Il Taranto ritrova il sorriso e i tre punti nella trasferta contro l'Ugento, chiudendo la pratica con un 3-1 che però ha lasciato diverse riflessioni nella mente del tecnico Ciro Danucci. L'allenatore rossoblù, pur accogliendo con favore il ritorno al successo, ha analizzato la sfida mettendo in guardia i suoi uomini su alcuni cali di tensione che avrebbero potuto riaprire un match dominato nella prima frazione.
La squadra era chiamata a fornire una risposta immediata dopo una settimana carica di tensioni e delusioni. «Venivamo da un momento psicologicamente pesante, ma c'era subito l'opportunità di riscattarsi e i ragazzi hanno mostrato la giusta concentrazione sin dai primi minuti» ha esordito Danucci, dicendosi estremamente soddisfatto per l'approccio avuto su un terreno di gioco storicamente ostico.
Il primo tempo ha mostrato un Taranto autoritario e capace di imporre il proprio ritmo, ma è stata la ripresa a far storcere il naso alla guida tecnica. Secondo il mister, l'atteggiamento dei calciatori al rientro dagli spogliatoi è stato viziato da un'eccessiva sicurezza dovuta al largo vantaggio acquisito. «Nella seconda parte di gara l'approccio non è stato quello corretto, probabilmente ci siamo sentiti troppo sicuri dell'esito finale».
Questa flessione mentale è l'aspetto che più ha irritato l'allenatore, convinto che la squadra avrebbe dovuto continuare a spingere per incrementare il bottino. «Non mi è piaciuta affatto la gestione del secondo tempo, avremmo potuto e dovuto segnare ancora. Quando il punteggio dice 3-0 sembra tutto in discesa, ma non possiamo permetterci di scendere in campo rilassati, perché basta un solo istante per modificare l'inerzia di un incontro».
Il rammarico più grande espresso dal tecnico riguarda la rete incassata, un dettaglio che ha guastato la gioia per la vittoria esterna. «Il gol subìto mi ha dato molto fastidio, per questo motivo sono arrabbiato nonostante il risultato» ha confessato Danucci, sottolineando come la solidità difensiva debba essere un punto fermo se l'obiettivo è quello di ambire a traguardi di rilievo nella fase finale della stagione.
L'analisi si è poi spostata sulle difficoltà strutturali incontrate durante la settimana di allenamento, caratterizzata da numerose assenze che hanno costretto alcuni elementi della rosa a sforzi supplementari. «Abbiamo dovuto fronteggiare parecchi problemi nei giorni scorsi e qualcuno oggi è stato chiamato a fare gli straordinari. Se vogliamo puntare a qualcosa di importante, dobbiamo crescere e limare questi difetti».
Un passaggio inevitabile è stato dedicato al rapporto con la tifoseria e al recente scontro diretto perso contro il Bisceglie. Danucci ha mostrato grande onestà nel riconoscere lo stato d'animo dei sostenitori jonici. «Il malumore dei tifosi è comprensibile ed è identico al nostro. Bisogna dire la verità: alla sfida col Bisceglie siamo giunti in una condizione atletica disarmante a causa dei troppi infortuni, con molti giocatori che hanno dovuto stringere i denti».
Guardando al futuro prossimo, l'imperativo in casa rossoblù è quello di blindare la qualificazione agli spareggi per la promozione. L'allenatore ha tracciato la rotta con realismo, puntando dritto alla post-season. «Purtroppo le cose sono andate in un certo modo, ma adesso il nostro compito è salvare il salvabile e centrare assolutamente i playoff per giocarci tutte le carte a nostra disposizione».
Note positive sono arrivate dal rientro di alcuni elementi cardine, sebbene pesi ancora l'assenza di pedine fondamentali per lo scacchiere tattico del Taranto. «Christian Hadziosmanovic per noi è un calciatore di vitale importanza e la sua mancanza si sente. Allo stesso tempo, sono felice di aver ritrovato pedine come Loiodice e Aguilera, che ci daranno manforte per il finale di campionato» ha concluso il tecnico.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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