Sabato pomeriggio l'Adriatico sarà teatro di un ritorno carico di significati per Marco Perrotta. Il difensore del Padova, cresciuto calcisticamente nella città adriatica, tornerà nello stadio che lo ha visto diventare professionista, questa volta però con una maglia diversa. Un'occasione che il giocatore vive con sentimenti contrastanti, tra la nostalgia per un legame mai davvero interrotto e la consapevolezza di dover scendere in campo per conquistare punti preziosi in una stagione complicata.
Intervistato da PescaraSport24.it, Perrotta ha ripercorso la sua storia con i colori biancazzurri e analizzato la delicata situazione di entrambe le formazioni, impegnate nella lotta per mantenere la categoria. Le sue parole restituiscono il ritratto di un professionista legato alle proprie radici ma pienamente concentrato sugli obiettivi della squadra attuale.
Il rapporto tra Perrotta e Pescara affonda le radici nell'adolescenza. «Sono arrivato a 14 anni e ho fatto tutta la trafila del settore giovanile, fino all'esordio in prima squadra», ha raccontato il difensore, sottolineando come quella esperienza formativa abbia rappresentato il punto di partenza della sua carriera. Nonostante siano trascorsi sei anni dall'addio, il legame con il territorio resta saldo: «Ho ancora casa, ci torno spesso», ha confessato, evidenziando come Pescara rappresenti molto più di una semplice tappa professionale.
La città conserva anche numerose amicizie che sabato saranno sugli spalti: «Ho ancora tanti amici lì e verranno a vedermi», ha aggiunto Perrotta, anticipando quella che si preannuncia come una giornata dall'alto contenuto emotivo. Tuttavia, nelle sue parole emerge anche una nota di amarezza: «In questi anni, però, non c'è mai stata una chiamata da parte del Pescara», ha rivelato, lasciando trasparire un pizzico di rammarico per l'assenza di contatti con il club che lo ha formato.
«I ricordi positivi prevalgono su tutto, di negativo c'è ben poco», ha tenuto a precisare, confermando come l'esperienza pescarese resti tra le più significative del suo percorso. Il ritorno da avversario rappresenterà dunque un momento particolare: «Sarà una grande emozione affrontare la squadra in cui sono cresciuto», ha ammesso, consapevole della difficoltà di gestire le emozioni in una partita così importante per la classifica.
Uno dei temi caldi affrontati dal difensore del Padova riguarda il recente cambio in panchina avvenuto nel club abruzzese, con l'esonero di Vincenzo Vivarini. Su questo argomento, Perrotta si è espresso con franchezza e rispetto, sottolineando la stima nei confronti del tecnico calabrese.
«Mi dispiace per Vivarini, un allenatore che conosco e che considero molto esperto e preparato per la B», ha dichiarato, aggiungendo però una riflessione più approfondita sulle difficoltà incontrate dal tecnico. Secondo il difensore, il problema principale è stato di natura metodologica: «Credo che la squadra arrivasse da due tecnici come Zeman e Baldini, con idee e metodi completamente diversi. Vivarini ha portato la sua filosofia, ed è normale che non sia semplice adattarsi a un modo nuovo di lavorare».
L'analisi di Perrotta evidenzia come il calcio di Vivarini, «basato sul possesso e su un'aggressione non troppo alta», si ponesse agli antipodi rispetto alle metodologie dei predecessori, rendendo particolarmente complessa la fase di transizione. «Inoltre ha bisogno di giocatori molto specifici per esprimere il suo calcio», ha aggiunto, sottolineando come l'incompatibilità tra rosa e sistema di gioco possa aver pesato sul rendimento.
«L'epilogo mi rattrista, perché a Catanzaro ha dimostrato tutto il suo valore: è un tecnico top per la categoria, meticoloso e preparato», ha proseguito Perrotta, richiamando i successi ottenuti dal tecnico nella precedente esperienza calabrese. La conclusione è amara ma realistica: «Probabilmente non è riuscito a trovare i meccanismi giusti e, in B, se parti male diventa tutto più complicato».
L'arrivo di Silvio Gorgone sulla panchina del Pescara rappresenta, secondo Perrotta, un'opportunità di svolta per i biancazzurri. «Mister Gorgone ha trasmesso subito la sua mentalità: pressing alto e aggressività, come ho visto nella gara di Catanzaro», ha osservato il difensore, notando come il cambio di guida tecnica abbia già prodotto evidenti modifiche nell'approccio tattico.
«Quando si cambia guida tecnica c'è sempre una scossa», ha commentato, sottolineando come questo tipo di interventi possa risvegliare energie sopite in un momento di difficoltà. La valutazione sulla rosa pescarese è però lusinghiera: «L'organico del Pescara, dal punto di vista individuale, è attrezzato per salvarsi: ci sono giocatori di qualità e la classifica attuale non rispecchia il vero valore della rosa».
Tra i giocatori biancazzurri, Perrotta ha individuato alcuni elementi di particolare valore: «Dagasso e Merola mi piacciono molto», ha affermato, citando poi altri compagni di squadra con cui ha condiviso esperienze passate. «Conosco bene Brosco, con cui ho giocato nel Pescara di Zeman, e Gravillon, mio compagno nell'era Pillon», ha ricordato, testimoniando la continuità di alcuni elementi nell'organico adriatico.
Un fattore che accomuna le difficoltà di entrambe le squadre è rappresentato dalle numerose assenze: «Anche loro, come noi, hanno avuto tanti infortuni e questo pesa molto in un campionato difficile come la B», ha spiegato Perrotta, evidenziando come l'emergenza sanitaria costituisca un elemento determinante nelle dinamiche di una stagione complessa.
Sul fronte padovano, il difensore ha tracciato un quadro realistico degli obiettivi stagionali. «Siamo una neopromossa, proprio come il Pescara, e il nostro obiettivo principale è la salvezza. Tutto ciò che verrà in più sarà un valore aggiunto», ha dichiarato con lucidità, evidenziando come le aspettative vadano calibrate sulla base delle reali possibilità della squadra.
Il periodo recente non è stato semplice per i veneti: «Veniamo da un momento complicato, ma dobbiamo restare fedeli alla nostra identità, lavorare sodo e seguire le direttive del mister, molto attento a ogni dettaglio tattico», ha spiegato Perrotta, sottolineando l'importanza di mantenere saldi i principi di gioco anche nelle fasi difficili.
Particolare interesse suscitano le parole dedicate ad alcuni compagni di squadra di grande esperienza. Su Alejandro "Papu" Gomez, campione del mondo con l'Argentina, Perrotta ha evidenziato qualità umane oltre che tecniche: «Del Papu mi ha colpito l'umiltà con cui si rapporta al gruppo: non è scontato per un campione del mondo. È sempre disponibile, pieno di consigli e aneddoti, un vero professionista».
Parole di stima anche per Stefano Sorrentino, attualmente ai margini del progetto tecnico: «La professionalità è il tratto distintivo anche di Sorrentino: è un ragazzo serio, che si allena sempre al massimo. Anche se ora non gioca, dà tutto e sono certo che verrà fuori, perché se lo merita. È un portiere fortissimo e sono felice di averlo in squadra», ha affermato il difensore, sottolineando come l'atteggiamento del portiere rappresenti un esempio per l'intero gruppo.
Guardando all'appuntamento di sabato, Perrotta ha fornito la sua lettura tattica del confronto. «Mi aspetto una gara molto tattica, con entrambe le squadre impegnate a studiare i punti deboli dell'avversario», ha previsto, anticipando uno scontro di natura prevalentemente strategica.
La particolare condizione di classifica di entrambe le formazioni, secondo il difensore, influenzerà inevitabilmente lo sviluppo della partita: «Sono due neopromosse in difficoltà, e credo che saranno le individualità a fare la differenza. Sarà un match combattuto, deciso dagli episodi», ha concluso, evidenziando come in questi scontri diretti spesso siano i dettagli a determinare l'esito finale.
La sfida dell'Adriatico si preannuncia dunque ricca di significati, sportivi ed emotivi. Per Perrotta rappresenterà un ritorno a casa, anche se dall'altra parte della barricata. Per entrambe le squadre, invece, sarà un'occasione fondamentale per muovere la classifica e alimentare le speranze di salvezza in un campionato che si conferma equilibrato e imprevedibile. La Serie B non perdona, e ogni punto conquistato può rivelarsi decisivo nella corsa per mantenere la categoria.
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