Il Cavarzano si prepara ad affrontare lo storico appuntamento dei playoff per la Serie D con una strategia chiara, basata sul recupero delle energie mentali e fisiche, come spiegato dal difensore Stefano Mosca.

Il giocatore ha approvato pienamente la gestione del tempo operata dallo staff tecnico: «È stata una scelta saggia quella di concederci una settimana di riposo. C'era necessità di staccare la spina fisicamente e soprattutto di testa, dopo una stagione così impegnativa».

Secondo Mosca, il ritorno all'attività richiede ora la massima concentrazione: «Adesso però abbiamo ricominciato ad allenarci e occorre andare al massimo, perché torneremo in campo a quasi un mese di distanza dall'ultima partita ufficiale. Ci aspettano partite nelle quali è la testa a fare la differenza».

L'esperto difensore ha sempre avuto fiducia nei mezzi del gruppo, rivendicando i meriti di una stagione eccellente: «Io ho sempre creduto questa squadra fosse forte e ho qualche messaggio scambiato a giugno a dimostrarlo. Conoscevo il valore di quasi tutti i ragazzi e abbiamo scritto una pagina di storia».

Guardando al futuro immediato, la consapevolezza della forza collettiva rimane il punto fermo: «Però siamo a quattro partite dalla serie D e dobbiamo goderci l'esperienza, non portandoci dietro ansia o assilli non essendo un obiettivo di inizio stagione quello di vincere».

Mosca ha voluto spendere parole di elogio anche per chi ha conteso il primato al Cavarzano: «Il Sandonà ha svolto un girone di ritorno pazzesco, perdendo solo contro di noi a gennaio. In casi come questo puoi solo applaudire gli avversari e non deve passare il concetto di un campionato perso».

Per quanto riguarda il prossimo ostacolo in Piemonte, il difensore mantiene un approccio equilibrato: «Adesso affronteremo un'avversaria che non conosciamo, però il livello più o meno sarà simile al nostro, se siamo a questo punto. Dobbiamo ritrovare quella spensieratezza del girone d'andata».

Infine, un pensiero sulla gestione del futuro e dei rumors che circondano l'ambiente: «Quando arrivi alla mia età, agli sgoccioli della carriera, l'unica cosa da non fare è portarsi dietro dei rimpianti. Siamo umani e ascoltiamo le notizie, tuttavia a noi spetta il compito di pensare solo a giocare».

Sezione: Eccellenza / Data: Ven 08 maggio 2026 alle 16:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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