Al termine del rocambolesco pareggio tra Brian Lignano e Treviso, il tecnico Edoardo Gorini ha analizzato la prestazione dei suoi uomini con estrema onestà, mettendo in luce sia le criticità emerse durante i novanta minuti sia l'importanza del risultato ai fini della classifica generale. L'allenatore biancoceleste non ha nascosto un pizzico di amarezza per il modo in cui sono maturate le marcature avversarie, sottolineando come la sua retroguardia avrebbe potuto gestire meglio alcune fasi cruciali del match.
«Nella giornata di oggi abbiamo corso seriamente il rischio di uscire dal campo senza punti e fa male aver subito due reti che si potevano tranquillamente evitare» ha esordito Gorini nel post-partita, soffermandosi su quegli errori individuali e collettivi che hanno permesso agli avversari di restare in gara fino all'ultimo istante. Secondo il mister, si tratta di dinamiche su cui lo staff tecnico dovrà lavorare intensamente, poiché la squadra possiede le capacità per fare decisamente meglio in fase di copertura.
Nonostante le sbavature difensive, il tecnico ha voluto gettare acqua sul fuoco delle polemiche, invitando l'ambiente a guardare il bicchiere mezzo pieno e a non sottovalutare il valore del punto conquistato in trasferta. La consapevolezza di aver rischiato il tracollo proprio in extremis è servita a dare il giusto peso al risultato finale, che permette al Treviso di proseguire il suo cammino in vetta con una certa serenità.
«Dobbiamo considerare questo pareggio come un risultato di rilievo, soprattutto perché ci consente di conservare un margine di dieci lunghezze di vantaggio nei confronti della Clodiense» ha spiegato l'allenatore, ricordando come l'episodio del rigore allo scadere avrebbe potuto trasformare il pomeriggio in un incubo sportivo. «Se quella palla fosse entrata all'ultimo secondo, staremmo parlando di una sconfitta, quindi teniamoci stretto questo punto prezioso».
Un passaggio fondamentale della sua analisi ha riguardato il peso della maglia e le aspettative che circondano una piazza storica come quella trevigiana. Gorini ha voluto togliere pressione ai suoi calciatori, rivendicando la difficoltà intrinseca di ogni partita in questo campionato e ribadendo che il blasone, da solo, non garantisce automaticamente il successo sul rettangolo verde.
«Ci tengo a rammentare sempre che non esiste alcun obbligo di vittoria per nessuno, nemmeno se porti un nome importante come quello del Treviso» ha affermato con fermezza il tecnico, sottolineando come l'impegno per centrare il bottino pieno ci sia sempre, ma che i risultati dipendano da molteplici fattori non sempre controllabili. «Noi ci proviamo costantemente, ma bisogna accettare che non sempre l'esito sia quello sperato».
In vista dei prossimi impegni, l'obiettivo primario sarà quello di mantenere la calma e non lasciarsi influenzare negativamente dalla recente serie di risultati. I tre pareggi consecutivi non devono, secondo Gorini, minare le certezze del gruppo né alterare l'entusiasmo di una squadra che resta comunque saldamente al comando delle operazioni.
«Adesso il nostro compito è quello di focalizzarci sulla preparazione della sfida che ci attende, lavorando con serenità e senza farci condizionare psicologicamente da questa striscia di tre pareggi» ha concluso il mister. La ricetta per ripartire sembra essere dunque un mix di autocritica costruttiva e fiducia nei propri mezzi, elementi necessari per affrontare l'ultima parte di stagione con la giusta determinazione e proteggere il primato conquistato con fatica.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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