Nonostante un cammino tortuoso e ricco di insidie, la Maceratese ha centrato l'obiettivo stagionale evitando le forche caudine della post-season. Il direttore sportivo Nicolò De Cesare, ha ribadito la propria serenità anche nei momenti più complessi: «Non ho mai avuto paura che la Maceratese potesse essere invischiata nei playout. Questa certezza si fonda sul valore della rosa, sulla convinzione di potercela giocare contro chiunque».
I numeri parlano di un campionato vissuto pericolosamente, caratterizzato da ben 18 sconfitte, ma De Cesare legge il dato con una prospettiva differente, focalizzandosi sul sottile confine tra un passo falso e un risultato utile: «Vero, però abbiamo vinto 11 volte e sarebbe bastato poco perché quei passi falsi potessero essere pareggi che ci avrebbero permesso di raggiungere prima una posizione di maggior tranquillità».
Il direttore sottolinea come il livello di competitività si sia alzato notevolmente rispetto al passato, rendendo ogni punto conquistato molto più pesante nell'economia della classifica: «Lo scorso anno i 38 punti fatti ora dalla Maceratese non sarebbero stati sufficienti per evitare i playout. Ogni stagione è un discorso a sé e ciascun campionato è differente dall’altro, di certo ogni volta si presentano ai nastri di partenza 7-8 formazioni con le carte in regola per una stagione da primo piano».
Il traguardo della permanenza in categoria rappresenta per il club la conferma di un lavoro biennale che ha portato i frutti sperati, seppur con obiettivi diversi di anno in anno: «In due anni abbiamo fatto bene: in quello passato ci era stato chiesto un campionato da primi posti ed è arrivata la promozione, quest’anno la salvezza che i biancorossi hanno centrato. È questo l’aspetto più importante: esserci garantiti la permanenza in serie D».
Non sono mancate le recriminazioni per alcune sfide decise da episodi, specialmente negli scontri diretti dove la squadra avrebbe meritato una sorte migliore: «Ci sono state gare in cui non abbiamo raccolto nulla, ma anche in questo caso ogni partita è una storia a sé. Penso a quella interna con il Sora quando abbiamo dominato e costruito occasioni, ma alla fine siamo tornati negli spogliatoi senza un punto».
Un passaggio fondamentale della stagione è stato il cambio della guida tecnica, una transizione delicata che ha richiesto un grande sforzo di adattamento da parte del nuovo mister: «Non è facile cambiare una formazione dall’identità così forte perché nella costruzione della squadra si sono seguite le indicazioni dell’allenatore. Si è voluto dare continuità alle idee dell'allenatore».
Infine, De Cesare volge lo sguardo ai singoli e al panorama del girone, esprimendo apprezzamento per alcuni talenti emergenti e confermando il valore delle big: «Il ragazzo [Ciattaglia] ha un altro anno di contratto con la Maceratese. Per quanto riguarda il torneo, la squadra più forte è l'Ancona, mentre la sorpresa è il Notaresco. Come miglior giovane a me è piaciuto Conti, un 2007 della Sammaurese».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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