Non ce la faceva più a soffrire: calciatore sceglie il coma farmacologico

09.01.2020 14:53 di Francesco Vigliotti   Vedi letture
Fonte: il mattino
Non ce la faceva più a soffrire: calciatore sceglie il coma farmacologico

Giovanni Custodero ha scelto la sedazione farmacologica. Il 25enne di Fasano (Brindisi), ex portiere di calcio a 5, ha annunciato sui social la sua drammatica decisione: il dolore per quel sarcoma osseo che lo tormenta da troppo tempo si è fatto ormai insopportabile. A parlare ora - con un post su Facebook - è Luana Amati, la fidanzata di Giovanni, che ha voluto salutare l'amore della sua vita pubblicando una lettera scritta insieme alla famiglia dell'ex calciatore. 

La ragazza ha scritto: «Questo è Giovanni, il guerriero sorridente che nei momenti “no” ha bisogno di affetto e di sapere di non essere mai solo, di essere presente sempre nei cuori di tutti, motivo per cui decide di rendere la sua bacheca di Facebook una sorta di diario, sul quale confidare le sue emozioni più profonde». E prosegue: «Ora riposa tranquillo, circondato dall’affetto delle persone più care, e consapevole del fatto che tutti voi state facendo il tifo per lui, senza mai dimenticare il messaggio che ha voluto diffondere in questi anni: amate la vita!».

Luana ha ripercorso anche le tappe della malattia del suo ragazzo: «Giovanni è un ragazzo come tanti, che nel 2015 all’età di 23 anni inizia ad avvertire un gonfiore alla caviglia sinistra, mentre giocava in qualità di portiere nella squadra di calcio a 5 del Cocoon di Fasano. Dopo diversi mesi, gli viene consigliato di recarsi a Firenze e a marzo 2016 viene a conoscenza della dura realtà: è stato colpito da una rara forma di sarcoma osseo in stadio avanzato. Chiunque sarebbe crollato, ma lui no. Lui decide di amputare l’arto fin sotto il ginocchio, se questo significa poter continuare a vivere, e di lì inizia a godersi ogni momento con la sua famiglia, la fidanzata e gli amici».

Il suo è un messaggio di speranza e amore verso la vita: «Nel corso di questi anni le sfide sono tante: in seguito all’amputazione e si trova ad affrontare altri 5 interventi, seguiti da cicli di radioterapia e chemioterapia, ma lui non smette mai di sorridere. Vive col sorriso perché pensa che la sua vita sarebbe finita con la prima diagnosi, ma da quel giorno ogni alba è per lui un regalo dal valore inestimabile».