La città di Prato si è fermata, ancora una volta, per il proprio club. I biglietti disponibili per la sfida di domenica pomeriggio — calcio d'avvio alle 15 — tra il Prato e il Grosseto sono andati esauriti in tempo record, replicando quanto già accaduto due settimane fa in occasione di un altro incontro di cartello. Una risposta di pubblico che ha spinto la società biancazzurra ad adottare la medesima soluzione già sperimentata in precedenza: trasmettere la partita in diretta televisiva su Tv Prato, per permettere anche a chi è rimasto senza tagliando di seguire il match dal proprio salotto.
A rendere possibile la diretta è stato il nulla osta concesso dal club all'emittente locale per l'acquisizione dei diritti di trasmissione presso la Lega Nazionale Dilettanti, con l'AC Prato che si è fatta carico dei relativi oneri economici. Una scelta presentata dalla società come un atto di comunità prima ancora che di comunicazione sportiva.
«Quello raggiunto martedì è un risultato straordinario, che conferma ancora una volta — se mai ce ne fosse stato bisogno — il profondo legame tra la squadra e la città. L'ennesimo segnale concreto di un entusiasmo crescente, che si traduce in numeri, presenza e partecipazione», ha dichiarato la società biancazzurra. «Proprio in ragione dell'elevatissima richiesta e per consentire a tutti i tifosi di seguire la gara, AC Prato ha rilasciato a Tv Prato il nulla osta necessario per l'acquisizione, presso la Lega Nazionale Dilettanti, dei diritti di trasmissione in diretta della partita, facendosi carico dei relativi oneri. Un'iniziativa che nasce dalla volontà di non lasciare indietro nessuno e di condividere con l'intera comunità un momento così importante della stagione».
Parole nette anche da parte del presidente Antonio Politano, che ha scelto i propri canali social per commentare l'accaduto con toni diretti e carichi di orgoglio. «Biglietti per Prato-Grosseto? Durati meno di un caffè. Tutto sold out in pochi minuti… Quando gioca il Prato, la città risponde. Sempre. E forte. Per questo abbiamo deciso di fare una cosa semplice, ma non scontata: la partita sarà trasmessa in diretta su Tv Prato, perché nessuno deve restare fuori da questo momento. Grazie davvero a tutti per l'affetto, per l'attaccamento, per aver trasformato ogni partita in qualcosa che va oltre il calcio».
Sullo sfondo della festa, però, rimane irrisolta una questione che da settimane tiene banco tra i sostenitori pratesi: quella dell'ampliamento della capienza massima dello stadio Lungobisenzio, attualmente ferma a 1.999 posti — una soglia che stride con l'entusiasmo dimostrato da una tifoseria capace di polverizzare i tagliandi disponibili in pochi minuti.
Il club ha assicurato che i lavori procedono e che il dialogo con le istituzioni competenti è costante. «Proseguono le attività volte all'aumento della capienza dello Stadio Lungobisenzio. Il Club, in costante e costruttivo dialogo con le istituzioni competenti, è fiducioso di poter fornire una prima risposta concreta prima della conclusione del campionato», si legge nella nota societaria.
L'obiettivo non dichiarato, ma facilmente intuibile, è quello di arrivare a quota 3.000 spettatori in tempo per l'ultima gara interna della stagione regolare, fissata per il 3 maggio. Un traguardo che consentirebbe di chiudere il campionato davanti a un pubblico finalmente adeguato all'appetito di una piazza che sembra aver ritrovato, con prepotenza, la propria passione per i colori biancazzurri.
Anche Politano, nel suo messaggio social, ha fatto riferimento alla vicenda della capienza con un tono che lascia intendere sviluppi imminenti. «Nel frattempo noi continuiamo a lavorare, anche su un tema che conoscete bene… quello della capienza. Le cose si stanno muovendo. E presto arriveranno risposte. Perché mentre qualcuno parla… noi costruiamo. Ci vediamo domenica. Dentro lo stadio o davanti alla Tv, ma sempre insieme».
Domenica, dunque, Prato e Grosseto si affronteranno in un clima da tutto esaurito — dentro e fuori dallo stadio. Per una città che, partita dopo partita, sembra riscoprire il calcio non soltanto come spettacolo sportivo, ma come occasione di appartenenza collettiva.
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