Il Team Altamura vede sfumare la propria striscia di imbattibilità interna dopo una battaglia risolta da un solo episodio a favore del Cosenza, interrompendo così una serie positiva che durava da due turni.
La formazione biancorossa, che nelle precedenti uscite era riuscita a mantenere la propria porta inviolata, ha dovuto fare i conti con una serata complessa, segnata in modo evidente dai ritmi asfissianti della stagione.
Nel post-partita, il tecnico Devis Mangia ha analizzato con estrema lucidità le ragioni di un passo falso che brucia, puntando il dito senza troppi giri di parole su un calendario che non concede tregua.
«Più che adeguarci, non possiamo fare nulla. Dispiace perché ne risente la qualità e noi, oggi, abbiamo sbagliato tanto sul piano tecnico» ha esordito l'allenatore, evidenziando il calo di precisione dei suoi.
Secondo Mangia, la prestazione è stata condizionata da troppe incertezze nei disimpegni, che hanno finito per favorire la manovra della compagine calabrese proprio nei momenti cruciali della sfida.
«Abbiamo aiutato il Cosenza perdendo qualche palla ingenuamente, ma la partita da fare era questa» ha proseguito il mister, consapevole che la fatica ha giocato un ruolo determinante nelle scelte dei singoli.
Il tema del recupero fisico è rimasto centrale nella disamina del tecnico, che ha lamentato l'impossibilità di preparare adeguatamente un confronto così delicato in un lasso di tempo estremamente ridotto.
«Purtroppo il calo dovuto alla stanchezza era evidente, ma quando si deve giocare dopo meno di tre giorni non si ha né il tempo di recuperare né il tempo di preparare la gara» ha sottolineato con amarezza.
Proprio per contrastare questo logorio, Mangia ha optato per diverse rotazioni nell'undici titolare, una scelta che ha difeso con forza nonostante il risultato finale non abbia premiato gli sforzi profusi.
L'allenatore ha spiegato come la gestione delle energie sia diventata una necessità impellente, un dilemma tattico e atletico che accomuna molte squadre in questa fase concitata del campionato.
«Io ho fatto la scelta che ritenevo più giusta perché eravamo stanchi, forse ne avrei dovuti cambiare ancora di più ma alla fine è un cane che si morde la coda» ha commentato con una punta di sarcasmo.
Resta però il rammarico per alcune situazioni di gioco che potevano essere gestite meglio, specialmente quando l'Altamura ha avuto la possibilità di pungere la difesa avversaria senza riuscire a concretizzare.
«Sono cose che abbiamo messo in conto, quello che mi dispiace è che abbiamo commesso troppi errori, soprattutto in fase di rifinitura» ha ammesso il tecnico, rammaricato per la scarsa incisività negli ultimi metri.
In chiusura, Mangia ha voluto fare chiarezza sulla posizione in classifica e sulle reali ambizioni del club, spegnendo sul nascere eventuali voli pindarici che potrebbero distrarre l'ambiente.
Il messaggio è arrivato forte e chiaro: la priorità assoluta resta la permanenza nella categoria, un risultato che non deve essere considerato scontato o di poco conto per una realtà come quella altamurana.
«La classifica? Noi dobbiamo pensare a domenica e alla salvezza, qualsiasi altro tipo di ragionamento sarebbe fuorviante» ha sentenziato l'allenatore, richiamando tutti all'ordine e alla concretezza.
Per l'ex tecnico della Nazionale Under 21, centrare la permanenza sarebbe un'impresa sportiva di alto profilo, che merita il massimo rispetto e la totale dedizione da parte di ogni componente della società.
«Non vorrei che qualcuno pensasse che, se dovessimo salvarci, avremmo fatto qualcosa di normale perché la salvezza sarebbe un grandissimo traguardo» ha ribadito con fermezza nel finale del suo intervento.
Le ambizioni diverse, per Mangia, possono attendere tempi più maturi: «Ad eventuali altri obiettivi penseremo solo più avanti», ha concluso, rimandando ogni altro discorso a quando la matematica certificherà la salvezza.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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