Alla vigilia della trasferta di Bari, Giovanni Stroppa si presenta in sala stampa con la consueta lucidità tattica, ma anche con una carica emotiva palpabile. Il tecnico del Venezia sa che i punti in palio al San Nicola potrebbero rivelarsi pesanti nella corsa al campionato, e non intende lasciare nulla al caso sul piano della preparazione mentale.
Stroppa parte da un dato che considera incoraggiante, pur nella sua parziale amarezza: nelle ultime uscite lontano dal Penzo, i lagunari hanno mostrato una tenuta caratteriale importante, raccogliendo quattro risultati utili consecutivi. «Nelle ultime partite in trasferta la prestazione è stata sempre positiva, è mancato solo il gol, come a Genova contro la Sampdoria e sabato scorso contro la Virtus Entella», sottolinea l'allenatore. Il bottino di punti non è stato massimale, ma la squadra non ha mai ceduto: «Credo che quando non si riesca a vincere sia importante non perdere, cosa che è successa nelle ultime quattro gare fuori casa».
Una filosofia pragmatica che non intacca, secondo Stroppa, l'identità di gioco del gruppo: «I risultati ottenuti nelle ultime trasferte non cambiano la mia fisionomia di gioco e la mentalità».
C'è però un rammarico che il tecnico non nasconde, e riguarda il fattore tifo. Domani i sostenitori veneziani non potranno essere presenti sugli spalti del San Nicola, e Stroppa lo vive come una mancanza reale: «Domani mancheranno i nostri tifosi allo stadio, è un peccato così come è stato un peccato nelle ultime partite in casa non aver avuto il supporto della nostra curva nei primi venti minuti di gioco». Una doppia assenza, quella della tifoseria in trasferta e quella del calore del settore più caldo del Penzo nelle fasi iniziali delle gare interne, che pesa sull'ambiente ma non scalfisce la fiducia del mister nei confronti del gruppo.
Proprio sulla coesione interna Stroppa costruisce buona parte del suo discorso pre-partita. Il lavoro quotidiano in allenamento, la mentalità dimostrata sul campo, la risposta del collettivo nei momenti difficili: sono questi gli elementi che alimentano la serenità del tecnico. «Ho tanta fiducia nel gruppo, la squadra ha mentalità, si allena alla grande e sono sereno in questo senso», afferma con convinzione.
Per domani, tuttavia, non basterà la qualità tecnica. Stroppa chiede qualcosa di più profondo, che attiene alla sfera psicologica e alla determinazione: «Domani sarà importante la testa da parte di tutti, la convinzione di voler portare a casa il risultato farà la differenza».
L'analisi del Bari è precisa e rispettosa. Stroppa descrive i galletti come una squadra difficile da contenere proprio per le sue caratteristiche peculiari: «Il Bari è una squadra difficile da affrontare perché non dà riferimenti offensivi, davanti ha giocatori bravi nell'uno contro uno». Il tecnico sottolinea anche la differenza di rendimento tra le mura amiche e le gare esterne dei pugliesi, avvertendo i suoi che al San Nicola troveranno un ambiente ostile e una squadra motivata: «I pugliesi giocheranno col coltello tra i denti».
È nella chiusura del suo intervento che Stroppa affida ai calciatori il messaggio più intenso. La partita contro il Bari non è una finale nel senso stretto del termine, ma va vissuta con quella tensione agonistica: «Noi dobbiamo andare a Bari pensando che domani sia l'ultima partita di campionato, non è una finale ma può diventare determinante se vinta». E in caso contrario, il cammino proseguirà comunque con la stessa impostazione: «Al di là del risultato, proseguiamo poi tranquillamente quello che abbiamo fatto fino ad adesso».
L'ultimo messaggio è rivolto direttamente all'anima della squadra: «La fame e la ferocia nel voler portare a casa il risultato sarà quel qualcosa in più a livello mentale che dobbiamo mettere in campo domani». Parole che suonano come un appello all'istinto competitivo, prima ancora che a qualsiasi schema tattico.
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