, dunque, resterà il filo conduttore di un pomeriggio di sport in cui il Vado cercherà di dare continuità ai propri progressi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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