Il clima in casa Fasano è diventato rovente dopo la sconfitta per 2-0 rimediata sul campo dell'Andria, un risultato che ha scatenato la reazione durissima del massimo dirigente biancazzurro. Ivan Ghilardi, visibilmente scosso e amareggiato, ha rilasciato dichiarazioni pesanti nel post-partita, denunciando una gestione arbitrale che, a suo avviso, sta sistematicamente penalizzando il cammino della squadra nel girone pugliese.
«Oggi siamo stati testimoni della morte del calcio, abbiamo subito l'ennesimo furto di questa stagione» ha esordito il presidente con toni carichi di sdegno. Al centro della polemica c'è un episodio specifico avvenuto durante la gara, ovvero la ripetizione di un calcio di rigore che ha cambiato l'inerzia del match e che Ghilardi considera una scelta tecnica priva di ogni fondamento regolamentare.
Secondo la ricostruzione del numero uno del club, l'irregolarità contestata non sussisteva affatto, rendendo la decisione del direttore di gara incomprensibile agli occhi della dirigenza. «Il nostro portiere è rimasto assolutamente immobile, il rigore non andava fatto ripetere per nessuna ragione; siamo di fronte a una vera e propria follia che danneggia il nostro lavoro» ha ribadito con vigore l'imprenditore.
La rabbia espressa ad Andria non nasce però da un singolo episodio isolato, ma sembra essere l'apice di un malumore che si trascina da diverse settimane. Il presidente ha infatti ricordato altri precedenti in cui la società aveva preferito mantenere un profilo basso e rispettoso, nonostante si sentisse vittima di decisioni arbitrali discutibili che avrebbero pesato sulla classifica attuale.
«Siamo rimasti in silenzio dopo la partita con il Nardò, nonostante i calci di rigore solari che non ci sono stati concessi e l'espulsione totalmente ingiusta comminata a Salzano» ha puntualizzato Ghilardi, evidenziando come la pazienza della società sia ormai giunta al limite massimo di sopportazione di fronte a quelli che definisce torti ripetuti.
Per il presidente, la situazione attuale è diventata insostenibile e richiede una presa di posizione drastica per tutelare gli investimenti e il sacrificio di tutto l'ambiente biancazzurro. «Non è giusto quello che sta accadendo nei nostri confronti, bisogna smetterla immediatamente» ha aggiunto il patron, visibilmente stanco di vedere i risultati sportivi condizionati da fattori esterni al rettangolo verde.
La decisione finale comunicata dal dirigente è di quelle che lasciano il segno e che segnano una rottura totale con l'esterno. Ghilardi ha infatti annunciato che la società si chiuderà in un mutismo assoluto nei confronti dei media, una misura estrema volta a segnalare il profondo disagio vissuto dal club in questo particolare momento storico.
«Da parte nostra bisogna mettere un punto definitivo a questa situazione: nessun tesserato parlerà più con la stampa e resteremo in silenzio stampa fino al termine del campionato» ha concluso il presidente. Questa scelta drastica priva i tifosi e gli addetti ai lavori della voce dei protagonisti, ma rappresenta nelle intenzioni del club un grido d'allarme verso le istituzioni calcistiche.
Il Fasano si appresta dunque ad affrontare il rush finale della stagione in un clima di isolamento e protesta, cercando di trasformare questa rabbia agonistica in energia utile per conquistare i punti necessari sul campo, lontano dalle polemiche verbali ma con la ferma convinzione di aver subito trattamenti non equi nelle ultime uscite.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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