Il 2025 si è chiuso con un bilancio estremamente positivo per la Vis Pesaro, capace di riscrivere la propria storia e consolidarsi come una realtà solida del panorama della Lega Pro. Il presidente Mauro Bosco, intervistato dal Corriere Adriatico, ha analizzato il cammino compiuto dal club, gettando uno sguardo realistico ma ambizioso sulle sfide che attendono i marchigiani nel 2026.

«Direi straordinario, ricco di soddisfazioni per tifosi, club e città», ha esordito Bosco nel commentare l'anno solare appena terminato. Il raggiungimento dei primi storici playoff di terza serie rimane il fiore all'occhiello di una gestione che ha saputo abbattere record storici e conquistare successi su campi rimasti tabù per decenni. Tuttavia, per il numero uno vissino, i successi della prima squadra sono solo la punta dell'iceberg di un progetto più ampio: «In termini emozionali è stato un 2025 eccezionale, anche perché abbiamo continuato a crescere pure negli altri due pilastri su cui ci basiamo». Il riferimento è alle infrastrutture, con il completamento del V-Park («tra 15 anni ci ricorderemo del 2025 per questo»), e a un settore giovanile ormai diventato punto di riferimento nazionale.

Guardando al 2026, l'obiettivo dichiarato è la continuità, rifuggendo facili entusiasmi o passi falsi che potrebbero compromettere la stabilità economica del club. Bosco è stato molto netto nel definire l'attuale posizione della Vis Pesaro nel calcio che conta: «Va fatta chiarezza. Per come la realtà è dimensionata, per storia calcistica e mentalità collettiva, stare in pianta stabile nel professionismo in questo modo è già un miracolo, possibile grazie al contributo del sottoscritto. Tutti sanno che se un giorno andassi via, la Vis sprofonderebbe nei dilettanti». Un richiamo alla realtà che tiene conto della discrepanza economica tra i ricavi di piazza della Vis e i fatturati di colossi della categoria.

Il tema del calciomercato invernale ha poi scaldato il confronto, specialmente in relazione alle recenti dichiarazioni di mister Stellone. Bosco ha però chiuso le porte a investimenti folli per scalare poche posizioni in classifica: «La cosa più stupida che possiamo fare è pensare di rinforzarci per fare un singolo playoff da una o due posizioni più in alto. Sarebbe un obiettivo troppo a breve termine, non accadrà». Il presidente ha ribadito che la squadra è già competitiva per l'obiettivo prefissato e che non intende alterare la politica societaria: «I playoff non devono essere un’ossessione bensì un’opportunità. Centrarli anche quest’anno ci darebbe la chance di ambire a qualcosa d’inimmaginabile, consapevoli che se dovessimo fare il salto dovremmo cambiare città perché al Benelli, per un’eventuale Serie B, a oggi manca tutto».

Infine, il capitolo cessioni è stato affrontato con estrema pragmatismo. Per Bosco, la partenza dei pezzi pregiati non è un indebolimento, ma la prova del buon lavoro svolto: «La vendita di giocatori in un club come la Vis Pesaro non deve essere vista come un qualcosa di negativo, ma al contrario ne dovremmo essere tutti orgogliosi». Sui talenti più corteggiati, come Stabile e Ceccacci, il presidente ha aperto alla possibilità di un addio: «Io in caso parlerei di opportunità. Se fossero richiesti da club più importanti non sarebbe giusto tarpargli le ali. Questo non significa che stiamo vendendo, né svendendo i nostri pezzi, ma che dobbiamo continuare con la politica sui giovani per un percorso a medio e lungo termine».

Sezione: Serie C / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 23:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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