Il pareggio interno ottenuto contro il Castenaso ha lasciato l'amaro in bocca in casa SPAL, segnando il terzo segno X di questo inizio 2026. Nonostante un Mezzolara che tenta la fuga portandosi a otto lunghezze di vantaggio, il tecnico Carmine Parlato non ha alcuna intenzione di alzare bandiera bianca. Al termine della sfida, l'allenatore ha analizzato la prestazione dei suoi sottolineando come, al di là del risultato, la squadra abbia messo in campo tutto ciò che aveva, pur pagando a caro prezzo la consueta imprecisione sotto porta che sta caratterizzando questo periodo.
«Sapevamo fin dall'inizio che l'unico risultato utile sarebbe stata la vittoria, indipendentemente da quanto accadeva sugli altri campi» ha esordito il mister in sala stampa, riconoscendo l'impegno profuso dai suoi calciatori. Secondo Parlato, se i tre punti fossero rimasti a Ferrara, nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo: «I ragazzi hanno dato l’anima fino alla fine, pur commettendo degli errori che conosciamo bene. Se avessimo vinto non avremmo rubato nulla, ma le occasioni create vanno concretizzate e su questo dobbiamo ancora crescere molto».
Un pensiero particolare è stato rivolto al reparto offensivo, con un incoraggiamento specifico per Piccioni, apparso visibilmente abbattuto per la mancata rete. Il tecnico ha spiegato di aver rincuorato l'attaccante proprio per evitare che la frustrazione possa bloccarlo nelle prossime uscite. «Piccioni si è sacrificato per tutto il match e il nostro compito è aiutarlo a rendere al massimo delle sue potenzialità. Spesso le punte si demoralizzano quando il gol non arriva, ma dobbiamo restare sereni e continuare a lavorare».
Sulla questione della presunta pressione che lo stadio Paolo Mazza eserciterebbe sulla squadra, Parlato è stato categorico, rifiutando alibi psicologici legati all'impianto di casa. «Questa è stata la mia prima panchina interna e non posso credere che l'ambiente sia un peso. Noi siamo come attori: che ci siano dieci persone o diecimila, il nostro spartito non deve cambiare. Anzi, godere di una curva che incita così è un privilegio raro; dobbiamo trasformare questo supporto in energia per lottare fino al traguardo finale».
Guardando alla classifica e alle undici giornate che mancano al termine, il mister ha voluto spegnere sul nascere ogni discorso relativo alla rinuncia alla vetta. Per Parlato, la promozione diretta rimane l'obiettivo primario e finché la matematica non dirà il contrario, ogni calcolo è prematuro. «Nel calcio non si fanno i conti prima del tempo. Lo confermo qui: lotteremo fino all'ultimo istante per il primo posto. La squadra ha dato il massimo, e anche se tre partite in una settimana si fanno sentire, non cerchiamo scuse».
Ci sono però degli aspetti tattici e comportamentali che non hanno convinto appieno l'allenatore, specialmente nella gestione dei momenti successivi al gol del pareggio. Parlato ha notato un eccesso di frenesia che ha fatto perdere l'equilibrio necessario per colpire ancora. «Non mi sono piaciuti i cinque minuti dopo l'1-1, siamo stati troppo confusionari. Sto lavorando con i ragazzi faccia a faccia per correggere queste mancanze; oggi ho visto un arrembaggio totale ma poca lucidità nel finale».
Sulle scelte dei singoli e sui cambi effettuati durante il match, il tecnico ha fornito spiegazioni dettagliate, motivando l'inversione di fascia tra Senigagliesi e Mazzali con la volontà di aumentare il numero di traversoni verso l'area piccola. «Volevo più cross e la scelta mi ha dato segnali positivi. Ho parlato con entrambi per spiegare dove hanno sbagliato, ma l'impegno è stato encomiabile». Anche l'avvicendamento tra Moretti e Carbonaro è stato dettato da esigenze fisiche e tattiche, per sfruttare la freschezza e l'estro di Paolo in un momento chiave.
In conclusione, Parlato ha ribadito la necessità di cucire addosso alla squadra il miglior vestito tattico possibile, lavorando soprattutto sulla tenuta mentale. «Chi subentra deve adattarsi alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Dobbiamo essere meno frettolosi e più razionali nella costruzione della manovra. Negli ultimi quindici minuti il Castenaso non riusciva più a salire e noi avremmo dovuto essere più rapidi nel verticalizzare invece di farci prendere dalla fretta. Continuerò a lavorare senza sosta per ottenere il risultato che la società si aspetta».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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