Prosegue la marcia dell'Ostiamare che, successivamente al successo conquistato sul campo di Gubbio, raccoglie un punto tra le mura amiche al termine del match casalingo contro il Forlì, sigillando l'uno a uno definitivo soltanto a cinque minuti dal fischio finale. Nel dopogara dell'impianto di casa, l'allenatore della formazione laziale David D'Antoni è intervenuto per analizzare la prestazione profusa dai suoi tesserati, soffermandosi sulla crescita caratteriale del gruppo ma esprimendo forti perplessità riguardo alla gestione dei controlli tecnologici.

Il condottiero del club tirrenico si è detto appagato dalla reazione mostrata dalla propria squadra, capace di acciuffare la contesa in extremis e di mostrare importanti segnali di maturità rispetto alle prime uscite stagionali: «Ci riteniamo soddisfatti del risultato finale poiché lo abbiamo conquistato proprio nelle battute conclusive della gara, sfoderando grande carattere e, a mio modo di vedere, con pieno merito. È innegabile che nel primo tempo abbiamo incontrato momenti di sofferenza, tuttavia anche da parte nostra sono arrivate occasioni di rilievo: quella capitata a D'Andrea ha del clamoroso, esattamente come il tentativo capitato a Vittorio Parigini. Lungo la seconda frazione di gioco la squadra è rientrata sul terreno con una determinazione feroce nell'evitare il ko. Ritengo che solo un mese fa un confronto di questa natura lo avremmo con ogni probabilità perso. Nella giornata odierna, invece, abbiamo compiuto un ulteriore tassello nel nostro cammino di maturazione. Rispetto alla vittoriosa trasferta di Gubbio abbiamo espresso una prova tecnicamente meno brillante, ma abbiamo messo in vetrina un grande temperamento e incassato risposte di rilievo da chi è subentrato a gara in corso. Le sostituzioni ci hanno garantito un aiuto concreto, dimostrando che possediamo le carte in regola per stravolgere l'andamento dei match. Per noi rappresenta uno step ulteriore: abbiamo incamerato il primo punto casalingo al cospetto di una compagine ostica, agguantandolo con fame, abnegazione e spirito di sacrificio. Eravamo provati nel finale, eppure abbiamo speso ogni energia nel tentativo di vincere, correndo persino il rischio di capitolare. Sotto l'aspetto emotivo i ragazzi mi sono piaciuti moltissimo».

Tracciando un bilancio provvisorio di questa prima fase di campionato, mister D'Antoni ha rimarcato la necessità di concedere tempo a un organico profondamente rinnovato per trovare la definitiva amalgama con l'ambiente: «Il giudizio complessivo è senza dubbio positivo. Questa rosa annovera molteplici volti nuovi, per una vasta platea si tratta di un raggruppamento del tutto inedito e stiamo profondendo sforzi per strutturare una nostra precisa identità. Pure il legame con l'impianto e l'ambiente necessita del giusto tempo. Occorre viverlo quotidianamente per avvertirlo realmente proprio. Ho apprezzato moltissimo il calore percepito successivamente alla rete del pari: abbiamo avvertito la spinta della gente e questo fattore risulta determinante. Dobbiamo proseguire a crescere e perfezionarci, dal momento che la categoria si preannuncia complessa e l'itinerario sarà lungo. Ciononostante, settimana dopo settimana intravedo un piccolo progresso. Nella prima frazione siamo apparsi contratti sotto il profilo del ritmo e probabilmente fin troppo timorosi. Nella ripresa abbiamo sciorinato una gara di matrice differente sia sul piano squisitamente tecnico che nella lettura del confronto».

Invitato a fornire aggiornamenti sullo stato di salute del tesserato rimasto vittima di un duro scontro sul rettangolo di gioco, la guida tecnica dell'Ostiamare ha confermato la gravità del colpo incassato: «Ha subito una ferita decisamente profonda e reputo siano stati necessari diversi punti di sutura. Non posso quantificare con esattezza i tempi di recupero, ma lo squarcio era del tutto evidente».

A catalizzare l'attenzione della conferenza stampa è stata tuttavia la dura presa di posizione del tecnico laziale in merito all'episodio da moviola che ha portato al gol degli ospiti, polemizzando apertamente sulle modalità di utilizzo delle revisioni: «Arrivati a questo punto reputo che sarebbe quasi opportuno accantonare in maniera definitiva l'impiego di questo strumento tecnologico, giacché la problematica non riguarda l'operato dell'arbitro. Il sottoscritto non si è mai lamentato delle direzioni arbitrali e non ho intenzione di farlo oggi. Ciò che contesto con forza è la gestione strutturale delle revisioni. In occasione della marcatura messa a segno dai nostri avversari avevamo ravvisato un solare tocco di mano nella seconda palla riconquistata prima dello sviluppo decisivo. Ho sollecitato il quarto ufficiale a vagliare precisamente quel frangente, ciononostante continuavano a proiettarmi un fermo immagine differente, relativo a un contrasto successivo. Ho cercato di far comprendere che stavo facendo riferimento a un momento del tutto diverso, ma si è insistito nel riesaminare sempre la medesima azione. Ho maturato la netta sensazione che non vi fosse la minima intenzione di riavvolgere il nastro per verificare con accuratezza ciò che stavo segnalando. Può darsi pure che la sfera sia stata impattata con la spalla anziché con il braccio, ma perlomeno occorre visionare il fotogramma corretto. Se ci si limita a guardare immagini discordanti la comunicazione diventa impossibile. La mia impressione è che, troppo di frequente, una volta presa una decisione iniziale non si voglia tornare sui propri passi. A quel punto tanto vale affidare ogni scelta unicamente all'arbitro senza l'ausilio di revisioni, perché agendo in questo modo si svuota di significato lo strumento stesso».

In conclusione, l'allenatore dell'Ostiamare ha elogiato la completezza della propria rosa e l'impatto determinante garantito dai calciatori subentrati a partita in corso: «Non disponiamo di coppie prestabilite né tantomeno di gerarchie immutabili nei ruoli dell'attacco. Posso contare su numerosi interpreti di assoluto valore dotati di caratteristiche dissimili. Nel match odierno siamo partiti affidandoci a D'Andrea e Vittorio Parigini, i quali si erano disimpegnati egregiamente anche nella sfida di Gubbio. Successivamente lo sviluppo del confronto ci ha spinto a modificare la struttura. È subentrato Tonin, che costituisce una risorsa di rilievo per noi, poi Isma Badje ci ha garantito un contributo enorme e infine abbiamo gettato nella mischia pure Ibra Wade, il quale al debutto assoluto al nostro fianco ha impattato benissimo. Rinvengo motivo di profonda soddisfazione nell'apporto garantito da chi subentra dalla panchina. Ciascun elemento deve sentirsi parte integrante del progetto e ritagliarsi spazio in relazione alle peculiarità dell'avversario e alle esigenze contingenti della contesa».

Sezione: Serie C / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 18:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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