Tre punti pesanti, ottenuti su un campo ai limiti della praticabilità e in rimonta. Il Prato inizia il girone di ritorno nel migliore dei modi espugnando il "Muzi" di Orvieto per 3-1. Una prova di carattere e maturità quella dei biancazzurri che, andati sotto nel punteggio, hanno saputo ribaltare la gara nonostante la pioggia incessante.
In sala stampa, al termine del match, Simone Venturi non nasconde la sua soddisfazione per una vittoria cercata e voluta con forza. Di seguito le dichiarazioni integrali dell’allenatore del Prato.
Sulla partita e la soddisfazione per i tre punti:
"C'è grande soddisfazione perché abbiamo vinto una partita che volevamo vincere a tutti i costi e che si era messa male, anche immeritatamente. Avevamo creato tante occasioni da gol sia nel primo che nel secondo tempo, facendo sempre noi la partita. Credo che il risultato finale sia il giusto premio per tutti: per noi, per la società, per i calciatori e per i tifosi che hanno preso tanta acqua e tanto freddo. Credo che il risultato rispecchi un po' quello che abbiamo fatto in campo".
Sugli stimoli per il girone di ritorno e la classifica:
"Se non avessimo stimoli potevamo rimanere a casa, senza stare a fare tanti chilometri e a prendere acqua e freddo. Gli stimoli sono quelli di fare sempre bene. Come dico dall'inizio, non dobbiamo pensare a lungo periodo, ma partita dopo partita, cercando di fare più punti possibile. Poi, quando mancheranno 7-8 partite alla fine, vedremo qual è l'obiettivo più abbordabile per noi. I nostri stimoli sono quelli di fare il meglio possibile: è quello che ci chiede la società, i direttori, ed è quello che noi staff e i giocatori vogliamo fare. Per noi ogni partita deve essere un cercare di trarre il massimo, cercare di fare tre punti ovunque giochiamo per poi andare più avanti possibile in classifica".
Sull'inversione di tendenza nelle partite in trasferta:
"Il dato delle partite fuori casa era un dato oggettivo, perché i risultati purtroppo non erano venuti nelle ultime partite. Più nei numeri che non nelle prestazioni, però: perché sia a Seravezza che a Grosseto, se fossimo usciti col pareggio saremmo stati abbastanza arrabbiati. Invece siamo usciti con la sconfitta e quindi increduli. Però oggi abbiamo riconfermato che la squadra sta crescendo e sta migliorando. La prestazione anche oggi è stata importante su un campo difficile e con un tempo che sicuramente non ha aiutato nessuna delle due squadre. Secondo me questa vittoria ha un valore ancora più importante".
Sull’approccio mentale nonostante il ritardo del calcio d'inizio e il campo pesante:
"L'avevamo preparata in due modi, nel senso: se potevamo giocare oppure se eravamo costretti a giocare più sulle seconde palle per via della pioggia e del terreno pesante. I ragazzi sono stati bravi a saper capire qual era il momento di giocare e quando era il momento di calciare lungo. Riuscendo ad alternare queste cose siamo andati tante volte dentro l'area di rigore e abbiamo avuto tante occasioni. Questo è un merito che va esclusivamente ai ragazzi, direi che hanno fatto veramente qualcosa di importante anche oggi".
Sull’infortunio al portiere Furghieri e gli episodi arbitrali:
"Dei rigori è meglio non parlare, perché ero arrabbiatissimo. Per quanto riguarda Furghieri, ha preso la classica 'tacchettata' che fa molto male e col freddo il dolore aumenta. È il mestiere che entra nel sangue, come si diceva una volta. Comunque ha solo un piccolo taglio, niente di che".
Sull'avversario, l'Orvietana:
"L'Orvietana l'ho vista come me l'aspettavo: una squadra organizzata, una squadra fisica, che comunque si difende bene e quando riparte è molto pericolosa. Direi che il merito nostro è stato quello di aver limitato le loro ripartenze e avergli lasciato pochissime occasioni, forse una. Però l'Orvietana ha fatto la partita che mi aspettavo, è sempre una squadra difficile da affrontare".
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