La ricostruzione del triennio della gestione di Alessandro Ricci al Siracusa Calcio evidenzia un contrasto drammatico tra i successi sportivi iniziali e il rapido declino societario, culminato nell'attuale crisi finanziaria. Nulla lasciava presagire che, poco dopo i festeggiamenti della promozione fatti in grande stile, il cammino della società sarebbe franato durante il campionato.
Nonostante l'annuncio in pompa magna del ritiro a Canicattini Bagni, la preparazione fu segnata da continui rinvii fino al definitivo annullamento ai primi di agosto. La squadra è rimasta ad allenarsi al "Nicola De Simone", primo segnale tangibile di difficoltà logistiche e organizzative. Al debutto ufficiale in Coppa Italia contro il Foggia, il tecnico Marco Turati, in forte contrasto con il presidente Ricci, non segue la squadra in terra pugliese. Allo "Zaccheria" il Siracusa si presenta con una formazione d’emergenza, tamponando con i giovani del settore giovanile.
I dissidi tra Ricci, Turati e il DS Antonello Laneri diventano pubblici a inizio campionato, inaspriti dal "caso fideiussione" che blocca il mercato in entrata. Il percorso in campionato è pesantemente condizionato dalle sanzioni amministrative: il presidente Ricci viene deferito per il mancato versamento di contributi INPS e ritenute IRPEF relativi alle mensilità di fine 2025. Nel marzo 2026, il Tribunale Nazionale Federale infligge 5 punti di penalizzazione. Questi punti, sommati a precedenti deferimenti, fanno sprofondare la squadra nei bassifondi della classifica nonostante gli ottimi risultati ottenuti sul campo, come le vittorie contro Trapani, Salernitana e Casertana.
A fine marzo sfuma la cessione del club a una cordata di imprenditori rappresentata da Lino Elicona. Il ritiro della cordata è causato dalla mancata consegna dei bilanci e della documentazione contabile necessaria per valutare lo stato reale dei conti. Nell'udienza del 16 aprile 2026, il Tribunale accoglie la documentazione e il piano di ristrutturazione della società presentato dall’avvocato Sandra Giardina, difensore del club; il PM ritira quindi la richiesta di liquidazione giudiziale.
Nonostante lo scampato pericolo, la società deve affrontare scadenze urgenti entro la mezzanotte del 16 aprile, riguardanti la fiscalità e la previdenza di novembre-dicembre 2025, nonché gli emolumenti netti e i contributi di gennaio-febbraio 2026. Al 17 aprile, la situazione per il Siracusa Calcio è estremamente critica: la proprietà non ha onorato la scadenza federale della mezzanotte precedente. Sebbene il Tribunale avesse evitato in extremis la liquidazione fallimentare poche ore prima, i pagamenti necessari per garantire la stabilità futura non sono stati effettuati.
Attraverso una nota ufficiale, i calciatori del Siracusa hanno dunque denunciato le criticità societarie. In sintesi il comunicato:
“I giocatori e lo staff denunciano il mancato rispetto delle scadenze federali per i pagamenti, definendo la situazione inaccettabile e una mancanza di rispetto verso i lavoratori. Nonostante l’instabilità societaria, la squadra garantisce che continuerà a onorare la maglia e a lottare sul campo fino a fine stagione per raggiungere l'obiettivo sportivo meritato. Il gruppo ringrazia i tifosi per la vicinanza concreta, sottolineando come il supporto della città sia l'unico vero punto fermo. Infine, viene chiesto alla proprietà serietà, responsabilità e verità, valori finora dimostrati solo da squadra e staff”.
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