Valeriano Loseto, tecnico ex Gravina che quest'anno in corso ha preso le redini del Bitonto, ha rilasciato un'intervista ai colleghi di tuttocalciopuglia.+
“C’è stato un colloquio in cui la proprietà mi ha elencato una serie di motivazioni in merito al mancato prolungamento del rapporto lavorativo. Motivazioni che, in tutta sincerità, non ho condiviso: faccio fatica a credere che quelle che mi sono state esposte abbiano sancito l’addio. Io, però, faccio l’allenatore da 14 anni e ho immediatamente captato che i presupposti per continuare non c’erano. Ci tengo, tuttavia, a ringraziare il presidente Rossiello e il direttore Rubini per la grande opportunità concessami: quest’esperienza mi ha consentito di dimostrare quelle che sono le mie potenzialità”.
Qual è il resoconto in merito alla sua esperienza bitontina?
“Il resoconto non può che essere positivo. Sono subentrato a metà febbraio in una situazione di classifica complicata: nonostante fossimo a ridosso dei playout, in quattro mesi e mezzo abbiamo cambiato passo giungendo poi ai playoff. Di questo, però, devo ringraziare i ragazzi perché hanno creduto in me: ancora oggi ricevo tanti attestati di stima e in molti si dicono increduli per questa separazione. So come si gestisce un gruppo: quando sono arrivato il morale era sotto i tacchi, ma pian piano l’andamento è mutato, tant’è che i passi falsi sono stati pochi, ma sicuramente fisiologici in un percorso così lungo e tortuoso. Evidentemente gli errori commessi, seppur minimi, hanno assunto un peso rilevante nella scelta della società”.
Quali sono stati, secondo il suo punto di vista, gli step decisivi per riuscire a centrare i playoff?
“Questo Bitonto non è stato costruito in base alle mie idee, tuttavia in breve tempo tutti i ragazzi si sono messi a mia disposizione e in virtù del rapporto splendido che si è creato, in molti sono scesi in campo talvolta infortunati. Ciò testimonia che lo step della personalità è stato determinante: se non si ha personalità, non si raggiungono i risultati. Forse, dal mio arrivo, l’unica gara che abbiamo sbagliato sul fronte dell’atteggiamento è stata quella di Pozzuoli”.
Nutre, paradossalmente, qualche rimpianto?
“Se devo essere sincero sì: a Picerno, laddove perdemmo 2-1, a pochi minuti dalla fine eravamo in vantaggio e avevamo subito davvero poco. Se avessimo vinto, avremmo agguantato il secondo posto e sono ancora tutt’oggi convinto che quel successo avrebbe fatto svoltare la nostra stagione: affrontare il rush finale in una posizione di classifica così alta sarebbe stato completamente differente”.
Cosa si porterà dentro, invece, di questa esperienza?
“Oltre allo spirito battagliero dei miei ragazzi, sono tanti gli aspetti positivi che porterò dentro. Ho rilanciato, ad esempio, Riccardo Lattanzio che in classifica marcatori è stato secondo soltanto a Malcore. Ripenso, inoltre, al giovane Colella, un atleta classe ’02 che prima del mio arrivo era preso poco in considerazione: l’ho studiato e ne ho capito le caratteristiche e con il tempo è diventato un punto fermo della squadra”.
Cosa si aspetta, adesso, dal futuro?
“A Bitonto credo di aver compiuto un salto di qualità non indifferente: in futuro non posso e non voglio allenare una squadra senza ambizioni di vertice, mi auguro perciò di avere una continuità importante. Credo nelle mie qualità: vedremo quali occasioni si presenteranno”.
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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