La scalata del Siena non accenna a fermarsi e, dopo la quarta vittoria consecutiva, l'entusiasmo attorno alla squadra ha raggiunto vette che sembravano insperate solo poche settimane fa. Il successo contro il Sansepolcro consolida il quarto posto in classifica, ma nelle parole del tecnico Gill Voria emerge un'analisi che va ben oltre i semplici numeri, toccando corde emotive e tattiche che spiegano la metamorfosi di un gruppo apparso rigenerato sotto la sua gestione.
«Vi dico la verità, nutrivo un timore referale per questa sfida poiché avevo osservato attentamente i nostri avversari domenica scorsa e mi erano sembrati estremamente vitali» ha confessato l'allenatore bianconero durante l'incontro con la stampa. Il timore era che, dopo una striscia di successi, potesse subentrare un pizzico di appagamento, specialmente affrontando una formazione che occupa una posizione di graduatoria meno nobile, ma lo spirito dei suoi ragazzi ha prontamente smentito ogni dubbio.
Dal punto di vista tattico, Voria ha ammesso di aver osato qualcosa in più, schierando una formazione a trazione anteriore con terzini molto propositivi, una scelta che ha dato i suoi frutti soprattutto nella prima frazione di gioco. «Ho rischiato inserendo esterni bassi con spiccate doti offensive perché in spazi ridotti questi calciatori hanno la capacità di trovare la giocata vincente» ha spiegato il mister, pur rammaricandosi per la rete incassata allo scadere del primo tempo che ha parzialmente riaperto i giochi.
Un tema centrale della discussione è stato l'equilibrio tra i reparti, apparso a tratti meno solido rispetto alle precedenti uscite. Le distanze sul rettangolo verde di Siena, secondo il tecnico, richiedono uno sforzo maggiore rispetto ad altri campi, specialmente quando si dispone di mezzali con propensioni offensive che tendono a proiettarsi in avanti. «Dobbiamo certamente lavorare per accorciare la squadra, perché con distanze così ampie rischiamo di concedere troppo spazio se perdiamo il possesso del pallone» ha ammesso con schiettezza.
Oltre alla lavagna tattica, è l'aspetto psicologico quello su cui Voria sembra aver inciso con maggiore efficacia. Molti calciatori, apparsi in ombra nella prima parte della stagione, sembrano oggi trasformati. «Al mio arrivo ho trovato una squadra pervasa dalla tristezza; la testa per un atleta è tutto e io cerco di applicare un rapporto più leggero, quasi da settore giovanile, perché per me il calcio deve restare prima di tutto un divertimento» ha dichiarato il tecnico, sottolineando l'importanza di liberare i giocatori dalle pressioni eccessive.
Questa filosofia si traduce in una maggiore libertà lasciata ai singoli nei momenti decisivi della partita, specialmente negli ultimi metri. L'allenatore ha ribadito di non essere un maniaco degli schemi preimpostati a tutti i costi, preferendo valorizzare l'estro individuale: «Amo il calcio pane e salame; se un calciatore ha le qualità per tentare una giocata individuale o un tiro improvviso, deve sentirsi libero di provarci. Se segnano in quel modo, io mi alzo e vado ad abbracciarli invece di rimproverarli per non aver seguito lo schema».
Il riferimento ai dettagli tecnici non è mancato, come nel caso dei calci piazzati, dove Voria ha scherzato sulla sua predilezione per i palloni tesi sul primo palo, richiamando alla memoria vecchi stili di gioco che oggi sembrano ancora efficaci per mettere in crisi difensori e portieri. Anche se il lavoro quotidiano è costante, il mister sa bene che non si può pretendere la perfezione in ogni situazione di gioco, ma la strada intrapresa sembra essere quella corretta.
Infine, interpellato sulle prospettive future e sulle voci che potrebbero vederlo lontano da Siena alla fine della stagione, il tecnico ha voluto tranquillizzare l'ambiente con la consueta schiettezza che lo contraddistingue. «Non possiedo un agente né un procuratore, la mia unica priorità assoluta è il Siena e non ho altri pensieri per la testa» ha concluso Voria, lasciando spazio solo a una battuta finale: «Certo, se a giugno dovesse arrivare una chiamata dal Milan il discorso cambierebbe, ma per adesso la mia testa è ferma qui».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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