Un cambio di guardia che sa di sfida e di ritorno alle origini. Claudio Cassulo, 53 anni, agente di commercio ed ex calciatore dilettante con un passato anche da giornalista pubblicista per Radio Voghera e La Provincia Pavese, assume la presidenza della Vogherese subentrando a Oreste Cavaliere, che ha guidato il club per sette stagioni.
Vogherese di nascita, Cassulo ha affrontato il suo primo giorno da numero uno della società con la consueta routine quotidiana, pur consapevole del peso della nuova responsabilità. La mattinata è iniziata con il tradizionale caffè in via Emilia, nel cuore pulsante della città, seguita dalla consueta attività lavorativa on the road. Nel pomeriggio, il viaggio fino a Milano, in viale Faenza 7, dove presso il Centro Milano Arena Sport la prima squadra svolge gli allenamenti. Ed è proprio lì che il neo-presidente ha voluto incontrare i giocatori, guardandoli dritti negli occhi.
La situazione di classifica non è delle più confortevoli, ma Cassulo non si nasconde dietro il pessimismo. «Magari sarò uno dei pochi, ma ci credo. Voglio lottare sino all'ultimo secondo, fino all'ultimo minuto di recupero dell'ultima giornata. Non c'è il due senza il tre, visti i precedenti in D», afferma il presidente, intervistato dal quotidiano "La Provincia Pavese", riferendosi alle precedenti salvezze conquistate sul filo di lana dalla Vogherese nel campionato di Serie D.
Il confronto con la squadra è stato diretto e senza mezzi termini. «Ho parlato chiaro ai ragazzi. Io ci sto mettendo ancor di più la faccia. Non me lo ha ordinato il medico di fare il presidente della Vogherese. Chi ci crede e vuole restare, deve lottare. Chi non se la sente, lo faccia sapere al più presto», ha dichiarato Cassulo, chiedendo a ciascun tesserato di fare la propria parte con serietà e professionalità.
Pur nella difficoltà del momento, il nuovo presidente mantiene un approccio equilibrato e realistico. «Le difficoltà non mancano, ma nella vita c'è di peggio. Stiamo parlando di calcio, di un gioco. Ma dobbiamo essere seri, professionali, fare ognuno il proprio dovere sino in fondo. Se non dovessimo farcela, andremo in Eccellenza. E ripartiremo», ha spiegato, consapevole che anche un'eventuale retrocessione non rappresenterebbe la fine del progetto.
Uno degli aspetti centrali del programma di Cassulo riguarda il coinvolgimento della comunità imprenditoriale vogherese. Con l'uscita di scena di Cavaliere, il presidente si aspetta che il tessuto economico cittadino faccia un passo avanti. «Me lo auguro, ci voglio credere, perché un conto è programmare quello che sarà il futuro a giugno, un conto è finire una stagione anche difficile come la nostra. Gli amici vogheresi diano un segnale. Hanno la grande occasione di fare qualcosa per la squadra della loro città. La Vogherese ai vogheresi, non è quello che volevano?», ha sottolineato, lanciando una sfida esplicita agli imprenditori del territorio.
Guardando oltre l'emergenza contingente, Cassulo ha delineato la sua visione per il futuro del club. «Roseo, con un progetto forte, al quale sto lavorando da tempo. Mettere insieme più gente possibile del territorio, della città. Far ritornare persone che c'erano una volta. Far rinascere la Vogherese con tutti i suoi crismi, riportare la Voghe al centro e far giocare in squadra gente delle nostre parti, che vivono tra Alessandria e Piacenza, come area geografica. E ce ne sono di giocatori che farebbero al caso nostro», ha illustrato il presidente.
Un progetto che punta dunque sulla valorizzazione dei talenti locali e sul recupero di figure storiche legate al club, con l'obiettivo di ricostruire un'identità forte e riconoscibile.
Tra le priorità dell'agenda di Cassulo figura il ripristino di un dialogo costruttivo con l'amministrazione comunale. «Assolutamente sì. È fondamentale avere collaborazione con chi amministra la città. Serve per tante cose, penso alle strutture, ma c'è molto di più. Abbiamo tutte le intenzioni di riportare la squadra a Voghera, e pure il settore giovanile. Serviranno campi per allenarci. Il Comune potrà darci una mano in questo senso», ha affermato, evidenziando come la questione delle infrastrutture sportive sia cruciale per il progetto di rilancio.
Il ritorno della prima squadra e del settore giovanile a Voghera rappresenta infatti un obiettivo strategico, simbolo di un rinnovato legame tra il club e la città.
Nelle parole del nuovo presidente non poteva mancare un tributo al suo predecessore. «Ringrazio Oreste di cuore, come persona e come presidente, per quello che ha fatto in quasi sette anni. È come se ne avesse spesi 15 alla Vogherese. Ha vinto un campionato, ma non solo: ha creduto in questi colori. Ci sono stati anche gli anni del Covid. È stata una bella avventura, uno al fianco dell'altro», ha dichiarato Cassulo, riconoscendo il contributo di Cavaliere nella gestione del club attraverso stagioni complesse, compreso il difficile periodo pandemico.
L'era Cavaliere si chiude dunque con un bilancio positivo, contraddistinto dalla conquista di un campionato e da una presenza costante anche nei momenti più critici. Ora tocca a Cassulo scrivere un nuovo capitolo della storia rossonera, con la determinazione di chi è legato visceralmente alla propria città e ai suoi colori. La sfida è appena cominciata, e il nuovo presidente ha dimostrato di volerla affrontare con pragmatismo, passione e un forte senso di appartenenza al territorio.
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