Incrocia la seconda battuta d'arresto consecutiva il Gubbio, costretto a cedere il passo sul prato del "Benelli" al cospetto di un cinico Ravenna. Al termine dei novanta minuti, l'allenatore della compagine eugubina Domenico Di Carlo è intervenuto nella sala stampa dell'impianto romagnolo per analizzare con spiccata autocritica e senza mezzi termini la prova opaca sfoderata dai suoi uomini.

Il condottiero della formazione umbra ha aperto la propria disamina rendendo merito all'avversario ma puntando il dito contro le pesanti disattenzioni individuali commesse dai propri tesserati: «Bisogna innanzitutto riconoscere il valore del Ravenna, che si conferma un collettivo di spessore. Contro realtà di questo rango occorre approcciare la contesa sfoderando una cattiveria superiore, ritmo nelle gambe e scongiurando sbavature come quelle che abbiamo regalato. I due penalty concessi erano assolutamente evitabili e hanno indirizzato la sfida sui binari a loro più favorevoli. Non intendo sostenere che le decisioni arbitrali fossero errate, poiché le sanzioni c'erano tutte, ma si è trattato di episodi originati da nostri errori dei singoli. Ciò detto, sarebbe ingiusto addossare la croce su un unico interprete. Nel primo tempo abbiamo concesso tre o quattro ripartenze altamente insidiose e una di queste ci è costata la massima punizione. Il Ravenna è un gruppo che, oltre ad esprimere un buon calcio, è letale nell'aggredire questi corridoi. Avevamo impostato la gara su presupposti differenti, ma la prima frazione è stata contrassegnata proprio da tali letture. Non sono appagato poiché abbiamo concesso un raggio d'azione troppo ampio ed è un fattore da correggere con immediatezza».

Nel proseguire la sua disamina, mister Di Carlo si è soffermato sul peso specifico dei due rigori e sulla gestione di un organico decimato dai problemi fisici: «Hanno inciso in maniera determinante. Lo ribadisco, non pongo in discussione la bontà degli episodi, bensì il fatto che potessero essere scongiurati. Sulla prima marcatura c'era stato il grande intervento di Bagnolini che aveva disinnescato il rigore, ma sul proseguo dell'azione avremmo dovuto sfoderare una reattività e una determinazione superiori. In questa fase storica il Gubbio sta facendo i conti con un quadro complesso legato alle defezioni fisiche. Stiamo reinserendo gli elementi gradualmente, c'è chi garantisce venti minuti e chi mezz'ora. Riscontriamo grosse difficoltà specialmente nell'amministrazione dei carichi di lavoro e nelle rotazioni. Accetto la sconfitta contro il Ravenna, dal momento che si può incappare in un passaggio a vuoto contro una squadra di questa caratura. Ciò che invece rifiuto categoricamente sono le transizioni concesse e i due penalty regalati che potevamo evitare. Sono disattenzioni che non dobbiamo riproporre».

La guida tecnica dei rossoblù ha poi analizzato lo sviluppo del secondo tempo, rammaricandosi per non essere riuscito a scalfire la retroguardia avversaria: «Nella ripresa la contesa si è mossa su binari di sostanziale equilibrio. Nutrivamo la speranza di rimetterla in piedi facendo perno su una giocata, su un episodio propizio o su una trama offensiva ben orchestrata. Ci siamo sforzati di costruire qualcosa in tre o quattro frangenti, ma va dato atto che il Ravenna finora non ha ancora incassato una singola rete e si è dimostrata una realtà estremamente solida. Qualche chance l'abbiamo prodotta pure noi, ma al contempo i locali hanno sfiorato il tris in un paio di circostanze nate da nostre leggerezze nella gestione della sfera. Per questa ragione vanno riconosciuti i meriti agli avversari, mentre da parte nostra l'attenzione deve rimanere orientata unicamente sulla nostra maturazione».

In conclusione, l'allenatore del Gubbio ha espresso forte ansia per le condizioni di un suo tesserato e ha chiamato la squadra a un drastico cambio di registro in vista dell'imminente e sentitissimo derby regionale: «Più che di discontinuità parlerei di veri e propri grattacapi legati alle assenze. Ci troviamo costantemente con gli uomini contati e siamo costretti a stravolgere l'undici titolare. Chi sta scendendo in campo con regolarità arriva da una sequenza estenuante di gare e, sfortunatamente, la situazione attuale è questa. Dobbiamo rimboccarci le maniche senza versare lacrime inutili. Oggi il Ravenna poteva disporre di una panchina ricca di soluzioni alternative. Da parte nostra avevamo aggregato diversi giovani che non erano in grado di scendere in campo, ma ci tenevano a rimanere vicini al gruppo per fare spogliatoio. Senza cercare alibi, occorre prendere atto del momento. La battuta d'arresto contro il Ravenna ci può stare. Adesso dobbiamo leccarci le ferite, recuperare gli infortunati e proseguire a sudare sul campo. Ciò che mi preoccupa di più è proprio l'infortunio occorso a Cesari. Al di là dell'esito finale, la vera nota dolente del pomeriggio è rappresentata dal suo problema fisico. Ha accusato un risentimento su un movimento innaturale e attendiamo gli esami per decifrare l'entità del danno. L'auspicio è di non doverne fare a meno per un periodo prolungato. In vista del Perugia dobbiamo riavvolgere il nastro, analizzare con cura questo match e comprendere i passi falsi commessi. Le ripartenze concesse oggi rappresentano l'aspetto che mi crea maggiore apprensione. Non si può concedere così tanto campo a una compagine forte come il Ravenna, a maggior ragione davanti al loro pubblico. Bisogna alzare il livello sulle marcature preventive, garantire una presenza più equilibrata sul terreno di gioco e contare su elementi capaci di guidare la squadra durante la contesa. Erano esattamente le dinamiche su cui avevo battuto il chiodo nella conferenza della vigilia. Eravamo consci del fatto che se avessimo concesso spazi il Ravenna ci avrebbe punito, ed è puntualmente ciò che si è verificato. Ora dobbiamo recuperare le pedine, le energie fisiche e la stima nei nostri mezzi, poiché sabato ci attende il derby con il Perugia e abbiamo l'obbligo di farci trovare pronti».

Sezione: Serie C / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 17:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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