Marco Curto ha parlato della vittoria dell'Empoli contro il Catanzaro e delle prospettive future della squadra toscana in una conversazione con Il Tirreno, ripresa da PianetaEmpoli.it. Il difensore venticinquenne ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando come il successo rappresenti un'iniezione di fiducia fondamentale dopo la pesante sconfitta subita a Chiavari.
Il centrale azzurro ha evidenziato l'importanza del successo non solo dal punto di vista dei tre punti conquistati, ma soprattutto per quanto riguarda la dimostrazione di compattezza del gruppo. Il risultato positivo, secondo Curto, facilita l'approccio al lavoro quotidiano e consente di affrontare con maggiore serenità gli aspetti da migliorare. Il difensore ha lanciato un messaggio chiaro: "È arrivata la vittoria che serviva per darci fiducia dopo la brutta sconfitta di Chiavari, abbiamo dimostrato di esserci, di essere squadra e questo vale anche più di un singolo successo. Sicuramente i risultati aiutano a vivere meglio la quotidianità del lavoro. Sappiamo che c'è ancora molto da fare, tante cose da sistemare ma rimboccarsi le maniche dopo un successo è più semplice. Diciamo che la vittoria sul Catanzaro, in questo senso, può e deve diventare il punto di ri-partenza".
Un aspetto particolare della prestazione contro il Catanzaro è stato il primo clean sheet stagionale dell'Empoli, risultato che ha rappresentato una soddisfazione particolare per il reparto difensivo. Curto ha confermato che mantenere la porta inviolata era uno degli obiettivi che la squadra si era prefissata e ha attribuito il risultato a una maggiore attenzione ai dettagli, elemento che nelle precedenti uscite era venuto a mancare.
Il difensore ha inoltre collegato il miglioramento della prestazione al lavoro svolto con il tecnico Roberto Dionisi, sottolineando come la sfida con il Catanzaro sia arrivata al termine della prima settimana di lavoro completa sotto la guida del nuovo allenatore. "La partita è arrivata al termine della prima settimana intera di lavoro con mister Dionisi e qualcosa di diverso si è visto. Ora la sosta può aiutarci a capire ancora meglio le cose che il tecnico ci chiede", ha dichiarato Curto, esprimendo un giudizio positivo sulla pausa del campionato che, pur arrivando dopo un successo, potrebbe risultare utile per assimilare meglio i concetti tattici proposti dall'allenatore.
Guardando alla prossima sfida contro l'Avellino, il giocatore non nasconde le insidie che attendono l'Empoli. Oltre al valore tecnico dell'avversario, Curto ha citato la particolare superficie di gioco, il campo sintetico, come un ulteriore elemento di difficoltà. Il difensore ha però voluto ricordare come in Serie B nessuna partita sia semplice e come spesso siano la determinazione e l'approccio mentale di una squadra a fare la differenza più del puro talento tecnico. "Sicuramente un'altra sfida con tante difficoltà, dal valore dell'avversario al campo sintetico, ma in Serie B non c'è mai niente di facile e spesso più che il tasso tecnico di una squadra sono la voglia e la fame di un gruppo a decidere le partite", ha affermato.
Sul fronte personale, Curto ha preferito non entrare nel merito delle questioni contrattuali, delegando completamente questi aspetti al proprio procuratore. Il giocatore ha ribadito che la sua priorità assoluta è quella di rendersi utile alla squadra, pur riconoscendo che giocare con continuità fa la differenza per qualsiasi calciatore. "Le questioni extra-campo le lascio al mio agente. È chiaro che tra giocare e non giocare c'è differenza ma io penso solo a lavorare per riuscire ad aiutare la squadra. Esserci per il gruppo è la cosa che mi interessa", ha precisato.
Un punto di forza del difensore è rappresentato dalla sua versatilità tattica. Nella partita contro il Catanzaro, Curto ha dimostrato di poter operare su entrambe le fasce della difesa, confermando la propria duttilità in diverse posizioni del reparto arretrato. Il giocatore ha ricordato di aver ricoperto in carriera sia il ruolo di terzino che quello di centrale, adattandosi sia alla difesa a tre che a quella a quattro. "Col Catanzaro ho giocato in entrambi i lati della difesa; in questo senso sono un giocatore duttile. Dietro ho fatto anche il terzino e il centrale giocando sia a tre che a quattro. Penso sia un pregio e mi fa piacere rendermi utile", ha spiegato.
Un aspetto curioso emerso dalle parole del difensore riguarda il suo ruolo all'interno dello spogliatoio. Nonostante i soli ventisei anni, Curto è considerato uno dei giocatori più esperti della rosa azzurra, una sorta di punto di riferimento per i compagni più giovani. Il giocatore ha ammesso che la situazione può apparire paradossale, ma ha confermato di sentire questa responsabilità e di accoglierla con piacere.
Il legame particolare con l'Empoli gioca un ruolo importante in questo contesto. Curto ha già vissuto l'esperienza nel club toscano in passato, proprio nel settore giovanile, e conosce quindi perfettamente l'attenzione che la società riserva alla crescita dei giovani talenti. Al momento del suo ritorno in estate, il difensore si era posto come obiettivo quello di supportare i compagni più giovani, un proposito che continua a perseguire con convinzione. "Io senatore nonostante abbia solo 26 anni? Capisco che sia strano, ma in effetti sono uno dei più anziani ed è una responsabilità che sento e che mi piace. Quando si vive la realtà dell'Empoli, che io avevo già assaggiato anni fa proprio nel settore giovanile, si percepisce a tutti i livelli la cura e l'attenzione che c'è per il vivaio e per chi dal vivaio arriva. Quando sono tornato, in estate, dare una mano ai più giovani era uno degli obiettivi che mi ero posto e anche oggi la penso così. E lavoro per farlo in campo e fuori", ha concluso Curto.
Le dichiarazioni del difensore dell'Empoli disegnano il ritratto di un giocatore maturo, consapevole delle proprie responsabilità e orientato verso il collettivo. La vittoria contro il Catanzaro rappresenta per lui e per la squadra un punto da cui ripartire per costruire un percorso di crescita in un campionato difficile e competitivo come la Serie B, dove ogni dettaglio può fare la differenza tra successo e insuccesso.
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