Il debutto davanti ai propri sostenitori si è rivelato più amaro del previsto per Vincenzo Feola, che dopo l'incoraggiante punto conquistato a Reggio Calabria ha dovuto incassare una sconfitta interna per mano di un solido Sambiase. Nonostante il risultato negativo, il tecnico campano ha cercato di trarre indicazioni positive dalla prova dei suoi uomini, evidenziando una dedizione che non è mai venuta meno durante tutto l'arco dei novanta minuti.
«Sotto il profilo dell'approccio alla gara e dell'intensità non posso dire nulla, i ragazzi hanno messo in campo una grande voglia di fare e il ritmo è stato quello giusto» ha commentato l'allenatore dell'Acr Messina, individuando però nella scarsa lucidità offensiva il vero limite della giornata. Secondo Feola, alla squadra è mancato quel guizzo decisivo nell'ultimo passaggio e la precisione necessaria per trasformare in gol la mole di gioco prodotta.
«Siamo stati poco precisi nel momento di concludere l'azione, ma non mi sento di muovere critiche ai calciatori; al contrario, desidero elogiarli e ringraziarli per la determinazione e per l'impegno che hanno dimostrato nel cercare di raddrizzare la partita» ha proseguito il mister. Il tecnico ha sottolineato come la squadra abbia lottato su ogni pallone, nonostante le evidenti difficoltà strutturali emerse a causa di un'infermeria tristemente affollata.
Il Messina si è presentato alla sfida privo di pedine fondamentali come Bosia, Trasciani, Orlando, Clemente e Matese, una situazione che ha di fatto smantellato l'intero reparto arretrato titolare. «Il Sambiase è una compagine che lontano dalle mura amiche ha raccolto persino più punti che in casa, e questo dato non è certamente frutto della casualità» ha osservato Feola, ricordando come le sei o sette assenze pesanti abbiano obbligato a scelte di emergenza.
In difesa, la mancanza di affiatamento tra i componenti della linea è stata evidente, specialmente in occasione dell'episodio che ha deciso l'incontro. «Se osservate la nostra retroguardia, noterete quattro elementi che non avevano mai giocato insieme prima d'ora; purtroppo ci hanno colto di sorpresa su un tiro dalla bandierina, mettendo a nudo le criticità dovute alle troppe defezioni contemporanee» ha ammesso con onestà il timoniere giallorosso.
Anche nel reparto avanzato, il tecnico ha dovuto fare necessità virtù, schierando contemporaneamente diversi elementi offensivi come Touré, Zerbo e Tedesco, nonostante alcuni di loro non fossero ancora al massimo della condizione atletica. L'obiettivo era quello di garantire una spinta costante, anche se è mancato il supporto del resto della squadra che avrebbe dovuto accorciare di più verso le punte per rendere la manovra più fluida e pericolosa.
Feola ha tuttavia invitato alla calma, ricordando che il tempo trascorso dal suo arrivo in riva allo Stretto è ancora troppo poco per vedere una trasformazione radicale della squadra. «Dopo appena otto sedute di allenamento svolte insieme non posso pretendere di vedere miracoli; se qualcuno pensava che bastasse il mio arrivo per risolvere tutto istantaneamente, si stava sbagliando di grosso» ha puntualizzato l'allenatore con schiettezza.
Il tecnico ha poi usato una metafora religiosa per chiarire la situazione complessa in cui si trova il club peloritano: «Certi prodigi li compiono soltanto il Signore o Padre Pio, non certo un allenatore di calcio. Detto questo, io non mi sottraggo e mi assumo tutte le mie responsabilità per questo stop interno, mantenendo però intatta la mia visione positiva per il futuro della stagione».
Nonostante una graduatoria che continua a preoccupare la tifoseria, Vincenzo Feola ha voluto lanciare un messaggio di speranza e determinazione a tutto l'ambiente messinese. La fiducia dell'allenatore si basa sulla tempra mostrata dal gruppo in questa domenica sfortunata, convinto che con il recupero degli infortunati e il proseguimento del lavoro quotidiano il Messina abbia tutte le carte in regola per risalire la china.
«Resto assolutamente convinto e ottimista riguardo al fatto che il Messina riuscirà a conquistare la salvezza, perché vedo come i ragazzi si battono sul campo e quanto desiderino uscire da questa situazione» ha concluso il mister. La strada verso la permanenza in categoria appare in salita, ma lo spirito di sacrificio evidenziato dalla squadra sembra essere la base solida da cui ripartire già dalla prossima sfida.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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