Le scarpe appese dal chiodo da poco ed esperienza da vendere. Con queste credenziali Simone Guerri ha bussato alla porta del Lornano Badesse Calcio. Prima da consulente e poi da responsabile dell’area tecnica. Un ruolo crocevia tra campo e dirigenza, che ha dato alla società biancazzurra una figura in grado di operare a 360°. Ora però per l’ex centrocampista viene il bello: tre mesi di mercato e un gruppo da chiudere. La sfida è lanciata e con la stagione di nuovo al via, il Badesse vuole finalmente dire la sua.
Simone, domenica dovrebbe ripartire il campionato. Le condizioni ci sono?
«Dipende dal protocollo, che al momento non è ancora ufficiale. E’ quindi possibile che la ripartenza sia posticipata di una settimana. Noi non vediamo l’ora di ricominciare».
Già il Badesse. Il vostro inizio-bis come sarà?
«Contraddistinto dall’entusiasmo e dalla voglia di scoprirsi un po’. E’ necessario trovare un’identità. Credo che il campionato sia tutto da giocare. Da parte nostra, parlo di squadra e società, c’è la convinzione di riproporsi con un’altra mentalità, come se fosse la prima di campionato».
Un mese di stop e tante novità. Come è andata questa pausa?
«Bene, ci siamo potuti conoscere ancora di più. Importante soprattutto per inserire il mister dentro la squadra. Abbiamo poi avuto la possibilità di rivalutare alcuni giocatori, che all’inizio non si erano espressi a pieno. In più non sono mancate conferme preziose. Insomma, siamo cresciuti».
Bonuccelli che percorso ha fatto?
«Molto positivo. Si è proposto con grande entusiasmo e con la volontà di mettersi in gioco. Ha dato piena disponibilità, portando anche alcune idee per modificare l’organizzazione. E poi vederlo al campo sempre con il sorriso, credo dia una marcia in più a tutto l’ambiente».
La squadra invece come l’hai vista?
«Determinata a dimostrare il proprio valore. Va da sé che un innalzamento della condizione, semplifichi le cose. Ecco, questo mese per diversi nostri giocatori è stato fondamentale dal punto di vista atletico. La difficoltà maggiore è stata non poter fare amichevoli. Però, abbiamo piena fiducia».
E’ stato anche il tuo primo mese a Badesse. Se ti guardi indietro cosa vedi?
«L’entusiasmo con cui ho intrapreso questa avventura. Mi sono trovato benissimo in questo ruolo e ho ricevuto il pieno sostegno da parte dei dirigenti. Si è creato un feeling speciale con l’allenatore. Le sensazioni sono positive. Si aspetta il campo».
Il passaggio dal campo alla scrivania come è stato?
«L’ho sentito poco, anche perché se pur dall’esterno, sono rientrato subito in contatto con i giocatori. Io credo tanto nei ruoli. Lascio spesso carta bianca all’allenatore. Credo nel dialogo con i giocatori e nella loro crescita. La più grande sconfitta è non vedere salire di livello i propri ragazzi».
E’ stato un periodo anche di scelte. Come vi state muovendo?
«Il mio ruolo impone delle decisioni e dopo un confronto con l’allenatore, abbiamo deciso di fare una scrematura. Alcuni giocatori sono già stati informati. Ora il nostro compito è trovare una soluzione, anche se il mercato è strano e al momento non si può contare nemmeno sul campionato di Eccellenza».
Sarà un mercato infinito. Che significa dal punto di vista sportivo?
«Un ostacolo in più, perché una finestra che dura quasi tre mesi impone una serie di ragionamenti anche a lungo periodo. I regolamenti sugli svincoli ci penalizzano per le uscite, mentre per le entrate l’idea è di continuare a perseguire quelle strade che abbiamo in mente. Vogliamo mettere nelle condizioni migliori chi andrà via, perché tutti sono professionisti. Al massimo ci vorrà solo un po’ più di tempo».
Da martedì vi potrete muovere. Cosa ci dobbiamo attendere?
«Qualcosa faremo nel reparto difensivo, visto il cambio di modulo, e un giocatore nel reparto offensivo. L’obiettivo è di avere una rosa di 22-24 giocatori. Quando inizierà il campionato, vedremo poi se il caso di aggiustare il tiro».
Al di là dei moduli, la squadra ha mostrato due facce: bene dietro, male davanti. Cosa non ha funzionato?
«Sono convinto che i reparti non siano scollegati gli uni dagli altri. Quindi, colpe e meriti sono di tutti. Da quello che ho potuto valutare, la squadra prima giocava più sul contropiede. Adesso, con il nuovo mister, l’intenzione è di avere un atteggiamento più propositivo, cercando di costruire il gioco. La cosa importante è la disponibilità dimostrata dai giocatori».
Il dna di Bonuccelli è votato all’attacco. Questa sfrontatezza si sposta con il progetto sportivo del Badesse?
«Dire di sì, perché mi piacerebbe vedere una squadra spensierata e tranquilla. Certo, c’è una classifica da guardare, ma credo che al momento sia falsata da un campionato martoriato dai rinvii. Quindi, è bene prendersi qualche rischio in più e giocare a viso aperto».
Alla squadra cosa hai chiesto?
«Quello che chiedevo a me stesso quando giocavo. Essere a disposizione dell’allenatore e fare le cose giuste. I giocatori devono ragionare da squadra, lasciando da parte gli individualismi. Per questo, cerco molto il contatto con loro. Il mio obiettivo da qui a tre settimane e creare il gruppo definitivo e portarlo in fondo. Perciò ho bisogno prima degli uomini che dei calciatori».
Ma questo che gruppo è?
«Compatto e che trae la propria forza da un mix tra giocatori esperti e giovani. Poi credo che alcune figure più navigate debbano fare da traino e da loro mi aspetto tanto. Per chiudere, non ci sono mele marce».
Vieni dal Siena, una piazza nobile. Badesse, a confronto, è un microcosmo ma con grande ambizioni. Qui, il potenziale per sognare c’è?
«Ne sono più che convinto e se qualcosa dovesse andare storto, sono io il primo ad assumermi delle responsabilità. Vedo una società che è una neopromossa ma con una proprietà forte. È chiaro però che per raggiungere degli obiettivi serve del tempo. In questo mese abbiamo messo le basi per dare un’organizzazione più strutturata al Badesse. Il futuro si costruisce giorno dopo giorno e di tappa in tappa».
Quindi, che percorso vi attende?
«Siamo già partiti, perché il lavoro settimanale è improntato sul modello professionistico. In più abbiamo aggiunto una figura importante, come il team manager. Insomma, il Badesse ha tutti gli uomini al posto giusto e con ruolo ben definiti».
Guardando al piano sportivo, il Badesse è reduce da due rivoluzioni estive. Sposi questa filosofia?
«Io sono arrivato da poco, ma penso che in passato ci sia stata l’esigenza di bruciare le tappe. Ora direi che la parola d’ordine è stabilità. Non sbagliare gli uomini e aggiungerne altri, che però ti possono far fare il salto di qualità. Per me i risultati passano da questa via, non dai totali stravolgimenti».
Nel rafforzamento societario le giovanili che ruolo rivestono?
«Il vivaio è un plus per la società. In questo periodo alcuni elementi si sono uniti stabilmente a noi per fargli provare l’ambiente della prima squadra. Questo rientra nell’ottica di una programmazione, che è essenziale per raggiungere gli obiettivi prefissati».
Sotto l’albero del Badesse che regalo vuole mettere Simone Guerri?
«Un gruppo che ragiona con un’unica testa».
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