La domenica di calcio che avrebbe dovuto infiammare lo stadio Mazzella si è trasformata in un lunedì di aspre polemiche e carte bollate. La sfida tra Ischia e Flaminia Civita Castellana non è mai iniziata, lasciando spazio a una ricostruzione dei fatti che genera dubbi e tensioni tra le due società. Il rinvio, deciso formalmente sabato pomeriggio dalla Lega Nazionale Dilettanti, poggia su basi che il club isolano contesta apertamente, ritenendo le motivazioni addotte dagli avversari non corrispondenti alla realtà dei collegamenti marittimi.
Tutto nasce dalla segnalazione del club laziale, che ha comunicato l'impossibilità di raggiungere l'isola a causa della soppressione della corsa delle 16:30 in partenza da Pozzuoli, invocando la causa di forza maggiore. Tuttavia, l'analisi dei fatti compiuta dall'Ischia Calcio racconta una storia differente: sebbene quel singolo traghetto sia stato effettivamente cancellato, non si è verificato alcun blocco totale del traffico marittimo. Le partenze successive, sia dallo scalo puteolano che dal porto di Napoli, si sono svolte senza intoppi, permettendo regolarmente il transito verso l'isola verde.
Questo dettaglio non è di poco conto, poiché ridimensiona drasticamente l'idea di un'emergenza insuperabile. Secondo la visione della dirigenza gialloblù, si tratterebbe di un vizio nella descrizione degli eventi che ha indotto la Lega a sospendere il match. Il club del presidente Luigi Lauro sottolinea come, nonostante le criticità logistiche sbandierate dagli ospiti, esistessero alternative concrete per arrivare a destinazione e disputare l'incontro come da programma, evitando un rinvio che ora danneggia pesantemente il calendario dei padroni di casa.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco è la gestione dei rapporti tra le due società durante le ore dell'incertezza. Stando a quanto emerso, la Flaminia non avrebbe cercato alcun contatto diretto con l'Ischia una volta riscontrato il problema a Pozzuoli. La mancanza di un dialogo immediato ha impedito di trovare soluzioni condivise, come il cambio dei biglietti o la riprogrammazione su una corsa successiva, portando alla richiesta unilaterale di rinvio che ha scavalcato completamente la società ospitante.
Le ripercussioni di questo stop forzato sono pesantissime sotto il profilo organizzativo. L'Ischia si trova ora a dover incastrare un recupero infrasettimanale in un periodo già estremamente complesso. Il calendario prevede infatti due trasferte consecutive in Sardegna, rispettivamente contro il Sassari Latte Dolce il 22 febbraio e contro il Monastir il 1° marzo. Aggiungere un ulteriore impegno agonistico e logistico in questa fase rischia di compromettere la freschezza atletica della squadra e la gestione economica delle trasferte.
Per tali ragioni, la società isolana ha deciso di non restare a guardare e ha già attivato le procedure per un ricorso formale presso la giustizia sportiva. L'obiettivo è duplice: da un lato tutelare l'immagine della società di fronte a un provvedimento ritenuto ingiusto, dall'altro ottenere condizioni più eque per il recupero della gara. La battaglia si sposta dunque dal campo ai tribunali federali, in attesa che venga fatta luce su una vicenda che ha trasformato un normale sabato di vigilia in un intricato caso regolamentare.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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