La Spal ha conquistato domenica scorsa una vittoria netta per 3-0 contro l'Osteria Grande, risultato che assume particolare rilevanza per consolidare la posizione in classifica nonostante le ambizioni di primato appaiano ormai compromesse. Il successo consente ai biancazzurri di mantenere sei lunghezze di vantaggio sul terzo posto occupato dal Medicina, beneficiando anche del contributo favorevole fornito dal Sant'Agostino. Un margine che rafforza la seconda piazza e garantisce una condizione privilegiata nell'eventuale percorso playoff.
La matematica dei playoff prevede infatti che il secondo classificato possa superare i primi due turni anche con altrettanti pareggi casalinghi al termine dei tempi supplementari. Tuttavia, il cammino verso la promozione in serie D richiederebbe comunque la vittoria nel doppio confronto contro la vincente degli spareggi abruzzesi, oltre al superamento della finale contro una rappresentante laziale o toscana.
La riflessione sulla situazione complessiva impone di guardare alla realtà dei fatti: il Mezzolara capolista non mostra cedimenti. La squadra di testa mantiene una solidità difensiva impressionante, non subendo mai reti, e vanta undici vittorie nelle ultime dodici partite, con l'unico punto lasciato per strada nel pareggio sul campo difficile di Fratta. Dal 15 novembre in poi, il ritmo della capolista è diventato ancora più sostenuto.
L'analisi del percorso stagionale della Spal conduce inevitabilmente a riflessioni sulla gestione tecnica. Il cambio di allenatore nel girone di ritorno, effettuato quando la squadra si trovava a sei punti dalla vetta, si è rivelato un'operazione delicata. La tempistica in questi casi risulta determinante: sia per la società nel cogliere il momento opportuno, sia per il tecnico subentrante nel comprendere le caratteristiche della rosa. La scelta di stravolgere il modulo tattico ha portato conseguenze pesanti: l'eliminazione dalla Coppa Italia e un distacco in campionato arrivato fino a dieci lunghezze.
Ora che l'allenatore Parlato ha avuto modo di valutare appieno la situazione e le caratteristiche dei giocatori a disposizione, emerge un unico traguardo realisticamente perseguibile, salvo eventi imprevedibili. L'elemento incoraggiante è che il tecnico ha individuato la strada corretta, quella da seguire con convinzione: il ritorno al modulo 4-3-3. Anche Senigagliesi ha confermato nel post-partita la validità di questa scelta tattica, e con l'assetto originario la squadra ha ritrovato improvvisamente brillantezza ed efficacia.
La Spal è stata costruita per questo sistema di gioco e con questa formula esprime il proprio miglior rendimento. Eventuali insuccessi futuri non potranno essere attribuiti a questioni tattiche. Il match contro l'Osteria Grande ha riservato un'altra nota positiva: il ritorno al gol e agli applausi per Piccioni. L'attaccante ha sbloccato la partita segnando la sua quinta rete in un numero limitato di presenze, ma soprattutto ha mostrato finalmente una condizione fisica brillante, forte della fiducia rinnovatagli da Parlato alla vigilia dell'incontro.
Sebbene sia prematuro trarre conclusioni definitive, qualora questa prestazione trovasse continuità, la squadra avrebbe finalmente individuato il riferimento offensivo ricercato dall'inizio della stagione. Il suo gol è stato decisivo anche sotto il profilo statistico: la Spal risulta vincente in tutte le occasioni in cui passa in vantaggio e mai quando subisce il primo gol, con una sola eccezione per categoria (la sconfitta per 1-2 contro il Fratta e la rimonta da 0-1 a 3-1 contro il Ronco).
Il dato non è casuale. Quando gli avversari vanno in svantaggio devono necessariamente cercare il pareggio, aprendo di conseguenza gli spazi e concedendo maggiori opportunità di ripartenza. Senza lo sblocco immediato, anche contro un avversario modesto come l'Osteria Grande la partita avrebbe potuto complicarsi, considerando che la squadra biancazzurra dimostra maggiore efficacia nelle ripartenze verticali negli spazi aperti piuttosto che nella manovra orizzontale alla ricerca di varchi in difese compatte.
Il nuovo assetto tattico ha permesso a Parlato di ridare centralità anche a Malivojevic, dal quale ci si attende ancora un ulteriore salto di qualità, avendo necessità di due mezzali di riferimento nel centrocampo a tre. Senza cedere a facili entusiasmi, considerando che le circostanze non lo consentono, il successo per 3-0 contro l'Osteria Grande potrebbe aver rimesso ordine in diversi aspetti della squadra.
In ottica playoff, un eventuale innesto di una o due pedine di livello superiore da parte del direttore sportivo Federico potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di rafforzamento. A questo punto della stagione non occorre più un giocatore immediatamente operativo, ma piuttosto uno svincolato di categoria superiore che possa essere portato in condizione ottimale entro il 10 maggio, data presumibile dell'inizio dei playoff, con la possibilità di inserirlo progressivamente in rosa. Un obiettivo raggiungibile nell'arco temporale di due mesi e mezzo ancora disponibili.
La Spal si prepara dunque alla fase conclusiva della stagione con maggiore consapevolezza tattica e rinnovate certezze, pur nella consapevolezza che il primo posto appare ormai un miraggio. I playoff rappresentano l'ultima chance per coronare il sogno della promozione in serie D.
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