Inizia ufficialmente l'era di Attilio Tesser sulla panchina della Reggiana. Il tecnico di Montebelluna, decano delle panchine italiane e specialista in promozioni, è stato presentato in conferenza stampa, tracciando fin da subito le linee guida del suo nuovo corso in maglia granata. Poche illusioni, tanto pragmatismo e un concetto cardine ripetuto come un mantra: l'unità d'intenti.
Ringraziando la dirigenza per l'opportunità e per le parole al miele spese nei suoi confronti, Tesser è andato subito al cuore del suo credo calcistico: "Per me è un piacere e un onore essere oggi qui a Reggio ed essere stato indicato come allenatore della Reggiana. Penso che la cosa più importante non sia avere l'allenatore, ma avere una squadra. Una squadra intera, compatta, che pensa in un'unica direzione, intesa come collaboratori, come società, e ringrazio la proprietà per avermi dato questo onore".
Il concetto di "squadra", per il nuovo mister, esce dai confini del rettangolo verde per abbracciare l'intera piazza: "Fare squadra la ritengo una cosa fondamentale per il futuro, ed essere tutti, tutte le parti e le componenti: quelle societarie, chiaramente con l'unità d'intenti, quelle tecniche, quelle dei calciatori che sono i veri protagonisti in campo, della tifoseria, che è una tifoseria importante, e di voi giornalisti. Assieme possiamo costruire un qualcosa di bello. Le critiche sono sempre ben accette se costruttive, ma la retorica non serve: i giocatori vivono anche di letture dei giornali e possono essere condizionati. Da parte mia c'è massima disposizione e felicità per l'opportunità, ci metteremo tutto l'impegno possibile".
Tesser ha poi spiegato i motivi che lo hanno spinto ad accettare la sfida granata, una trattativa lampo chiusa in pochi giorni: "L'ho accettata subito di buon grado, è stata una trattativa molto veloce, fatta in tre-quattro giorni. Avendo vissuto qui vicino, ho sempre visto e seguito con grande serietà i risultati che la società Reggiana Calcio ha fatto. Ho visto la passione della gente, so che vengo in un posto dove il calcio si può fare nel miglior modo possibile".
Inevitabile un passaggio sul campionato di Serie C che attende la Reggiana, un torneo insidioso che Tesser conosce bene, avendo già conquistato quattro promozioni dalla terza serie: "Le quattro vittorie di campionato sono lì, belle salde, e speriamo di provarne a fare un'altra. C'è la consapevolezza che è facile con le parole, ma poi c'è la realtà e bisogna andarsi a confrontare. È chiaro che se sono a Reggio l'ho scelta perché è una società ambiziosa, cercheremo tutti assieme di fare il meglio possibile. Promesse che si vince non può farle nessuno, la premessa che si lotta per poterlo fare, questo sì, con il massimo impegno".
Sul fronte tattico e sui singoli, l'allenatore non si è nascosto, pur rimandando le scelte definitive al lavoro sul campo. Riguardo a Portanova e Rozzio, Tesser ha le idee chiare: "Portanova è un giocatore estremamente importante, di grande qualità. Penso che possa ricoprire più ruoli possibili. Stiamo vedendo se, dentro il mio modo di pensare di giocare che è il 4-3-1-2 che porto avanti da tantissimi anni, riusciamo a imbastire... può fare sia il trequartista, la seconda punta e all'occorrenza all'interno di centrocampo. Rozzio? Penso che un calciatore possa anche essere abituato a essere un braccino o essere un po' più coperto, ma penso che abbia un'esperienza tale da poter, e sono sicuro che lo avrà già fatto anche in passato, giocare in una difesa a due. Un calciatore non si qualifica a tre o a due: è un calciatore di qualità, valido o non valido, e Rozzio penso che rappresenti una validità".
Alla domanda se la filosofia della squadra ricalcherà l'esperienza del tecnico o se richiederà specifici "suoi" giocatori di fiducia, Tesser ha risposto con fermezza: "Respingerei l'idea che quando si sente un allenatore dire 'io al mio allenatore concedo solo un giocatore'... mi sembra proprio una frase fuori dal mondo in questo momento storico. Il massimo che può fare un direttore sportivo è farla insieme all'allenatore, ma credo che sia corretto questo. Per quanto riguarda cosa faremo, cerchiamo di fare squadre che hanno dinamicità, gamba, forza, intensità, perché il calcio moderno va in quella direzione. E ovviamente devono essere abbinate a qualità tecniche".
Infine, una chiusura dal sapore romantico sulla sua precedente avventura alla Triestina e un sorriso in vista del suo imminente compleanno, condiviso con Carlo Ancelotti: "Trieste è stata un'esperienza un po' particolare. Aver preso in mano la squadra che aveva sei punti su 48 ed essere riusciti a salvarsi e ad arrivare ai playoff... abbiamo fatto un'impresa clamorosa. Ancelotti? Compie gli anni domani come me, abbiamo un anno di differenza. Abbiamo giocato insieme in Nazionale giovanile e Olimpica. Gli faccio tanti auguri, è una persona speciale ed è proprio un modello di uomo prima, e allenatore poi, per me".
L'era Tesser è cominciata: poche parole al vento, testa bassa e pedalare. La Reggiana ha il suo condottiero.
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