La vittoria della Spal contro lo Young Santarcangelo segna un inizio col botto nel percorso dei play-off, confermando il momento di grazia della formazione estense. Mister Carmine Parlato, nel post-partita, non ha nascosto la propria soddisfazione per una prestazione che ha rasentato la perfezione sotto il profilo dell'approccio e della determinazione.
«Sembrava facile ma assolutamente non era facile, anzi» ha esordito l'allenatore in sala stampa. «Era la prima dopo aver fatto una cavalcata in campionato e, mentalmente, ci poteva essere qualche scoria. Abbiamo lavorato tutta la settimana per fare in modo che questi ragazzi potessero avere quella positività, tenendo presente quello che non siamo riusciti a raggiungere, ma non per demerito nostro».
Il tecnico ha poi voluto sottolineare l’importanza del gruppo nella sua interezza, lodando anche chi è subentrato a gara in corso. «Sono ragazzi che dall'inizio sentono di non essere titolari fissi, ma di essere sempre in discussione, e questo dà loro quella voglia di allenarsi con meritocrazia. Sto cercando di usare questo tipo di soluzione e ringrazio sia i titolari che chi subentra per la disponibilità».
L'analisi di Parlato si è poi spostata sulla metamorfosi della squadra negli ultimi mesi, un cambiamento notato anche dagli avversari. «A prescindere dai complimenti, in campo vanno sempre i ragazzi e quindi i meriti sono loro. Dobbiamo andare avanti perché abbiamo passato il primo step del nostro girone e adesso vedremo chi affronteremo, dobbiamo prepararla ancora meglio».
Un momento di commozione ha segnato l'intervista quando il mister ha rivolto un pensiero personale. «Volevo dedicare la vittoria a tutte le mamme. È da un po' di anni che non lo faccio per la mia mamma che manca da tanto tempo. Ovviamente non voglio dimenticare mia moglie, però la mamma è sempre la mamma».
Tornando alle questioni di campo, Parlato ha spiegato come la squadra sia riuscita a imporre il proprio gioco fin dai primi minuti. «La cosa a volte è figlia delle caratteristiche dei ragazzi unite a un aspetto tecnico tattico della mia idea di calcio. Quando le proviamo in settimana e si trasmettono la domenica, anche loro riescono ad avere dei benefici e questo è molto gratificante per un allenatore».
«I miei ragazzi sono stati straordinari, hanno fatto in modo di iniziare da subito col piede sull'acceleratore come l'avevamo preparata. La fame e la voglia di andare a rompere immediatamente la partita, fare gol e continuare ad avere il pallino del gioco è stata fondamentale» ha proseguito il tecnico, analizzando la padronanza mostrata sul terreno di gioco.
Non è mancato un riferimento all'atmosfera del "Paolo Mazza", uno stadio che spinge la squadra verso traguardi ambiziosi. «Giocare al Mazza sicuramente per tanti può essere una cosa mai capitata. I miei ragazzi sono fortunati a stare qua, io sono fortunato e quindi ci godiamo la nostra gente, cercando di giocare con serenità e aggiungendo quella cazzimma che serve».
In merito alle condizioni fisiche di Senigliesi, uscito acciaccato, il mister ha rassicurato l'ambiente con una battuta. «Mi ero interessato subito di cosa si fosse fatto Luca. All'impatto iniziale ti viene da pensare chissà che cosa, però è uscito con due gambe e due braccia, quindi non credo che abbia qualcosa di grave. Se lui mi avesse chiesto il cambio, lo avrei fatto subito».
Infine, una nota tattica sulla gestione dei terzini e sulla pressione alta che ha soffocato lo Young Santarcangelo. «I terzini la prima cosa che devono fare è la fase difensiva. L'idea era di andare ad attaccarli alti subito e non farli giocare, perché è una squadra che se la palla arriva a quei quattro davanti ci poteva mettere in difficoltà. Far arrivare i palloni sporchi era il nostro obiettivo».
«L'obiettivo era quello di vincere la partita nonostante avessimo due risultati su tre» ha concluso Carmine Parlato. «Siamo andati in campo per vincerla e così è andata. Credo che l'abbiamo preparata bene sotto ogni profilo, ora pensiamo alla prossima finale».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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