La tifoseria organizzata della Curva Nord dell'Acireale 1946 ha annunciato pubblicamente il proprio boicottaggio all'assemblea pubblica prevista per questa sera sul futuro calcistico della città, denunciando un rapporto ormai logorato con l'amministrazione comunale, ritenuta incapace di garantire rispetto e chiarezza nei confronti dei sostenitori del club.

Con un comunicato ufficiale diffuso nelle ultime ore, il gruppo ultras ha messo nero su bianco le proprie ragioni, elencando una serie di episodi che, a loro avviso, testimoniano la scarsa considerazione riservata alla componente più calda del tifo acese.

Tutto nasce dall'incontro fissato per l'11 del mese corrente con il sindaco e i rappresentanti dell'amministrazione, convocato per discutere del futuro della società granata. Stando a quanto riportato nel comunicato, le istituzioni non si sono presentate. Un'assenza che ha generato malcontento, ma alla quale i tifosi hanno scelto di rispondere accettando un secondo tentativo di confronto, programmato per questa sera con un accordo considerato preciso: inizio presenze alle 20:00, dibattito tra le 20:30 e le 21:00.

Anche in questo caso, tuttavia, gli orari sarebbero stati modificati all'ultimo momento, innescando la reazione definitiva del gruppo: «Basta. Non accettiamo più modifiche, anticipi o prese in giro. Non siamo a disposizione dei vostri comodi».

Nel testo pubblicato, la Curva Nord non risparmia critiche dirette e sceglie parole dure per descrivere il proprio stato d'animo: «Anche noi lavoriamo, anche noi abbiamo impegni. A differenza vostra, li rispettiamo». Un passaggio che fotografa la distanza percepita tra le istituzioni e la base tifosa, e che affonda le radici in settimane di attesa e risposte mai arrivate.

Il giudizio complessivo sull'operato dell'amministrazione è impietoso: «Quello che emerge è solo confusione, mancanza di rispetto e totale assenza di soluzioni». E il parallelo con la gestione societaria è immediato: «Questa amministrazione è sulla stessa linea della gestione del presidente dell'Acireale, Giovanni Di Mauro: fallimentare».

La chiusura non lascia spazio a interpretazioni: «Domani non ci saremo. Disertiamo. Da oggi per noi il dialogo finisce qui. Solo contestazione, chiara e pubblica».

Il boicottaggio annunciato dalla tifoseria organizzata rappresenta un segnale inequivocabile di rottura, tanto nei confronti dell'ente locale quanto della dirigenza del club. L'Acireale 1946 attraversa da tempo una fase di grande incertezza sul proprio futuro, e la mancanza di risposte concrete sembra aver esaurito la pazienza di chi, sugli spalti, ha fino ad ora scelto la via del dialogo istituzionale. La scelta di passare alla contestazione pubblica segna una svolta nel rapporto tra la piazza e chi governa — sia in municipio che in società.

Sezione: Eccellenza / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 23:33
Autore: Antonio Sala
vedi letture