Alla vigilia dell'importante confronto interno contro la Virtus Entella, l'allenatore della Sampdoria Angelo Gregucci ha incontrato la stampa per fare il punto della situazione in casa blucerchiata.
Il tecnico ha iniziato la sua analisi partendo dalla recente battuta d’arresto subita ad Avellino, cercando di andare oltre il semplice risultato numerico per spiegare cosa non abbia funzionato. Gregucci ha sottolineato come, statisticamente, la prestazione sia stata decorosa, evidenziando un dato emblematico: la sua squadra ha prodotto ben ventidue conclusioni verso la porta avversaria a fronte delle sette degli avversari. Nonostante questo volume di gioco, la mancanza di precisione nei singoli episodi ha fatto la differenza in negativo. Il mister ha ribadito che, sebbene i numeri non determinino sempre l’esito finale, preferirebbe mantenere costantemente quella capacità offensiva, a patto di correggere le sbavature nei dettagli che oggi risultano fatali.
Il prossimo impegno vedrà i liguri opposti a un avversario particolarmente ostico, l'Entella, squadra nota per la capacità di combattere su ogni pallone. Gregucci ha ricordato come proprio la sfida di Chiavari abbia rappresentato l'inizio del suo percorso professionale sulla panchina doriana, un momento che ha segnato un cambio di passo dal punto di vista della raccolta punti, pur ammettendo che quanto fatto finora non può essere ritenuto sufficiente. La gara di domani è stata caricata di ulteriore significato, venendo definita un derby sentito da entrambe le parti, con il tecnico che ha espresso il desiderio di vedere la squadra scendere in campo con la giusta intensità davanti ai propri sostenitori per ritrovare la vittoria.
Sul fronte tattico, nonostante l'arrivo di nuovi elementi dal mercato, l'allenatore ha spento sul nascere le ipotesi di un abbandono della difesa a tre. Rispondendo alle osservazioni della critica, Gregucci ha chiarito di essere in totale sintonia con la dirigenza e i direttori sportivi, specificando che l'obiettivo prioritario non è modificare l'assetto strutturale della squadra, bensì «cambiare la rotta e non il sistema di gioco». La filosofia del tecnico resta dunque legata a una precisa identità tattica che punta alla riconoscibilità della squadra sia in fase di possesso che di non possesso, mettendo sempre il bene della Sampdoria davanti a ogni disposizione dei singoli metri sul campo.
Per quanto riguarda i nuovi acquisti, come Viti e Palma, il mister ha parlato di una fase di fermento ma ha rimandato ogni decisione definitiva al confronto quotidiano con lo staff tecnico. Non sono mancate riflessioni sui singoli, in particolare sulla gestione dei portieri e sul dualismo tra Martinelli e Ghidotti. Gregucci ha voluto rassicurare quest'ultimo, spesso indicato come sofferente nei confronti della concorrenza interna, dichiarando che il ragazzo gode di una «stima incondizionata» da parte di chi lavora con lui ogni giorno. La gestione del mercato resta comunque di competenza dei direttori, con i quali l'allenatore si confronterà compiutamente alla chiusura della sessione prevista per il 2 febbraio.
Uno dei temi caldi della conferenza è stato quello legato all'atteggiamento della squadra, con alcuni osservatori che hanno ipotizzato una punta di presunzione in certi frangenti di gara. Gregucci ha fermamente respinto questa lettura, descrivendo il suo gruppo come pienamente consapevole della delicatezza della situazione attuale. Il tecnico ha però ammesso che è necessario recuperare una maggiore dose di umiltà, specialmente quando una mole di gioco imponente come quella di Avellino non basta a portare a casa il risultato. In questo senso, il compito dello staff è quello di comunicare che ogni gesto va compiuto meglio, elevando la qualità del lavoro quotidiano per eliminare quegli errori nei particolari che hanno finora condizionato la classifica.
Infine, parlando del reparto offensivo e dell'abbondanza di opzioni dopo gli ultimi innesti, Gregucci ha analizzato la convivenza tra i vari finalizzatori, da Coda a Brunori passando per Pafundi e Cuni. Sebbene abbiano caratteristiche morfologiche e tecniche differenti, il mister li considera tutti elementi capaci di decidere il match, ricordando come spesso in questo campionato siano proprio i subentrati a risultare determinanti. La crescita della squadra, secondo il suo pensiero, passerà inevitabilmente attraverso l'innalzamento della competitività interna e il miglioramento individuale di ogni singolo componente della rosa, nessuno escluso.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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