Sei giornate non sono sufficienti per tracciare il primo vero bilancio di questa stagione sportiva ma danno tante indicazioni. Il Girone C di Serie D 2026-2027 sta già delineando le sue gerarchie, in un campionato che, come da tradizione, mescola nobili decadute, piazze ambiziose e mine vaganti. Quello che emerge dopo gli ultimi 90 minuti è un quadro a due tinte in vetta, e una polveriera nelle zone basse della classifica.


Là davanti si corre, e si corre forte. Il Cjarlins Muzane (15 punti) e la Luparense (14) stanno scavando il primo vero solco della stagione. I friulani si confermano una macchina da gol e da spettacolo: il rotondo 3-0 rifilato a domicilio all'LME (con il sigillo del solito Tremolada, sempre più trascinatore) è la terza vittoria consecutiva. Da quando sono inciampati contro il Conegliano alla terza giornata, i ragazzi del Cjarlins non hanno più sbagliato un colpo, mettendo a referto 8 gol e subendone zero nelle ultime tre uscite.

Non è da meno la Luparense, che si candida ufficialmente al ruolo di anti-Cjarlins (o viceversa). Il 3-1 sul campo del fanalino di coda Brian Lignano porta la firma d'autore di Carron (doppietta), certificando la solidità di una squadra ancora imbattuta. Mestre e Campodarsego, attese al varco nello scontro diretto, si sono annullate a vicenda (1-1), scivolando a -5 dalla vetta e permettendo al Sandonà – cinico e pragmatico come pochi – di scavalcarle al terzo posto grazie all'1-0 di "corto muso" firmato Dal Corso sul difficile campo dell'Union Clodiense.


Ma il vero tema caldo di questo inizio di ottobre riguarda le panchine. In Serie D la pazienza dei presidenti è notoriamente sottile, e ci sono piazze dove l'aria si taglia col coltello.

La situazione più drammatica è in casa Virtus Bolzano. I bolzanini sono in caduta libera. Dopo l'umiliante e tennistico 7-0 incassato contro l'Unione La Rocca Altavilla nella quinta giornata, ci si aspettava una reazione d'orgoglio. Invece, è arrivato un disastroso 1-3 interno contro la Calvi Noale (mattatore Mion con una doppietta in due minuti). Dieci gol subiti in 180 minuti, una fragilità mentale evidente e soli 6 punti in cascina: il tecnico dei bolzanini è in questo momento il principale indiziato per l'esonero. Mantenere il timone dopo due rovesci di questa portata appare quasi un miracolo sportivo.

Attenzione anche alla situazione del Legnago Salus. Partiti con ben altre ambizioni, i veronesi sono incappati nella terza sconfitta consecutiva (2 in casa e 1 in trasferta), cadendo 0-2 al "Sandrini" contro il Bassano. Dopo i lampi delle primissime giornate, la squadra si è spenta: l'allenatore è chiamato a una svolta immediata già domenica prossima, altrimenti il cambio di guida tecnica diventerà un'opzione inevitabile.

Scricchiola, e non poco, anche la panchina del Brian Lignano, desolatamente ultimo con 3 punti. La vittoria illusoria di due settimane fa contro la Calvi Noale è stata subito spazzata via dalla dura legge della Luparense.


E poi c'è la Triestina. Vedere l'Alabarda a 6 punti, invischiata nella zona play-out dopo sei giornate, fa un certo effetto. Il blasone pesa, le aspettative sono schiaccianti. Arrivata al match contro l'Obermais con l'acqua alla gola e dopo il pesante 3-0 subìto dal Cjarlins Muzane, la squadra giuliana ha tirato fuori gli artigli. La doppietta di Di Livio nella prima mezz'ora ha regalato un vitale 2-0 che, con ogni probabilità, ha salvato la panchina del tecnico. Tuttavia, i problemi non sono svaniti per incanto: la squadra appare ancora macchinosa e lontana dai vertici. Quella contro i meranesi è una boccata d'ossigeno, ma per uscire dalla crisi servirà ritrovare continuità fin dalle prossime trasferte.

Sezione: Serie D / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Antonio Sala
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