Il pareggio interno ottenuto contro il San Marino ha lasciato un retrogusto amaro in casa Chieti, trasformando quella che doveva essere la giornata del riscatto in una sequela di rimpianti. La sfida, caratterizzata dal vantaggio iniziale firmato da Monsif e dal successivo e sfortunato autogol di Mbaye che ha fissato il punteggio sull'uno a uno, ha mostrato un volto dei neroverdi che non è affatto piaciuto alla guida tecnica.
Nel commentare l'andamento della gara ai microfoni della stampa, l'allenatore Del Zotti non ha cercato scuse, assumendosi in prima persona l'onere di una prestazione sottotono. Secondo il mister, il gruppo è apparso bloccato emotivamente, forse schiacciato dalle aspettative di una piazza che chiedeva i tre punti per svoltare dopo una settimana decisamente turbolenta.
«Pensiamo a oggi, sicuramente la responsabilità è mia, forse abbiamo caricato troppo la partita, ho visto una squadra contratta, a tratti impaurita e questo non mi è piaciuto assolutamente» ha ammesso con schiettezza il tecnico. La sensazione dalla panchina era quella di una squadra che avrebbe potuto far male all'avversario con un pizzico di coraggio in più, ma che invece ha finito per regalare quasi mezz'ora di gioco ai rivali.
Nonostante una supremazia tecnica che Del Zotti ha rivendicato con forza, il Chieti non è riuscito a capitalizzare gli spazi creati, mancando di quella cattiveria agonistica necessaria per chiudere la pratica. Il rammarico principale risiede proprio nella consapevolezza di essere superiori alla compagine sammarinese, una superiorità che però non si è tradotta in una vittoria concreta sul rettangolo verde.
«Non siamo stati bravi perché non abbiamo vinto, questa partita la dovevamo e la potevamo portare a casa» ha proseguito l'allenatore, sottolineando come l'approccio alla gara sia stato deficitario sotto il profilo della fame e della determinazione. Per Del Zotti, imparare a convivere con la pressione è un passaggio obbligato per chiunque ambisca a palcoscenici più prestigiosi nel mondo del calcio.
Oltre all'analisi puramente sportiva, il tecnico non ha evitato di affrontare il tema spinoso che ha scosso l'ambiente durante la settimana: la protesta dei calciatori legata al mancato pagamento integrale degli stipendi. La gestione della crisi societaria sembra aver lasciato ferite aperte nel gruppo, specialmente per le modalità con cui sono stati distribuiti i fondi disponibili.
Secondo la visione del mister, sarebbe stato preferibile un approccio collettivo e solidale per garantire che nessuno rimanesse escluso dai pagamenti, evitando discriminazioni che hanno minato la serenità dello spogliatoio. «Non ci è piaciuto questi tagli mirati che non ci hanno dato la giusta importanza» ha spiegato Del Zotti, evidenziando come una riduzione percentuale equa per tutti avrebbe rappresentato un segnale di unità superiore.
Il tecnico ha espresso dispiacere per come una potenziale buona notizia, ovvero l'arrivo di nuova liquidità nelle casse del club, sia stata trasformata in un motivo di frizione anziché in una spinta di entusiasmo. Nonostante si fosse trovato il modo di coprire gran parte delle pendenze, la scelta dei "tagli mirati" ha generato tensioni che potevano essere evitate con un dialogo più trasparente.
In conclusione, sebbene Del Zotti abbia ribadito che i problemi societari non debbano mai diventare un alibi per ciò che accade in campo, è evidente che il clima pesante abbia influito sul rendimento complessivo. «Oggi dovevamo fare e potevamo fare molto di più» ha ribadito con forza, chiudendo una giornata che ha visto il Chieti perdere un treno importante per la propria classifica.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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