La sconfitta nel derby contro il Lumezzane brucia ancora, ma Eugenio Corini non si perde in recriminazioni. Alla vigilia della sfida contro la Dolomiti Bellunesi, il tecnico del Brescia ha incontrato la stampa con la consueta lucidità, affrontando i temi caldi del momento: la gestione emotiva del gruppo, la rincorsa al secondo posto e la costruzione mentale necessaria per affrontare i playoff.

Il messaggio che emerge con chiarezza è quello di un allenatore che lavora su due fronti simultanei — tattico e psicologico — convinto che la maturità caratteriale sia la vera discriminante nelle fasi decisive della stagione.

Il punto di partenza non può che essere la partita di sabato, una sconfitta che fa male non tanto per il gioco espresso, quanto per le occasioni sprecate e per alcune decisioni arbitrali ritenute sfavorevoli. Corini, però, sceglie di guardare oltre.

«Quando vuoi far crescere una squadra e vuoi indirizzare un'idea, devi andare oltre le situazioni che compromettono un risultato. Nella valutazione post-gara ho parlato di tutte le cose che secondo me non ci hanno permesso di vincere una partita che avevamo creato le premesse per portare a casa. Non siamo riusciti a fare gol nonostante occasioni importanti. Qualche decisione non è andata nel verso giusto. Ma se voglio far crescere i miei giocatori, devo concentrarmi sulle cose che noi possiamo controllare. È questo il lavoro che ho fatto con i ragazzi: oltre all'analisi tecnico-tattica, un lavoro di crescita mentale nel capire quanto sia importante reggere la frustrazione in certi momenti in cui non ti viene dato qualcosa che pensi di meritare. Soprattutto, quando accade, non deve far sì che la squadra si innervosisca e perda lucidità. È lì che poi la differenza si vede».

Una filosofia chiara, quella del tecnico bresciano: la frustrazione è inevitabile nel calcio, ma la capacità di gestirla senza perdere la testa rappresenta il confine tra le squadre ordinarie e quelle capaci di vincere quando conta.

Corini riconosce i progressi compiuti dalla squadra nelle ultime settimane — recupero di giocatori, chiarezza di sistema di gioco, lavoro quotidiano sul campo e a video — ma ammette che alcuni dettagli continuano a sfuggire di mano nei momenti decisivi.

«Abbiamo recuperato giocatori, li abbiamo reinseriti nella maniera giusta, abbiamo un'idea ben precisa di quello che dobbiamo fare in campo. Però su alcuni dettagli lasciamo ancora delle cose che condizionano il risultato. Nonostante nell'ultima partita meritassimo qualcosa di diverso, non possiamo piangere su quello che ci è stato tolto. Dobbiamo lavorare su quello che dobbiamo fare in più per portare le partite dove vogliamo noi e per avere la forza e la decisione di portarle a casa. Questo è un lavoro continuo che stiamo facendo quotidianamente, sia in campo, sia a video, sia con colloqui individuali, per capire dove posso aiutare i giocatori e farli crescere».

La metodologia descritta dal tecnico è quella di un allenatore moderno, attento alla persona oltre che al calciatore: colloqui individuali, analisi video, sessioni di campo. Un approccio a 360 gradi che punta a costruire consapevolezza, non soltanto automatismi.

Con due giornate ancora da disputare, il Brescia ha nelle proprie mani il destino in classifica. Arrivare secondi è un obiettivo dichiarato, e Corini sottolinea il valore di poter dipendere esclusivamente dai propri risultati.

«Abbiamo un obiettivo molto importante in queste due partite perché vogliamo arrivare secondi. Abbiamo la possibilità di controllare questa cosa, perché dipenderà dai nostri risultati, e questo secondo me è molto importante. Parlando con i giocatori, in questi quattro mesi che sto lavorando con loro, le esperienze che vivi insieme ti fanno crescere. Quando vivi la sofferenza di una partita che abbiamo buttato al vento come quella di sabato scorso, quando vivi un post-partita di un certo tipo e lo vivi insieme, è un'esperienza comune. Quando prendi forte nei denti qualcosa che fa un male incredibile, devi sapere quanto fa male. Dunque, per la prossima volta devi sapere quanto sia importante reggere la frustrazione, orientare le tue energie nel modo giusto. Sapendo come ti fa male, vuoi cercare di prenderla meno volte nei denti».

Il dolore, in questa lettura, diventa materiale da costruzione. La sconfitta contro il Lumezzane non è solo un risultato negativo da archiviare, ma un'esperienza condivisa che può cementare il gruppo e affinarne la risposta emotiva nelle situazioni di pressione.

La parte più intensa della conferenza riguarda la proiezione verso i playoff, l'obiettivo reale della stagione. Corini utilizza metafore efficaci per descrivere la resilienza che chiede ai suoi: l'immagine del surfista che cavalca l'onda, la consapevolezza del peso della maglia, la capacità di reagire quando si è sotto.

«Il concetto del feedback è sempre importante. Vedo tante cose che sono migliorate e che sono cresciute. Al netto di una valutazione complessiva che voglio spostare a fine stagione (sperando di festeggiare qualcosa di straordinario), oggi la mia concentrazione è su quello che siamo, su quello che dobbiamo fare e su quello che possiamo migliorare. La botta ai denti che abbiamo preso forte con il Lumezzane fa parte di qualcosa che abbiamo vissuto insieme e che ci ha fatto male. Questo ti deve far crescere: come reagisci alle difficoltà, come ci sai stare dentro, come a volte devi saper reggere quando l'onda è alta e ci stai surfando sopra, sapendo che basta poco per tornare sotto. Quando torni sotto, avere la capacità di rialzarti e di riprenderla all'onda. Penso che la nostra squadra abbia tutte le attitudini e le caratteristiche per poterlo fare, soprattutto quando andremo a giocarci i playoff. Può succedere che perdi una partita all'andata ma puoi vincere al ritorno, puoi essere sotto il primo tempo e andare a vincere nel secondo. Devi sempre canalizzare le risorse, le energie, saper stare dentro le situazioni e avere la forza morale e mentale di farlo. Sappiamo quanto è importante vestire la nostra maglia, che magari può avere un peso importante. Ma per vestirla devi sentire questa forza dal punto di vista mentale e morale, anche quando pesa un po' di più o a volte quando è molto leggera ed è bellissima perché puoi cavalcare l'entusiasmo e ti sembra facile qualsiasi cosa. A volte anche un passaggio di 10 metri in certi momenti può diventare difficile, ma devi avere la forza di farlo perché è lì che cresci: quando sei sotto stress e devi dimostrare le tue qualità e il tuo valore».

Sul fronte della rosa, Corini aggiorna sulle condizioni di alcuni elementi che hanno dovuto fare i conti con problemi fisici nelle ultime settimane. Il quadro è in miglioramento, ma la gestione dei carichi rimane una variabile da monitorare.

«È un lavoro continuo perché anche in queste settimane abbiamo dovuto gestire due-tre situazioni particolari. Ho ancora due allenamenti per valutare se riesco a recuperare qualche giocatore. Sicuramente giocatori come Mercati e Zennaro stanno rimettendo dentro una settimana di lavoro. Per Zennaro è la prima settimana vera che sta facendo. Per Mercati è la terza, ma nelle precedenti due abbiamo dovuto gestire qualche carico. Alcuni giocatori hanno bisogno di gestire i carichi durante la settimana. È una ricerca continua, però a livello numerico abbiamo recuperato giocatori. La speranza è di chiudere al meglio queste due partite e di poterne recuperare altri per le partite successive. Però quei 18-19 giocatori che si allenano con me stanno arrivando ad avere una buona condizione generale grazie a un lavoro fatto nel tempo e questo mi dà fiducia per affrontare queste due partite e successivamente i playoff».

Chiudendo la conferenza, Corini torna sul valore che attribuisce alle ultime due giornate di campionato, non solo in termini di classifica, ma come banco di prova per costruire la mentalità giusta in vista degli spareggi promozione.

«Queste partite mi servono proprio dal punto di vista della mentalità, per creare un certo tipo di aspettativa, per alzare l'asticella dal punto di vista emotivo e per saperla reggere, perché le partite che andremo a giocare dopo saranno su questa falsa riga. Dobbiamo essere incazzati ma lucidi. Fare una partita seria, forte, da squadra che sa di valere, ha la consapevolezza di valere, ma sa anche che non può pensare che qualcosa sia dovuto. Tu ti devi prendere qualsiasi cosa, devi avere questo tipo di mentalità, questa forza. E questa cosa la voglio vedere perché ci abbiamo lavorato, gliel'ho fatta riconoscere, la pretendo e la voglio vedere domenica in campo».

Rabbia e raziocinio, intensità e controllo. È la sintesi che Corini chiede alle Rondinelle per affrontare il rush finale e presentarsi ai playoff nel modo giusto. Domenica, contro la Dolomiti Bellunesi, inizia la verifica.

Sezione: Serie C / Data: Ven 17 aprile 2026 alle 17:15
Autore: Ermanno Marino
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