Il pareggio tra Foggia e Catania lascia in eredità un'analisi ricca di spunti da parte di Enrico Barilari. Il tecnico dei satanelli, intervenuto in sala stampa al termine del match, ha espresso soddisfazione per la tenuta dei suoi ragazzi, pur non nascondendo qualche sassolino dalla scarpa riguardo alla direzione di gara e alla gestione di alcuni momenti chiave della sfida.
Uno dei temi centrali della conferenza è stato l'episodio arbitrale legato a un duro intervento subito da D'Amico, che ha lasciato l'allenatore rossonero visibilmente contrariato. «Quando abbiamo chiamato la card per l’intervento falloso su D’Amico sono rimasto stupeffato dal metro di giudizio adottato dall’arbitro», ha dichiarato Barilari, tracciando un paragone con i precedenti: «Se a Salerno mi hai lasciato in dieci uomini, in questo caso l’intervento era anche peggiore perché il difensore del Catania il pallone non l’aveva proprio visto». Secondo il tecnico, una superiorità numerica avrebbe potuto cambiare radicalmente il piano gara: «Se il Catania fosse rimasto in dieci avrei pensato di passare al 4-2-3-1».
Nonostante il rammarico per la mancata espulsione, Barilari premia l'atteggiamento dei suoi, specialmente per la capacità di restare compatti contro una corazzata. «I ragazzi hanno fatto molto bene in fase di non possesso dal primo all’ultimo minuto, potevamo evitare di prendere quel gol però c’è da essere soddisfatti», ha spiegato, riconoscendo il valore della rosa etnea. «Contro avversarie di tale spessore, che poi mettono dentro tutti gli attaccanti nel secondo tempo, diventa difficile anche contenere. Ci prendiamo questo punto anche se muove poco la classifica».
L'allenatore del Foggia ha poi analizzato i problemi incontrati nel contenere le spinte laterali degli avversari, pur lodando lo spirito di sacrificio dei suoi difensori. «Abbiamo sofferto un po’ sulle corsie laterali anche perché non dobbiamo dimenticare la qualità – tanta – di cui dispone il Catania. La qualità dell’avversario ti porta a soffrire». Una sofferenza che è stata gestita meglio nella ripresa grazie a qualche accorgimento tattico: «Quando Winkelmann è rimasto più in copertura forse le cose sono andate un po’ meglio. Era fisiologico abbassarci un po’ dopo il gol, visto che inevitabilmente il Catania avrebbe spinto».
Barilari ha poi rivolto lo sguardo ai margini di miglioramento della sua squadra, specialmente nella gestione delle ripartenze. «Abbiamo sbagliato qualche pallone di troppo soprattutto nel primo tempo, in qualche ripartenza le nostre scelte sono state completamente sbagliate ma siamo in crescita. Si poteva osare, c’erano tanti spazi, li andavamo a prendere ma sbagliavamo il tocco». Tra le note liete, spicca la prestazione di Nocerino, inserito per dare un segnale di coraggio: «L’ho inserito nella posizione di mezzala intendendo far capire alla squadra che non dovevamo abbassarci. Mi ha stupito la sua prestazione sapendo anche che dalle sue parti c’era Jimenez».
In chiusura, il tecnico ha commentato le condizioni del terreno di gioco e le prospettive future. Sebbene il campo fosse «un pochettino disconnesso», Barilari non lo ha usato come alibi, preferendo concentrarsi sulla continuità dei risultati. «Stiamo dando continuità alle prestazioni e questo ci fa ben sperare. Mi auguro che le motivazioni siano altissime anche quando giocheremo i prossimi scontri diretti». Sul fronte della lotta al primato, il giudizio resta sospeso: «Il Catania rimane la squadra più forte, ma aspettiamo il mercato».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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