Il mondo del calcio è in lutto. Alexander Manninger, ex portiere di caratura europea, è morto a soli 48 anni in seguito a un incidente stradale di drammatica fatalità: il suo veicolo è stato coinvolto in un impatto con un treno in corrispondenza di un passaggio a livello che, stando alle prime informazioni, era sprovvisto di barriere di protezione.
Una vita spezzata troppo presto, quella di un uomo che aveva attraversato alcune delle piazze calcistiche più prestigiose del continente, lasciando ovunque la propria impronta — tanto sul campo quanto fuori.
Nel corso della sua carriera da professionista, Manninger ha indossato maglie di assoluto rilievo nel panorama calcistico europeo. Tra queste figurano Arsenal, Juventus e Liverpool, club che gli hanno permesso di misurarsi ai vertici del calcio continentale e di consolidare una reputazione fondata non soltanto sulle capacità tecniche, ma anche sullo spessore umano che lo contraddistingueva.
Fu tuttavia anche protagonista di un capitolo significativo del calcio italiano di provincia, legando il proprio nome alla città di Siena in un periodo tra i più esaltanti della storia recente del club toscano.
Manninger difese i pali del Siena Calcio per tre stagioni di Serie A — 2004-2005, 2006-2007 e 2007-2008 — accumulando oltre ottanta presenze e diventando uno dei simboli di quegli anni nella massima serie. Un portiere affidabile, solido, capace di reggere la pressione delle grandi categorie anche in una realtà come quella senese, dove ogni punto conquistato aveva un peso specifico enorme.
Il club bianconero, informato della tragica notizia, ha voluto tributargli un ricordo ufficiale con un comunicato firmato dal presidente Jonas Bodin e dall'intero organigramma societario.
"A nome del Presidente Jonas Bodin e di tutto l'organigramma, esprimiamo il più profondo cordoglio per la scomparsa di Alexander Manninger, ex portiere bianconero e protagonista di pagine importanti della storia del Siena", si legge nella nota.
Il messaggio prosegue ricordando il contributo dell'atleta sia sul piano sportivo che su quello personale: "Difensore della porta del Siena nelle stagioni di Serie A 2004-2005, 2006-2007 e 2007-2008, con oltre 80 presenze, Manninger è stato uno dei simboli degli anni nella massima serie, distinguendosi per doti umane, oltre che professionali".
Il club ha poi voluto richiamare l'ampiezza della sua parabola calcistica: "Il suo talento lo ha portato nel corso della sua carriera a vestire maglie prestigiose del panorama europeo, tra cui Arsenal, Juventus e Liverpool, lasciando ovunque il segno delle sue qualità".
Parole di sincero dolore chiudono il comunicato: "La notizia della sua prematura scomparsa a seguito di un incidente stradale ci colpisce profondamente. Ci stringiamo con affetto attorno alla sua famiglia e a tutti i suoi cari, conservando per sempre il ricordo di un uomo e di un atleta che ha lasciato un segno indelebile nella nostra città".
La morte di Manninger lascia un vuoto che va ben al di là dei confini dello sport. A quarantotto anni, con una vita ancora pienamente in corso, la sua scomparsa improvvisa colpisce chiunque abbia avuto modo di conoscerlo o semplicemente di seguirlo durante gli anni della sua carriera.
Il pensiero, in queste ore, va in primo luogo alla sua famiglia e alle persone a lui più vicine, cui il mondo del calcio si stringe in questo momento di profondo dolore.
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