La domenica sportiva all'Helvia Recina ha regalato una sfida dai mille volti, terminata con il successo di misura di un Teramo capace di mostrare il volto del cinismo e della sofferenza. Il confronto con la Maceratese è stato un susseguirsi di emozioni, culminato con la rete decisiva di Njambe a pochi minuti dal termine, un gol che ha permesso alla compagine abruzzese di infrangere una maledizione che durava da ben ventotto anni su questo campo. La vittoria proietta i biancorossi in cima alla graduatoria, mantenendo il braccetto con l'Ancona in una corsa al vertice sempre più appassionante.
L'avvio di gara è stato subito vibrante, con le due formazioni che si sono affrontate a viso aperto senza tatticismi eccessivi. Il Teramo ha cercato di colpire a freddo con una deviazione aerea di Borgarello Vitali, ma è stata la Maceratese a gridare al gol pochi istanti dopo: Marras ha scagliato un fendente dalla lunga distanza che si è infranto clamorosamente contro entrambi i pali della porta difesa da Grillo. È stato il preludio a una prima frazione di sofferenza per gli ospiti, messi alle corde dalle continue folate dei padroni di casa.
La squadra di Possanzini ha esercitato una pressione costante, arrivando a colpire complessivamente tre legni nei primi quarantacinque minuti. Osorio è apparso inarrestabile, trasformandosi in un incubo ricorrente per il pacchetto arretrato teramano, mentre Grillo si è dovuto superare in più occasioni, specialmente in un'uscita coraggiosa proprio sui piedi di Marras. Nonostante l'assedio, i "diavoli" sono riusciti a pungere in contropiede, sfiorando la marcatura con Njambe di testa e con una conclusione di Sereni terminata di poco alta.
Dopo un primo tempo conclusosi a reti bianche tra i rimpianti della Maceratese, la ripresa si è aperta con un altro grande intervento di Grillo su Osorio. Tuttavia, con il passare dei minuti, l'inerzia della gara è cambiata radicalmente: i ragazzi guidati da Pomante hanno iniziato a guadagnare metri, alzando il baricentro e stringendo i locali nella propria area di rigore. Gagliardini è diventato il protagonista assoluto per la Maceratese, opponendosi ripetutamente ai tentativi ravvicinati di Pavone, Bruni e dei centrocampisti abruzzesi.
Il muro difensivo dei marchigiani è crollato definitivamente all'84'. Sugli sviluppi di una manovra avvolgente, Njambe è riuscito a svettare con tempismo perfetto, scagliando un colpo di testa potente che non ha lasciato scampo a Gagliardini. La rete ha scatenato l'entusiasmo dei seicento tifosi giunti dal vicino Abruzzo, ma il finale ha riservato un ultimo colpo di scena. L'autore del gol vittoria è stato infatti espulso a ridosso del fischio finale per un colpo proibito, lasciando i suoi in inferiorità numerica per i concitati istanti di recupero.
Nonostante l'uomo in meno, il Teramo ha gestito il forcing finale della Maceratese con ordine e determinazione, portando a casa tre punti dal peso specifico enorme. Prima del fischio d'inizio, l'atmosfera è stata carica di commozione per il ricordo di Alberto Prenna, storico calciatore scomparso di recente: il figlio Simone ha ricevuto una maglia celebrativa dal presidente Crocioni in un Helvia Recina avvolto dal silenzio. Al termine della battaglia, però, a festeggiare è solo il Diavolo, sempre più padrone del proprio destino.
MACERATESE – TERAMO 0-1
MACERATESE (4-3-3) Gagliardini 7; Perini 6, Siniega 6, Lucero 6, Ciattaglia 6,5; Ambrogi 6 (dal 28’ s.t. Papa 5,5), De Angelis 7, Ruani 6,5 (dal 43’ p.t. Ciabuschi 6); Marras 6,5, Osorio 6, Gagliardi 6 (dal 28’ s.t. Nasic 6). (Cusin, Mastrippolito, Marchegiani, Morganti, Fratini, Cirulli). All. Possanzini 6.
TERAMO (3-4-2-1) Grillo 7; Botrini 6, Alessandretti 6, Bruni 6; Salustri 6 (dal 1’ s.t. Costanzi 6), Borgarello Vitali 6,5, Angiulli 5,5 (dal 12’ s.t. Carpani 6), Pietrantonio 7; Pavone 7 (dal 44’ s.t. Cipolletti s.v.), Sereni 6 (dal 32’ s.t. Mariani 6); Njambe 6,5. (Barbacani, Persano, Maiga Silvestri, Della Quercia, Kunze). All. Pomante 6.
TERNA ARBITRALE: Radovanovic di Maniago 6 (assistenti Eltantawy di Chiari e Monelli di Busto Arsizio).
RETE: Njambe al 38’ s,t
NOTE: spettatori 2500 circa di cui 606 ospiti. Osservato un minuto di silenzio per ricordare Alberto Prenna scomparso la scorsa settimana: il figlio Simone ha ricevuto dal presidente Crocioni una maglia biancorossa col numero 5 indossato in carriera dal padre. Espulso al 47’ s.t. Njambe. Ammoniti: Ruani, Nasic, Alessandretti. Angoli: 5-9. Recupero: 3’ p.t., 4’ s.t.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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